Destra, sinistra e gli Italiani dimenticati

In pratica, tutti si augurano che il governo tecnico riesca a sistemare la situazione. Pare anche che nonostante le varie posizioni delle parti politiche alla fine tutti si adegueranno ad accettare tutto quello che verrà proposto da colui che si è fatto nominare senatore a vita (dimostrando di pensare prima a se stesso) prima di accettare altruisticamente (dicono) l’incarico di formare il nuovo governo.
Adesso tutti fanno ancora finta di conservare qualche posizione antagonista: Alfano, Bersani, Camusso, etc, ma alle strette tutti si caleranno le braghe per il cosiddetto bene comune. Bene comune che, peraltro, è interpretato in molti modi.
Qualcuno pensa che l’ICI sulla prima casa sia contro il bene comune perché danneggia troppo tutti noi che bene o male siamo proprietari di una casa, e spesso di una casa sola; qualcun altro pensa che mettere i bastoni tra le ruote ai pensionandi di questo periodo storico difficile economicamente, sia la soluzione a favore del bene comune.
Pochi o nessuno pensano che la società italiana non è composta solo da cittadini che hanno trovato il “posto di lavoro della vita” subito dopo il diploma, e che una grande parte dei lavoratori si è dovuta barcamenare tra una piccola impresa ed un’altra alla mercè del mercato. La maggior parte delle persone che conosco ha una vita lavorativa di quest’ultimo tipo.
Sì, ho l’amico direttore di banca, funzionario del comune, impiegato statale, impiegato in una grande azienda. Ma molti lavorano da sempre dove gli è stato possibile: piccole officine meccaniche, commesse in negozi, lavanderie, magazzinieri in piccole concessionarie, venditori in piccole concessionarie. Lì, dalla parte del manico ce l’hanno il mercato e la capacità di sopravvivere del tuo datore di lavoro.
Magari questi, nel tempo, hanno dovuto inventarsi anche una piccola attività in proprio passando quindi, per l’Inps, da pensionandi da lavoro dipendente a pensionandi da lavoro autonomo e quindi, in questo caso, anche penalizzati con un calcolo più sfavorevole degli anni conttributivi.
Vogliamo dare una qualche colpa a questi cristiani per la loro situazione Inps che, magari, ha anche buchi contributivi di qualche anno? Vogliamo dare una colpa a questi cristiani che non conoscevano (loro o i loro genitori) la persona giusta per entrare nel mondo del lavoro “nel modo giusto?”.
Io direi che, al contrario, sono quelli che meriterebbero di avere qualche considerazione in più, alla vista della dirittura d’arrivo.
Ma come già detto, alla fine, questa parte d’Italia sarà dimenticata, come sempre, da tutte le parti che dicono di rappresentare gli Italiani.
Ma allora questi chi rappresentano?
Gli Italiani che non hanno bisogno di essere rappresentati!
Questa è la risposta.
Mi dispiace, ma di rappresentanti del popolo così, non so proprio che farmene. Che siano di destra, di sinistra o di centro.
Da adesso in poi (ma già da un po’ di tempo) IL CRONISTA si ritiene libero da qualsiasi parte politica attuale.
Rimane l’ideologia, ma questa non ha niente a che fare con i politici attuali.

IL CRONISTA

Gaetano Rizza
autore del romanzo Nato negli anni Cinquanta

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