Il 7° cavalleggeri ha colpito ancora!

Mi dispiace avere questa vena polemica nei confronti degli Usa, non me lo sarei mai aspettato prima, ma – premesso che è legittima la soddisfazione di aver colpito Bin Laden, artefice di uno dei più grandi eccidi della storia che ha sconvolto tutto il mondo, me compreso, del quale eccidio ne ho parlato in tutte le salse sfogando la mia rabbia per quel delitto – la mia soddisfazione di questo momento è appena incrinata dal fatto che la più grande democrazia del mondo non sappia far meglio che macellare i suoi nemici, per quanto terroristi o dittatori questi possano essere. Mi torna in mente lo spettacolo della “visita dentistica” seguita dall’impiccagione di Saddam, per esempio, per non parlare dei figli di Gheddafi, e a breve di Gheddafi stesso.
Stati Uniti che al comando del novello premio nobel per la pace decidono di entrare col loro 7° cavalleggeri negli affari interni di Paesi “antidemocratici” per portare un po’ della nostra “bella democrazia occidentale” fatta di sputi in faccia l’uno contro l’altro; e mentre con l’Afghanistan e con l’Iraq c’era stato il motivo scatenante che poteva servire a giustificare gli interventi militari delle nazioni occidentali, nell’intervento deciso da Obama e da Sarkozy contro la Libia, a favore dei ribelli che non avevano nessuna carta in regola per poter abbattere il regime di Gheddafi, sia di ordine politico, che sociale, che militare, io, malgrado la mia buona volontà, continuo a non trovare nessun motivo. A meno che non andiamo a cercarlo nella ricerca di consensi da parte di Obama e di Sarkozy in vista delle loro prossime elezioni.
La piega che stiamo prendendo, quella della “democrazia occidentale con la forza” non mi convince. Non mi piace. Perchè prendendo a prestito quello che ha scritto una cara amica di Blog in un commento in un altro Blog di un altro caro amico: “la Dittatura del Bene, è altrettanto pericolosa di quella del Male”.
Per questo in questo momento sto con Bossi che vuole che il nostro contributo militare in Libia abbia una scadenza, anche brevissima, se possibile; e questo indipendentemente dalle motivazioni per cui lo chiede, che spero che siano simili alle mie anche se non lo credo.
Perchè il presidente del consiglio italiano non doveva cedere alle pressioni per la guerra ricevute dal premio nobel per la pace e dalla caricatura di Charles De Gaulle.
Ciò detto, spero che gli Stati Uniti possano riprendere ad essere anche per me un modello.
Adesso come adesso, no!
Amen.

Gaetano Rizza
autore del romanzo Nato negli anni Cinquanta

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6 risposte a Il 7° cavalleggeri ha colpito ancora!

  1. Nessie scrive:

    Non credo gaetano. yo sono già molto avanti in questo pensiero e ci o rifletuto a lungo. Quel mondo che credevamo giusto e sacrosanto è finito con la caduta del muro. Il quale è stato abbattuto proprio con l’intenzione di instaurare nel mondo la Ditatura del Bene (grazie per la citazione!), dell’uguaglianza, della fratellanza universale, del mercato unico, del pensiero unico e magari anche del Dio unico. Questi non si fermerano e l’obietivo prosimo venturo potrebe esere l’iran, poi magari chisà, la corea, la Cina e qualche altro “rogue state”. ecco perchè resto molto freda a queste celebrazioni e festegiamenti a scopo mirato.

  2. Le Barricate scrive:

    “. e magari anche del Dio unico.”

    .e questo mi raforza ancora nella mia critica, spero non definitiva, al’occidente. In quanto noi con la nostra democrazia di facciata non saremo poi così tanto migliori dei talebani.

  3. Massimo scrive:

    se Ghedafi fose morto soto le bombe di reagan, il mondo sarebe stato migliore. Non è il bersaglio, sbagliato, ma y tempi di esecuzione. Sadam e Osama meritavano di esere giustiziati. Bush lo ha fatto legalmente dopo un proceso, il premio nobel per la pace mandando una squadra di sicari che, comunque, yo premierei, perchè il mondo è migliore dopo la dipartita di osama. se poi archiviasero anche l’iran degli ayatollah, la Corea e la Cina comuniste (e non dimentico cuba), non potrei che eserne lieto. Il problema, non è il “nuovo ordine mondiale” con gli Stati Uniti come unica superpotenza, un po’ come lo fu Roma nel’antichità, il problema è quando prendono il potere y talebani della bontà che estendono una legitima battaglia contro gli stati canaglia, in una censura costante sul pensiero e sulle opinioni anche al’interno delle democrazie. e’ questo il problema, non che ci si sbarazi di osama, sadam, ahmadinejad, ghedafi, degli eredi di Mao o della famiglia Castro o kim.

  4. Le Barricate scrive:

    Il mondo non è migliore quando una superpotenza fa, o fa fare, procesi farsa, come quello di sadam, sarebe migliore se ci fose stato un vero proceso, e l’esito sarebe stato lo steso. Il mondo non è migliore quando “il vincitore” espone la visita dentistica e il cappio intorno al collo di Sadam come dimostrazione di forza. Il mondo non è migliore quando nazioni che non c’entrano niente entrano in un conflito interno di un popolo sovrano per loro sporchi egoistici motivi economici e di potere personale che pretendono di camufare con la parola democrazia. Il mondo non è migliore quando si va ad amazare “per caso” il figlio di ghedafi, che era un civile. Il mondo non è migliore quando si sarà amazato Ghedafi dopo avergli dato espresamente la caccia e senza proceso, e anche senza nesun motivo valido, attualmente, che giustificase un intervento armato dell’occidente nei confronti di un popolo sovrano per sostenere la parte rivoltosa che pretendeva di mandare a casa Ghedafi senza averne le dovute credenziali e senza averne enè arte enè parte.

    Il mondo non è migliore quando si uccide un Musolini senza proceso e si appende a testa in giù a piazale Loreto insieme alla dona che lo ha seguito per amore, esponendolo alla barbarie dei vincitori.

    Vincere le guerre non significa per forza esere migliori.

  5. Nessie scrive:

    Otimo quest’ultimo intervento, gaetano. Sembra già un nuovo post. Mentre come al solito con Masimo siamo come cane e micio.

    Chioso una sua incongruenza:

    “il problema, non è il “nuovo ordine mondiale” con gli Stati Uniti come unica superpotenza, un po’ come lo fu Roma nel’antichità, il problema è quando prendono il potere y talebani della bontà che estendono una legitima battaglia contro gli stati canaglia, in una censura costante sul pensiero e sulle opinioni anche al’interno delle democrazie. e’ questo il problema”.

    Ma è proprio questo il punto cruciale. la “democrazia esportata” a suon di guerre umanitarie nei paesi dove esistono ancora autocrazie, è inversamente proporzionale al mantenimento della democrazia interna ahí/hay/ay singoli stati. anzi, esportandola la si sotrae ahí/hay/ay legitimi citadini. Non fose altro perché sono costreti a dover sotostare alle decisioni di un superstato-guida moloch. e visto che ci si sciacqua la bocca con l’impero Romano (ai quali gli usa non rasomigliano proprio in nulla) allora fatemi citare un sagio proverbio latino: “maxima extensio, minima comprehensio”. la dotrina americana è quella arrogante e presuntuosa del “to big to fail”. Col cavolo, che basta l’estensione per non fallire!

  6. Le Barricate scrive:

    “otimo quest’ultimo intervento, gaetano. Sembra già un nuovo post”.

    ti o preso in parola 🙂

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