Marina e l’onestà intellettuale di Pansa

Da anni ormai sono passato ad ammirare questo giornalista di sinistra, Giampaolo Pansa, in pratica da quando ho acquistato il suo libro “Il sangue dei vinti” nel quale descriveva le barbarie dei vincitori italiani della guerra.
Man mano la mia ammirazione per il giornalista è aumentata di pari passo con la denigrazione, invece, inflittagli dai suoi compagni.
Per molti anni giornalista del giornale La Repubblica adesso si sta fogando togliendosi tutti i sassolini dalle scarpe.
L’ho sentito nel Tg5 delle 13:00 mentre presentava il suo ultimo libro “Carta straccia- Il potere inutile dei giornalisti italiani” e rispondedva a qualche domanda della giornalista del Tg.
In questo ultimo suo libro denuncia l’infelice deriva di molti giornalisti italiani, primi fra tutti quelli della Repubblica, che, afferma anche lui, come me, sono 17 anni che hanno come primo obbiettivo quello di dare addosso al presidente del consiglio di centro-destra, ormai, questi, senza nessuna credibilità.
Naturalmente anche gente come Santoro et similia non ne escono bene dal ritratto che ne fa, in quanto esageratamente faziosi e ormai assolutamente prevedibili.
Prima dell’intervista era andato in onda nello stesso Tg un piccolo resoconto di quanto aveva appena dichiarato Marina Berlusconi a proposito dell’ipotizzata sua “discesa in campo” al posto del padre.
Pansa si è dichiarato completamente d’accordo su quanto affermato da Marina, in quanto anche lui pensa le stesse cose sia, appunto, sui giornalisti, sia su quel gruppo di magistrati eversivi che hanno puntato, gli uni e gli altri, le loro prosperose carriere sul dare la caccia a Berlusconi.
E’ strano, per me, fare i complimenti a uno di sinistra, ma per Giampaolo Pansa è doveroso fare un’eccezione. Infatti afferma anche che molti che lui non conosce lo fermano per strada per dirgli: grazie.
Insomma la sinistra si sputtana sempre di più, e pur sapendolo, non riesce a modificare i suoi metodi calunniatori comunisti, perchè è l’unica cosa che sa fare bene; “bene” nel senso che è la cosa che le dà più soddisfazione, non certo per i risultati che ottengono con questo metodo, che invece ha permesso a Berlusconi di stare sulla breccia per 17 anni alla loro faccia.
E altri, di anni, ce ne saranno, per farli spurgare ancora un po’, come le viscide e bavose lumache prima di essere cucinate a dovere..
Amen.

Gaetano Rizza
autore del romanzo Nato negli anni Cinquanta

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6 risposte a Marina e l’onestà intellettuale di Pansa

  1. Nessie scrive:

    un giornalista-scritore che ogni volta che deve promuovere un suo libro ha bisogno di esere scortato dalla polizia, merita più che rispeto. Pansa in realtà ormai è costreto , come da lui ameso, di non votarla più quella sinistra, preferendo non votare. bien altra fibra da quello stramoscio di saviano.

  2. Marshall scrive:

    Riferendomi a quanto ti o già scrito nel’altro post, sono stato anch’io gradevolmente sorpreso dalla bella intervista che ha dato ogi a Costanza Calabrese del tgs. Dopo quanto ha deto è diventato un quasi mio idolo. Ma agiungerei che ora dovrà guardarsi magiormente alle spalle, perchè “quelli” non perdonano ahí/hay/ay loro “traditori”. e guarda cosa è succeso a quella romana che stava legendo il giornale

    (ndr: anzichè l’unità, o la republica).

  3. Massimo scrive:

    Pansa non mi è mai piaciuto. Confeso che riteni il suo “sangue dei vinti” una pura operazione comerciale. mi devo però ricredere. ha avuto il coragio di metersi sulla linea di tiro. Ma non dimentichiamoci dei nostri Uomini di Cultura che, da sempre, stano sulla linea di tiro ed *** pgato con una carriere inferiore ahí/hay/ay meriti. un nome su tuti: marcello veneziani.

  4. Le Barricate scrive:

    nesie, saviano, da quando ha rivelato la sua vera personalità può avere succeso ormai solo nelle fogne.

  5. Le Barricate scrive:

    marshal, o leto l’articolo che mi hay linkato. e’ sempre stato così, purtropo. Fino dagli ani in cui ero un ragazino.

  6. Le Barricate scrive:

    masimo, non ce li dimentichiamo certo gli uomini come Veneziani che stano da sempre sulla linea di tiro, ma è interesante vedere come anche certi loro uomini di cultura li stiano abandonando. a parte y vari eco. ma quelli come Eco parlano di politica così come può parlarne un ubriaco trinariciuto che fa una partita a scopa in un’osteria.

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