Yara e l’orco

La piccola Yara è stata trovata, là dove presumibilmente l’aveva lasciata il suo assassino dopo averle inferto sei coltellate.
Non c’è più niente da aggiungere a quello che è stato già detto da giornalisti, tuttologi, criminologi.. e a quello che dirà la Palombelli.. che c’è sempre quando si parla di bambini ammazzati.
Ma vorrei soffermarmi un attimo sulle parole pronunciate dal parroco di Brembate, il parroco che conosce bene la famiglia di Yara e che conosceva bene anche la piccola..
Da bambini tutti noi sappiamo cos’è lorco, perchè ce lo raccontano nelle favole per farci addormentare, tanto che ad alcuni parrebbe crudele raccontare di questi esseri mostruosi e cattivi a dei fanciulli innocenti che poi si addormentano in preda all’apprensione, moderata appena dalla consapevolezza di avere una mamma e un papà che accorrono al tuo lettino non appena sentono un tuo respiro un po’ più affannoso del normale.
Ma a volte le favole con gli orchi sono addirittura meno paurose della realtà..
La realtà che trova una ragazzina, una sera, in mano a qualcuno che presumibilmente si presenta con un volto noto, affidabile, e che si trasforma in un essere mostruoso nel giro di pochi minuti.. e che non esita a devastare il corpo della bambina a colpi di coltellate.
Non raccontiamo più favole ai nostri bambini. Le favole hanno sempre qualcosa di positivo, in fondo.
Raccontiamo la realtà di un mondo nel quale gli orchi esistono davvero e sono molto meno buffi di quelli immaginati nel mondo fantastico.
Amen.

Gaetano Rizza
autore del romanzo Nato negli anni Cinquanta

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Il libro parla di una vita vissuta tra vicende e vicissitudini dagli anni Cinquanta ad oggi. Inoltre parla dell’incontro dell’Autore con Roberto Vecchioni, dell’incontro con Dori Ghezzi per il patrocinio della Fondazione De André su alcuni concerti tributo organizzati e interpretati dal protagonista del libro, dei concerti stessi, di viaggi in moto in solitaria, di emozioni a 360°.

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