L’unica Europa rimasta è quella di Giulio Cesare

Maroni non si è arreso alle decisioni della Francia, nè tantomeno a quelle di Sarkòleone e continua imperterrito nella polemica sugli immigranti.
Maroni fa bene a pretendere che l’Europa si faccia carico dei danni provocati dalla guerra promossa dagli occidentali. Persino ambienti del Vaticano ci danno ragione con titoli di giornali tipo: “Le bombe sì, i profughi no!” o con dichiarazioni contro il comportamento dell’Europa come quelle fatte dal cardinale Bertone.
Il trattato di Schengen deve essere rispettato non solo quando fa comodo, ma soprattutto quando, in un caso come quello presente, è necessario – visto che è stato provocato un esodo di massa verso l’Europa, non voluto dall’Italia – e va precisato che i profughi clandestini quando sbarcano a Lampedusa sbarcano in Europa e non in Italia. Solo l’Europa Unita non la vuole capire. Eppure è molto semplice.
Ma è sempre valido il detto popolare: non c’è più sordo di chi non vuol sentire.
Ormai è chiaro, l’unica vera Europa che tutt’ora è valida è quella che ci ha lasciato il grande Giulio Cesare duemila anni fa.
Se ne faccia una ragione Sarkòleone e i suoi sostenitori comunisti italiani e pseudoeuropei.
Amen

Gaetano Rizza
autore del romanzo Nato negli anni Cinquanta

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Il libro parla di una vita vissuta tra vicende e vicissitudini dagli anni Cinquanta ad oggi. Inoltre parla dell’incontro dell’Autore con Roberto Vecchioni, dell’incontro con Dori Ghezzi per il patrocinio della Fondazione De André su alcuni concerti tributo organizzati e interpretati dal protagonista del libro, dei concerti stessi, di viaggi in moto in solitaria, di emozioni a 360°.

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