Viaggio in moto al Monte Ararat

Report: Genova – monte Ararat, in moto, via terra, in solitaria.

17 aprile 2010
By
Share: Condividi
Condividi

Si possono vedere tutte le foto del viaggio qui

Si può scaricare il video del viaggio, completo di testo e riflessioni finali, qui

Report: Genova – monte Ararat, in moto, via terra, in solitaria.

(Attraverso Italia, Slovenia, Croazia, Serbia, Bulgaria, Turchia, confine Armenia, vicinanze Iraq e Iran)

Prima tappa di trasferimento:

Sabato 20 Giugno 2009

Partenza da Genova ore 6:05

Arrivo Belgrado ore 21:30

Trovato Hotel con posto moto privato a Euro 30,00.

Km percorsi 1.200. (Pioggia e freddo per tutto il tragitto).

————————————————————————

Seconda tappa di trasferimento:

Domenica 21 Giugno 2009

Partenza da Belgrado ore 8:15

Arrivo Istanbul (periferia verso Ataturk)

(Attraverso Serbia, Bulgaria, Turchia)

ore 23:30 Hotel lussuoso Euro 99,00 (Internet da televisore, complicatissimo da utilizzare)

Km percorsi 1.000.

Terza tappa di trasferimento:

Lunedì 21 Giugno 2009

Colazione a Istanbul, mi siedo in un locale e vedo passare in continuazione vassoi colmi di bicchierini colmi di un liquido che ricordava il ponch al mandarino.. ma con questo caldo e già di mattina? Hai capito, i Turchi?

Solo dopo un bel po’ ho capito che la bevanda era the, comunque bollente, come non mai..

Partenza da Istanbul ore 10:00 e, per il momento, mi dirigo verso Ankara..

perchè il Monte Ararat è ancora solo un sogno..

Attraversamento dello stretto del Bosforo..

Iniziano le foto viaggiando in moto..

.

Arrivo Ankara ore 17:30 Hotel Denize, molto brutto solo € 15,00

(con grosse farfallone pelose attaccate

alla lampada al centro del soffitto, ogni

tanto ne cadeva una sul letto).

Moto sul marciapiedi attaccata a vetrina

Hotel, molto in vista.

Passeggiata nel centro della città

(Centro città solo per il Gps), in effetti

era un posto caotico, probabilmente

solo il centro geografico.

Ricerca di un ristorante, buon pranzetto in una

via principale e locale carino con menu turchi vari.

Alla mia richiesta di una birra mi è stata portato

un the e poi, su altra precisa richiesta, Coca Light.

Solo dopo qualche altro centinaio di Km qualcuno

in francese mi ha detto che la birra in Turchia è

“interdit” e me ne ha portata una avvolta in carta

di giornale, con mia grande gioia.

Ritorno verso l’Hotel con faticata per ritrovarlo. Nel percorso qualche foto venuta scura. Mentre ne stavo scattando una di una costruzione molto bene illuminata, ho sentito una serie di fischietti furiosi e guardie militari armate che mi imponevano con una certa enfasi di non fotografare..

Ero di fianco a qualcosa di militare senza essermene reso conto..

Km percorsi 450.

————————————————————————

Martedì 22 Giugno 2009

Quarta tappa di trasferimento

(è diventata di trasferimento mentre la stavo

facendo in quanto, nel tragitto, ho capito che

quella era solo una deviazione, perchè alla fine..

sarei arrivato al Monte Ararat)

Martedì 22 Giugno 2009

Partenza da Ankara per la Kapadokya attraversando le terre tra Ankara, Aksaray e Nevsehir

Foto al bel gatto di due viaggiatrici

inglesi a bordo di un’auto inglese

di vecchio modello

per continuare potendo godere del passaggio in mezzo a una terra bellissima costeggiata da un mare di un colore rosato.

Arrivo a Nevsehir,

Per continuare ancora attraversando scorci di paesaggi naturali antichi arricchiti da bellissime rocce scavate dal tempo che assumono forme particolari e che per questo in certi tratti vengono chiamate “Il cammino delle fate”, ma questo è un nome per turisti, per me sono bellissime rocce che hanno visto passare su di se molte ere.

Già da quando ero entrato in Turchia ho notato

un cielo diverso. Un cielo che fa fantasticare su

qualche dio, che sia questo, un dio islamico, ebraico

o che altro..

Via via che si procede verso oriente la sensazione

aumenta in modo esponenziale. I cumuli di nuvole

paiono dimore per esseri soprannaturali.

La terra profuma in un modo strano.. un misto

indefinito di terra, gas e qualche spezia sconosciuta.

Il profumo è molto forte, quasi narcotizzante..

Stradoni solitari..

.. e nubi fantastiche..

Rientro dalla Kapadokya, ma questa volta il Gps punta direttamente al monte Ararat, seppur con tutte le tappe che ancora mi aspettano.. E con tutti i Km che, a quel punto, so che dovrò ancora percorrere..

Prima città di un certo rilievo è Sivas, ma non mi interessa, mi interesserebbe solo arrivarci in giornata, ma mi fermo a circa 100 km perchè già molto tardi e le strade cominciano ad essere, per il momento solo a tratti, molto brutte.

Mi fermo per mangiare qualcosa in uno dei loro “Restaurant” siti a fianco ai distributori di benzina, su quei loro lunghi stradoni anche a doppia carreggiata, nei due sensi, che più ad est ti spingi, più sono semplici locali con una specie di banco frigorifero (senza frigorifero) e qualche cibo, a volte solo insalata e due uova sode e/o un formaggino. Invece lì mi portano un buon stufato di montone, credo, gulasch? Ne chiedo ancora e mi portano delle cosce di pollo, perchè di stufato non ce n’era più.

In quello sperduto locale nel cuore della Turchia salta fuori quella famosa birra avvolta in carta di giornale.

Una festa, e la serata procede in compagnia di quella gente: io non capisco niente o quasi di quello che dicono loro, per me è turco.. Loro non capiscono niente di quello che dico io.. Per caso parlo turco?

La serata finisce che, vista l’ora, insistono perchè rimanga a dormire da loro, nei loro locali. Non mi faccio pregare tantissimo, mi mostrano la stanza: è una vecchia struttura con due lettini. Su un lettino ci sono vari pantaloni e camicie che evidentemente qualcuno vi aveva appena lasciato sopra, su quello in cui dormirò io c’è una coperta e un cuscino portati su apposta per me. Il materasso è quasi completamente senza fodera. L’aspetto, naturalmente, è meno che invitante.

C’è solo una lampadina al soffitto e per la toilette devo scendere giù nel gabinetto alla turca adoperato da chiunque..

Quando ho deciso di venire in Turchia l’ho fatto per vivere il più possibile la loro realtà.. me la sono cercata.. Cosa voglio di più? Mi faccio passare la paura di eventuali furti di portafogli e tutta la mia povera roba. Mi fido, ho deciso così. La moto viene sistemata dentro al “Restaurant”, al sicuro. Vado alla toilette, torno nella mia stanza. Decido di dormire senza spogliarmi, a causa della visibile mancanza d’igiene. Spengo la luce.

Km percorsi oggi, in totale: 650

————————————————————————

Quinta tappa di trasferimento

24 Giugno 2009

Saluti islamici: “Salam, Salam” con la mano sinistra appoggiata due volte sul petto e un leggero inchino.

..E saluti europei: baci e abbracci con i gestori del Restaurant che mi hanno ospitato per la notte e loro amici..

Partenza da quel locale a km 100 da Sivas ore 6:45.

So che in giornata devo superare le città di Erzincan ed Erzurum e poi forse arrivare alla meta..

Nei miei progetti di viaggio con le cartine (che non coprono tutta la Turchia, ma solo quella che viene considerata europea, quindi fino a poco più in là di Istanbul) e quindi col software del Gps, da casa, anche se non avevo avuto il coraggio di confessarmi che sarei voluto arrivare al monte Ararat, perchè non credevo di averne nè la capacità, nè la resistenza, queste due città erano già una meta agognata ed importante perchè una volta superate quelle, la meta nascosta non sarebbe stata più irraggiungibile.

Proseguo la marcia imperterrito con la mia robusta Honda (da oggi: Macinator).

Supero centinaia e centinaia di km spingendomi sempre più all’estremo Est, consapevole che le strade che sto percorrendo non si possono più considerare europee, anche se non ancora asiatiche.

Infatti a quel punto sono spesso semplici stradoni in pessime condizioni, a volte solo con pietre e basta. La moto si trova spesso a superare buche improvvise e non segnalate che mi fanno preoccupare sia per la tenuta del telaio che per la tenuta dei copertoni. Spesso in mezzo alla strada, infatti, ci si imbatte in pezzi di copertoni di Tir. L’andatura deve scendere notevolmente e sei

fortunato quando riesci ad andare ai 30 km h,

spesso ti ritrovi ad andare a passo d’uomo.

Ma ogni tanto qualche tratto percorribile anche

ai 60/90 km h, salta fuori, e allora cerchi di

recuperare..

In compenso i paesaggi sono incredibili.. Eccezionali..

I borgi scorrono lungo le strade..

I temporali, da quando ho lasciato l’Italia sono stati all’ordine del giorno. Anche due o tre al giorno. .. E la temperatura durante i temporali scende di parecchio costringendoti a doverti coprire di più, con tutte le relative soste non previste, ma messe nel conto.. E i fulmini in aperta campagna sono impressionanti e le gocce di pioggia turca fanno male fisicamente, anche se ti fermi perchè non puoi procedere senza vedere più niente.

Supero ad una ad una le due città, comincia

appena ad imbrunire, assisto ad un fenomeno

strano: leggeri fiocchi bianchi cadono dal cielo..

Che sia la manna?

.. E’ una bella nevicata, il 24 Giugno..

Arrivo finalmente ad Agri, ultima città di un certo rilievo prima dell’Armenia, a circa 120 km dal monte Ararat.

E’ buio, vorrei proseguire per essere certo di stare nei tempi. Dirigo la moto per uscire dalla cittadina, ma mi accorgo di essere senza anabbaglianti, si è bruciata la lampadina. Non posso proseguire usando solo l’abbagliante, anche se il traffico è quasi inesistente..

Inverto la direzione e mi fermo davanti ad un gruppetto di ragazzi per chiedere dove posso trovare un Hotel. Mi rendo conto di essermi fermato proprio davanti ad un elettrauto..

Si fanno in quattro per cambiarmi la lampadina e mentre il ragazzo lavora sulla mia moto e tira fuori la lampadina giusta dal suo magazzino, mi mette a disposizione il suo computer. Riesco a collegarmi al mio forum e dò, stringatamente, le ultime notizie per tranquillizzare quei due poveri cristi che stanno seguendo il viaggio: un moderatore di GENTE IN MOTO e mia moglie Giovanna (povera e santa donna)..

Il ragazzo elettrauto vuole vedere, allora gli faccio vedere con qualche foto dei miei siti come sono io nella normalità.. capisce che nonostante i capelli rapati a zero, per l’occasione, quello che vede su internet sono davvero io.. Bravo ragazzo! Mi hai risolto il problema della lampadina! Ti meriti una foto di ringraziamento in questo report!

Cerco un Hotel. Arrivo al centro della cittadina, lo trovo. Mi preoccupo di sistemare la moto prima di scaricarla. Il gestore dell’Hotel me la fa chiudere dentro una specie di cantina dove sia entrare che uscire è molto difficoltoso.. Ma alla fine la moto è ancora al sicuro.

Vedo la camera: letteralmente schifosa. Due lettini con delle imbottite piegate per lungo sopra. L’imbottita del letto che mi ha indicato da utilizzare è piena di macchie dall’aspetto organico.. di dubbia provenienza..

Vorrei fare una doccia, mi conduce al piano terra in uno stanzino senza intonaco, il pavimento un acquitrinio, non ho portato giù le ciabatte. E’ davvero un problema.. e non scherzo.

Faccio l’equilibrista per riuscire ad entrare nella vasca che, soltanto allo sguardo, non ispira nessuna fiducia, per non appoggiare i piedi nudi in quell’acquitrinio sul pavimento.

Mi lavo alla bell’e meglio. Altri equilibrismi per vestirmi stando un po’ dentro e un po’ fuori la vasca. Torno su in camera. Esco per andare a mangiare qualcosa. La cittadina non dà l’idea del pulitissimo..

Mangio, trovo un Internet Point (anche lì). Ritorno in Hotel, decido di utilizzare l’altro lettino.

Anche ‘stavolta non ho il coraggio di togliermi gli abiti coi quali ho viaggiato tutto il giorno e che non sono certo puliti neanche loro. Ma almeno è sana sporcizia mia.

Mi caccio sul letto così.

Km percorsi: 684

Domani il monte Ararat!

25 Giugno 2009

Ore 5:55. Partenza da Agri verso il monte Ararat a circa 120 km.

Dopo aver passato la notte in quell’Hotel non avevo nessuna voglia di lasciarci anche i miei bisogni fisiologici. Infatti tiro fuori la moto dalla cantina, la carico e parto, sapendo che nel tragitto, in quei lunghi stradoni solitari che passano in mezzo a quelle meravigliose colline, avrei senz’altro trovato un posto tranquillo, dietro qualche roccia un po’ all’interno.

Lo trovo, posteggio ai margini della strada, prendo l’occorrente da uno dei bauletti della moto e inizio a salire: la meta, questa volta è una bella roccia che mi nasconderà alla vista di chiunque..

Non faccio a tempo a fare 10/20 metri, che una camionetta militare si affianca alla mia moto e un militare mi urla energicamente qualcosa. Là i militari urlano sempre.. a me!

Non mi scompongo, alzo il braccio che teneva in mano il necessair per la bisogna (un grande rotolo di carta bianca e una bottiglietta di minerale) e quelli si chetano e se ne vanno..

Adesso la pace è assoluta, posso farla in santa pace. Cerco di andare dietro la roccia, ma metto un piede in una melma che mi fa sprofondare.. Cerco di pulire la suola dello stivaletto su delle pietre e poi salgo su un pietrone per posizionarmi.

Un attimo, scivolo a causa della suola ancora pregna di melma, cado, dò una forte schienata nella pietraia più in basso e, come se non bastasse, prendo una bella storta alla caviglia sinistra..

Rimango steso a gambe in su in una posizione scomodissima e molto indolenzito, alla schiena e alla caviglia del piede destro..

Dopo qualche buon minuto tento di rialzarmi, ma l’impresa è molto difficoltosa. Non posso muovere la caviglia..

Che faccio?

Già finito il viaggio? Devo attendere che quei militari ripassino e vedano ancora la moto lì, per sperare in un soccorso?

Mi alzo, a fatica espleto il mio bisogno iniziale.

Mi riavvio verso la moto, sono zoppo e dolorante alla schiena. Salgo in moto, l’avvio e provo ad andare.. La caviglia senza il peso del corpo sopra non fa eccessivamente male..

Proseguo per l’Ararat!

In quel punto ormai, oltre l’orizzonte della strada si vedrà l’Asia..

Continuo la mia strada e dopo una cinquantina di km lo intravedo..

Non posso credere di esserci. Non posso credere che sto per raggiungere il mio obbiettivo..

Vedo un gruppetto di operai, uno dei tanti che ho visto nei giorni precedenti, che lavorano per sistemare le strade..

Mi fermo e, a gesti, e pronunciandone il nome, chiedo se quello allo sfondo, che si vede ancora molto sfumato, è veramente il monte Ararat. Rispondono di sì e mi fanno cenno di fotografarlo..

Lo faccio e continuo la mia strada..

Vado avanti e man mano che i contorni sono più definiti scatto foto, foto, e ancora foto..

Finalmente arrivo nel punto più vicino possibile dalla strada, per vederlo da più vicino bisognerebbe avviarsi a piedi e fare molte centinaia di metri, ma sono sicuro che spunterebbe fuori qualche militare dal niente impedendomi di continuare la marcia.

Fotografo ancora.. E’ stupenda quella montagna, così isolata, tra la Turchia e l’Armenia.

Proseguo per vedere di ammirarlo anche dall’altra parte..

La strada diventa impossibile da percorrere.. davvero impossibile per una moto..

Che ci sia o no una dogana, siamo in Asia.

Spengo il motore e fotografo la strada e una cittadina che si nota nella pianura, oltre una collina, sono sicuro che è la città di Ararat.

Sono felice che non ci sia nessuna bancarella di souvenir o anche solo di acqua minerale..

C’è solo la natura così come Dio l’ha creata..e solitudine..

Anche la moto si gode il silenzio..

Bellissimo!

Grande!

Dall’Ararat a Istanbul

Nel tornare indietro qualche ultima occhiata alla grande Montagna.

Rientro ad Istanbul

Ancora 25 Giugno

Ore 08:35

Inizia il ritorno verso Istanbul, la cui visita avevo rimandato giusto per il ritorno.

Devo raggiungere Istanbul in due giorni per potermi fermare e visitarla per quanto possibile. Questi sono i conti che avevo fatto a tavolino! E un grande viaggio si può compiere solo se si rispetta il programma, per quanto teorico, duro e impossibile questo possa essere..

Quindi il mio obbiettivo per oggi è di superare le città di Erzurum e di Erzincan e avvicinarmi di nuovo a Sivas, alla quale non dovrò arrivare per deviare direttamente sulle strade per Istanbul.

.. E nel tragitto approfitto come sempre, per quel poco che mi è possibile, per interagire con la realtà dei luoghi..

Fermandomi a parlare con la gente dei posti che, via via, supero..

Entrando nella loro realtà..

Mi fermo a circa 150 km da Sivas in un bell’Hotel sulla strada. Ma arrivo bagnato fradicio a causa di un violento temporale che mi segue per quasi tutto il percorso. O io seguo lui.

La moto, dopo qualche problema per reinserire la chiave d’avviamento, dopo aver preso accordi con l’Hotel, la sistemo a fianco della bella moto dell’impiegato della reception. Mi aiutano in due o tre a cercare di reinserire la chiave nel blocchetto, ma è secca, storta, sembra di burro. Non si sa più cosa fare. Risolvo il problema scandalizzando i Turchi.. tiro uno sputacchio sulla chiave, su ambedue i lati, per lubrificarla.. L’addetto alla reception mi guarda sorpreso e anche un po’ schifato.. Altri due o tre tentativi e funziona, metto in moto tra la soddisfazione di tutti. Posteggio.

Mi sistemo nella bella camera, questa volta c’è tutto quello che occorre compreso un bel letto pulito e comodo, oltre alla doccia e qualche altro confort.

Scendo nella Hall, individuo il salone ristorante, frequentatissimo da viaggiatori di ogni tipo, ceno, ritorno in camera, mi faccio la doccia. Sono a posto, ma ho molto freddo.. forti brividi. Se l’indomani fossi stato ancora in quelle condizioni difficilmente avrei potuto riprendere la marcia.

Mi ricordo che mia mamma quando avevo la febbre mi faceva prendere la medicina indicata e mi diceva che nella notte avrei sudato e l’indomani mattina non avrei avuto più niente..

Io tra le mie medicine obbligatorie, mi sono portato anche dell’aspirina, ne prendo due compresse. Mi caccio a letto presto, mi copro anche il capo, ho sempre tanto freddo. Mi addormento e dormo benissimo svegliandomi di tanto in tanto in un bagno di sudore. Sembro uscito da sotto la doccia, ma mi ricopro e passa il freddo e un dolce torpore di benessere mi avvolge per tutta la notte.

Km percorsi 575.

————————————————————————

26 Giugno 2009

Mi alzo fresco come non mai, faccio colazione e mi rimetto in viaggio, oggi devo assolutamente arrivare ad Istanbul.

.. Dopo altri 1000 km ci arrivo, sotto i soliti temporali, non passo da Sivas, come detto, ma supero Tosya e mi ricordo della raccomandazione di un altro viaggiatore che caduto con la sua moto pochi giorni prima su quella strada ai 120 km h e non essendosi fatto male, ha trovato il tempo, durante il suo viaggio, di raccomandarmi di stare attento su quelle strade..

Infatti sto attento, capisco qual’è la strada, pericolosa a causa di solchi infidi per tutto il percorso nel bel mezzo della carreggiata. Tasto bene il terreno con la moto e questa, anche sul terreno umido di pioggia, tiene molto bene.

Arrivo dunque verso le due di notte nel dedalo che è la rete stradale che circonda Istanbul, ma per azzeccare l’uscita giusta, quella che mi dovrebbe portare in un Hotel del centro, ci vorrebbe un indovino.

Dopo qualche tentativo, naturalmente sbagliato, vedo un taxi fermo ad un marciapiede e l’autista seduto su una panchina a godersi un po’ di brezza della notte. Mi fermo e a gesti gli faccio capire che gli pago la corsa fino ad un Hotel del centro della città, ma io lo seguo in moto..

Capisce subito, sale in macchina, io lo seguo e dopo pochi minuti mi ritrovo nel centro di Istanbul nel Sultanamhet in un lussuosissimo albergo..

Metto la moto in garage, porto i bagagli nella confortevolissima camera con un letto che sembra di quattro piazze, faccio mettere il cartellino di non disturbare, mi lavo con tutta calma, mi metto nudo sul letto, e sono un sultano.

Domani farò il turista ad Istanbul..

27 Giugno 2009

Naturalmente dopo essere arrivato ad Istanbul in nottata ed essermi messo a letto verso le 4:00 di mattina, non mi sogno neppure di farmi svegliare per la colazione, ma dormo fino a tardi.

Arrivando in Hotel, la notte, avevo chiesto alla reception se potevano consigliarmi un Tour di Istanbul per vedere i posti più interessanti. Naturalmente il Tour era previsto e l’ho prenotato subito.

Infatti scendo nella Hall e chiedo del Tour delle 13:00, mi fanno accomodare dicendomi che il pulmino che viene a prendere i partecipanti passerà a minuti.

Arriva, salgo e lo stesso mi porta fino al luogo in cui tutti i turisti salgono nel pullman che farà il giro di alcuni punti interessanti della città.

Per la prima volta da quando ho lasciato l’Italia, dentro il pullman, sento parlare italiano. Infatti c’è una famiglia italiana a cui rivolgo la parola in segno di saluto, dicendo: “finalmente sento parlare italiano!..” La risposta sbrigativa del padre è stata: “.. Capita..”

Unico contatto in Turchia con gente italiana.

Confermo quello che da un po’ di tempo penso con sempre maggior convinzione: i turisti, compreso me stesso quando faccio il turista, non mi piacciono!

Il Tour è denominato Ottoman Relics e comprende la visita della parte di Istanbul che passando per alcune vie principali della città e dal porto, da cui sulle alture si vede anche la Torre Galata in cui abitavano i commercianti Genovesi intorno all’anno 1.400, porterà a:

- Rustem Pasa Mosque, disegnata dall’architetto Sinan per il Grand Vizier di Suleyman il Magnifico. Tipico esempio di architettura Islamica.

- Topkapi Palace, residenza dei Sultani Ottomani, con relativa visione del tesoro imperiale, reliquie sacre Islamiche, porcellane cinesi, scritti antichi e anche la visita autonoma, per chi lo desidera, dell’Harem.

Alla fine del Tour è ancora prestissimo, quindi non approfitto del passaggio del pulmino che mi riporterebbe al mio Hotel, ma mi fermo in centro per visitare:

- la Moschea Blu che a quell’ora è ancora aperta, bellissima e seconda Moschea per grandezza al mondo dopo la Mecca.

- Il Gran Bazar, famosissimo grande quartiere di Istanbul adibito esclusivamente al commercio al minuto di una vasta varietà di oggetti e spezie varie, oltre che di tappeti…

Arriva l’ora di cena, mi fermo in un Restaurant di una delle vie centrali, ordino qualcosa di turco..

Dopo qualche minuto vedo arrivare un piatto di spaghetti per una famiglia turca che mangia nel tavolo dietro al mio… Mi mangio le mani per non aver provato a chiedere al cameriere se, per caso, sapessero cosa fossero gli spaghetti… dopo tutti quei giorni in cui ho mangiato qualsiasi cosa turca mi abbiano messo in un piatto…

Ho visto abbastanza di Istanbul, e d’altra parte Istanbul non era la mia meta primaria..

Posso tornare in albergo, passare una comoda notte nel letto a quattro piazze, con l’aria condizionata.

Insomma, posso prepararmi psicologicamente e fisicamente per il rientro in Italia, sempre via terra, sempre in due tappe: Istanbul – Belgrado

Belgrado- Genova.

————————————————————————

28 e 29 Giugno 2009

Non descrivo nei particolari il viaggio di ritorno come non ho descritto nei particolari il viaggio dell’andata fino alla Turchia.

Dico solo che mentre il viaggio di andata era un viaggio alla scoperta del nuovo, oltre che un viaggio alla scoperta di me stesso.. il viaggio di ritorno è stato più duro: le due tappe le ho volute fare.. e ce l’ho ancora fatta, ma le difficoltà sono state maggiori..

Avevo consumato tutta l’adrenalina del viaggio d’andata e gli ultimi km del ritorno non finivano più. A Piacenza ho sbagliato svincolo e stavo tornando verso Brescia per tanti km. Da Serravalle Scrivia, ultimi 56 km, strada che percorro abitualmente, non riuscivo ad andare a più dei 30 km h e non vedevo più chiaramente la strada..

*..E l’autostrada che stavo percorrendo,

la Serravalle – Genova, era un’autostrada nuova,

che non avevo mai visto prima. Ero meravigliato che nei pochi

giorni di mia assenza si fosse riusciti a trasformare quella

vecchia autostrada in una grande e confortevole arteria

piena di curate piazzuole di sosta e aree di servizio

per le quali, si capiva bene che si era voluto curare molto

l’aspetto estetico e anche l’aspetto scenografico..

D’altra parte c’erano cantieri aperti con operai che stavano

lavorando anche a quell’ora notturna.. ecco spiegata quella trasformazione nel giro di pochi giorni..*

Sono arrivato a casa alle 23:00 dopo aver messaggiato mia moglie un paio d’ore prima..

.. Avevo freddo e forti disturbi intestinali.. ho chiesto a mia moglie cosa avesse preparato da mangiare e candidamente mi ha risposto: “Niente! .. Per scaramanzia..” …(?)

Dopo pochi minuti era pronto un piatto di spaghetti al pomodoro ustionanti, che ho divorato avidamente.. forse anche con le mani.. (?)

Mai mangiato niente di più buono, in assoluto!

Mi metto subito a letto con due aspirine, sudata notturna, febbre a 39 l’indomani, ma il giorno dopo, come previsto a tavolino giorni prima, sono normalmente in ufficio:

“Buongiorno!”

“Buongiorno.. quali novità sulla scrivania?….

————————————————————-

Note:

* Solo dopo un paio di settimane, ripercorrendo

l’autostrada Serravalle – Genova sia all’andata che

al ritorno, ho constatato che l’autostrada..

era sempre la stessa e che non c’era stata

nessuna innovazione..

..Da quale altra autostrada Serravalle – Genova sono arrivato, quindi, a casa mia? *

(Questo report è dedicato a mia moglie Giovanna)

Questo viaggio ha rappresentato un percorso

che mi ha permesso fisicamente di raggiungere

i miei luoghi dell’anima.

Il viaggio è una metafora

..ed è dedicato ai grandi uomini..

come Gesù Cristo e Maometto,

che hanno sentito forte il bisogno di spiritualità..

.. e l’hanno saputo trasmettere all’Umanità

con grande forza.

E’ dedicato anche a mia mamma, mancata pochi

mesi fa, dopo venti giorni di sofferenze che l’hanno purificata e preparata al Trapasso sereno….

Mentre intorno al suo letto, nel mondo, si continuavano

a rappresentare misere tragedie.. e lieti eventi..

A mio padre, mancato pochi anni fa, appassionato

di moto che già negli anni settanta aveva fatto

un viaggio in solitaria con la sua Guzzi,

andando nel nord della Germania..

A mio nipote Davide..

nato pochi mesi fa..

che non conosco..

A mia moglie Giovanna, che mi ha dedicato la vita..

A tutti coloro che mi vogliono bene e che

mi accettano per quello che sono..

Ma nel mio viaggio ho ancora molta strada

da percorrere..

perchè non lo dedico alla gente meschina,

nè ai poveri di spirito..

nè agli amici falsi, nè ai figli superbi,

nè ai piccoli uomini..

Amici, figli, fratelli.. sono coloro che incontri

per le strade del mondo..

e che, da viandante, ti offrono acqua..

e una coperta..

Le fotografie e i testi inseriti in questo CD sono di

proprietà materiale ed intellettuale di:

Gaetano Rizza

Cell: 3473441817

e-mail: gaetano_rizza@fastwebnet.it

GENTE IN MOTO

Tutti i diritti riservati

Share: Condividi
Condividi

Tags: , , , , , , , , ,

One Response to Report: Genova – monte Ararat, in moto, via terra, in solitaria.

  1. 7 settembre 2012 at 16:31

    Mám možnosti pre Vás ako free zverejniť svoje auto na našej stránke
    http://www.automotobazar.eu kde si môžete spraviť
    konto a predávať autá.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


5 + = 13

Ultimi Articoli

Pensieri in diretta da Twitter

Pensieri in diretta da Twitter

agosto 21st, 2014

Pensieri in diretta da Twitter[...]

No thumbnail available

GUARDATE QUESTO VIDEO E CONSIGLIATELO AI VOSTRI AMICI

agosto 20th, 2014

GUARDATE QUESTO VIDEO E CONSIGLIATELO AI VOSTRI AMICI[...]

Chiedo giustizia per mia sorella uccisa
La rovina del #M5S sono i capetti de noantri

La rovina del #M5S sono i capetti de noantri

giugno 14th, 2014

Ha ragione @beppe_grillo i #verdi europei sono come una fetta d'anguria: verdi fuori e rossi dentro.[...]

Sconforto piddino per la caduta di Livorno

Sconforto piddino per la caduta di Livorno

giugno 9th, 2014

Sconforto piddino per la caduta di Livorno[...]

Lo giuro solennemente!

Lo giuro solennemente!

giugno 5th, 2014

NON è INDISPENSABILE, FORSE, VOTARE PER M5S, IO STESSO QUANDO VOTO HO I MIEI DUBBI SACROSANTI, MA NO[...]

Sapete che c’è? Non è il M5S a stufare, ma i suoi elettori.

Sapete che c'è? Non è il M5S a stufare, ma i suoi elettori.

maggio 29th, 2014

Sapete che vi dico, pupazzi? Ma annatevene al bar all'angolo a fare, tutti, i CT della nazionale di [...]

Europee: Pd 6 Italia 0, cappotto

Europee: Pd 6 Italia 0, cappotto

maggio 26th, 2014

Ha vinto l'Italia della Repubblica, dell'Unità, di Debenedetti, degli Zucconi, dei Lerner, delle con[...]

Diretta streaming da piazza San Giovanni – Roma #VinciamoNoiTour 23/05/2014

Diretta streaming da piazza San Giovanni - Roma #VinciamoNoiTour 23/05/2014

maggio 23rd, 2014

Diretta streaming da piazza San Giovanni - Roma #VinciamoNoiTour 23/05/2014[...]

Elezioni europee, sbagliare è umano, essere deficienti no!

Elezioni europee, sbagliare è umano, essere deficienti no!

maggio 22nd, 2014

Sarò semplicemente uno dei milioni di cittadini extraparlamentari, incazzati, molto incazzati, con t[...]

Grillo da Vespa non mi ha entusiasmato, ma M5S rimane l’unico da votare

Grillo da Vespa non mi ha entusiasmato, ma M5S rimane l'unico da votare

maggio 20th, 2014

Ma non voterò ancora M5S perché desidero un uomo dei miracoli che sia ottimo in ogni occasione, no, [...]

Ebbene, faccio outing per il M5S (a sua insaputa).

Ebbene, faccio outing per il M5S (a sua insaputa).

maggio 16th, 2014

Sono d'accordo con loro. E a queste persone coraggiose dedico l'immagine che segue perché ognuno ha [...]

Ho visto! Piddini applaudire con le lacrime agli occhi Renzi e gridare “ANCORA!”

Ho visto! Piddini applaudire con le lacrime agli occhi Renzi e gridare "ANCORA!"

maggio 7th, 2014

Ho visto piddini che si prendono 20/30.000 € al mese e anche 100.000 umiliare i lavoratori a 1000€ a[...]

1° maggio (festa del lavoro) vietato dire è meglio lavoro per chi non ce l’ha che 80€

1° maggio (festa del lavoro) vietato dire è meglio lavoro per chi non ce l'ha che 80€

maggio 2nd, 2014

Volevo parlare anche delle reazioni del Pd, dei renziani soprattutto e della Picierno che se ne è us[...]

Il Pd ormai si propone come guardiano e garante del sistema

Il Pd ormai si propone come guardiano e garante del sistema

aprile 29th, 2014

E' il sistema della prepotenza, il sistema che divide la società tra furbacchioni e plebe. E coloro [...]

M5S non sarà panacea di tutti i mali, ma partitocrazia è tutti i mali

M5S non sarà panacea di tutti i mali, ma partitocrazia è tutti i mali

aprile 27th, 2014

... Quindi non c'è scelta. Anche stavolta non ho nessun dubbio per chi votare, ci mancherebbe altro.[...]

La piazza di Formigli di pulito ha solo il titolo

La piazza di Formigli di pulito ha solo il titolo

aprile 15th, 2014

Tralascio di parlare degli altri ospiti della trasmissione Piazza Pulita del Formigli, come Scalfaro[...]

Pina Picierno: anche i TROLL vanno in tv

Pina Picierno: anche i TROLL vanno in tv

aprile 7th, 2014

Mi direte... allora ben vengano i TROLL anche in tv. No! I TROLL già non li sopporto nei Social, fig[...]

Cosa può esserci di peggio di quello che abbiamo?

Cosa può esserci di peggio di quello che abbiamo?

aprile 1st, 2014

Quindi ripeto la domanda del titolo: "Cosa può esserci di peggio di quello che abbiamo?" Il Moviment[...]

M5S tra Front National e lista Tsipras

M5S tra Front National e lista Tsipras

marzo 25th, 2014

Ma Italiani non ancora pronti per questi discorsi, a loro continuate a dargli da mangiare COMUNISTI,[...]

In Primo Piano

Dai diritti acquisiti ai diritti scippati Dai diritti acquisiti ai diritti scippati

Dai diritti acquisiti ai diritti scippati. E io potevo permettermi, quindi, di pensare di pretendere qualcosa in più dalla società che non fossero solo diritti, per esempio un’Etica.
Un’Etica che oggi siamo costretti a non ricercare più (se non richiamarsi ognuno alla propria)

Riflettore

Ma è così strano passare da An a M5S? Ma è così strano passare da An a M5S?

Ma è così strano passare da An a M5S? Dirò di più: il mio sostegno, oggi, al M5S lo considero una naturale prosecuzione della mia antica militanza ad Alleanza Nazionale, l’An che credevo più pulita di tutti gli altri partiti.

Il Punto

La parabola dei fottitori e dei fottuti La parabola dei fottitori e dei fottuti

Cultura

Articoli per mese

Ricevi le News

Enter your email address:

Delivered by FeedBurner


Diventa un Sostenitore di IL CRONISTA