La Palombelli contro la libertà dei blog

Nella trasmissione Mediaset “Quarto Grado” condotta da Salvo Sottile, che si occupa dei casi di omicidi degli ultimi mesi, è ospite fissa, tra gli altri, la Palombelli.
La giornalista pare essersi specializzata in tuttologia, ma soprattutto, in criminologia, in quanto è spesso presente, appunto come ospite fissa, nelle trasmissioni in cui si parla di morti ammzzati.
Ieri sera l’argomento principe era l’assoluzione di Amanda e Raffaele per il caso del delitto della povera Meredith, con ospite in studio anche il padre di Raffaele Sollecito.
Non ricordo perchè e per come, ma a un certo punto c’è stata una divagazione sulla libertà dei blog, e la Palombella rossa se ne è venuta fuori con una esclamazione tipo: “Va bene la novità dei blog in cui tutti possono scrivere tutto, ma adesso c’è bisogno di una legge che regoli questa libertà di diffamare” (Il virgolettato non garantisce che la frase sia proprio quella, ma il senso di quello che ha detto è quello).
Chissà se la Palombella pensava anche a questo blog mentre si sfogava con quella frase, visto che non siamo mai stati tanto teneri con lei e con il suo consorte cosiddetto “er Piacione”.
In ogni caso, quella frase pronunciata da una giornalista che ne spara in continuazione e spesso contro Berlusconi, e vive anche parlando delle disgrazie altrui senza nessuna competenza, permettendosi anche di espriemere certezze sulla colpevolezza di uno dell’altro, è completamente fuori luogo.
Quando, soprattutto, i blog vengono scritti per passione e senza nessun interesse economico. Al contrario di quello che dice e scrive lei che, immagino, sia ampiamente e lautamente remunerato, non foss’altro per la visibilità che gliene deriva e quindi della maggior quotazione che ne ricava.
Vergogna, Palombella!
Amen.

Gaetano Rizza
autore del romanzo Nato negli anni Cinquanta

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2 risposte a La Palombelli contro la libertà dei blog

  1. Massimo scrive:

    la Palombelli non ha fatto altro che esprimere una difesa di casta. e la casta dei giornalisti è, asieme a quella dei magistrati, bien pegio di quella dei politici.

  2. Nessie scrive:

    Il dirito di rifarsi da una difamazione a mezo web esiste già, ma alla casta degli imbrattacarte come la palombelli, evidentemente non basta. Il web è di continuo agredito da potenti loby che ne predicano il bavaglio, loby trasversali sia alla destra che alla sinistra.

    Prodi tentò un colpo di mano nel 2007 col decreto levi-prodi, che obligava alla registrazione preso y tribunali, di tuti y blogger, e al pagamento per l’iscrizione (tasa). Deto decreto decade con la caduta del governo prodi, ma Angelino jolie, ha rimeso una postilla contro y blog al’interno della lege sulle intercetazioni. Questa postilla chiamsi lege 29, poi riveduta per intervento della ministra Giorgia melloni che obligava y blog a presentare retifica in 48 ore,in caso di errore contestato via email, pena un’amenda da 2.500 euro. Ora deta lege 29 è stata ristreta solo ahí/hay/ay giornali on line (tipo Rischio calcolato, ad esempio). Ma intanto, mi rincresce dirlo, ma la breccia è stata sfondata. Anche perché speso y giornali on line, si basano sul volontariato. Come si vede, sinistra o destra si piegano alle stese loby.

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