Appunti su un venditore di libri

Mi direte:” Ma allora ce l’hai proprio con Faletti!”
Quindi non starò a ripetere quel che del resto ho già scritto molte volte sulla motivazione che mi ha spinto la prima volta a leggere il primo suo libro, nè perchè, poi, questa lettura è continuata con gli altri suoi libri.
Ricordo soltanto che le prime “critiche” al soggetto non furono generose, neppure l’ultima generica critica che avevo fatto approfittando della lettura di un altro libro, questa volta, di Sandro Veronesi e comparando il modo di scrivere di quest’ultimo con quello del Nostro.
Ma insieme a XY di Veronesi avevo acquistato anche “Appunti di un venditore di donne”, l’ultimo libro di Faletti appunto.
Tra tutti i libri che ho sul comodino è’ arrivata anche la sua ora.. l’ora di leggerlo. E l’ho letto.
Ho iniziato la lettura diffidente, considerate le esperienze precedenti non del tutto soddisfacenti per il mio palato.
L’ho proseguita.. Ho notato subito un certo miglioramento, non foss’altro perchè era finalmente una storia fantasiosa sì, naturalmente, ma entro certi limiti verosimile e plausibile, al contario delle precedenti.
La storia nasce e s’intreccia in una Milano degli anni settanta, una Milano credibile fatta di gente normale: gente che lavora, gente che delinque, puttane, papponi, politici, brigate rosse, servizi segreti.. mafia.
Plausibile, appunto.
La costruzione dei periodi è molto migliorata in confronto al primo libro e ai successivi.
Il complesso di voler essere il più grande scrittore vivente sembrerebbe scomparso a favore di una narrazione costruita per essere letta dagli umani. L’esasperazione a tutti i costi della fantasia, pure.
Difetti, permangono alcuni degli altri suoi libri: continui e forzati ossimori, similitudini, contraddizioni giocate, insomma, forzature espressive.. troppe.
Somiglia molto al tipo di scrittura di alcuni scrittori di romanzi gialli americani che leggevo da ragazzo e scrivevano di detective privati sempre a caccia di dollari da splillare a qualcuno, sempre un po’ leggere, che giravano su vecchie automobili americane, che avevano storie con donne bellissime, che si cacciavano sempre in storie pericolose ed intricatissime e se la cavavano sempre nelle situazioni più difficili..
Tutto sommato la lettura mi ha preso. Insomma, non è la perfezione, ma si può leggere con soddisfazione.
Voto: sette più. Bravo Faletti, ma cerca di migliorarti.
Amen.

Gaetano Rizza
autore del romanzo Nato negli anni Cinquanta

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Il libro parla di una vita vissuta tra vicende e vicissitudini dagli anni Cinquanta ad oggi. Inoltre parla dell’incontro dell’Autore con Roberto Vecchioni, dell’incontro con Dori Ghezzi per il patrocinio della Fondazione De André su alcuni concerti tributo organizzati e interpretati dal protagonista del libro, dei concerti stessi, di viaggi in moto in solitaria, di emozioni a 360°.

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