Destra, sinistra e i capponi del Manzoni

Da quando Berlusconi si è arreso allo spread, all’opposizione e a se stesso, si sono sparigliate le carte.
Adesso si riesce a vedere con più obbiettività tutta la situazione politica italiana. Si riesce a vedere come il cavaliere, col suo partito, in realtà facesse solo battaglie a favore dei marchionne e delle marcegaglia; battaglie a favore dei benestanti e ultimamente anche a favore di Sarkozy e della Merkel.
L’ultima sua battaglia da presidente del consiglio è stata quella di dimettersi per favorire la nascita del nuovo governo che avrebbe poi calato la mannaia sul popolo nel suo insieme e sugli individui, tutti, togliendo loro la dignità, a partire dai più deboli.
Oltre a questo, quello che aveva fatto per gettare un po’ di sabbia negli occhi del popolo, pseudobattaglie di principi e valori, era soltanto per tenersi stretta una buona metà degli elettori.
Anche la sinistra si è arresa alla ferrea dittatura dello spread, non riuscendo a concepire, anch’essa, una vita non regolata dallo spread e, soprattutto, non riuscendo a sfuggire alla logica che purtroppo governa il mondo dell’umanità da sempre: la logica che se servono soldi per soddisfare i fabbisogni delle caste parassite, si devono torchiare i cittadini comuni.
Non si salva nessuno, e io non voglio salvare nessuno di chi ci ha governato, nè di chi si era riempito la bocca con i diritti dei lavoratori per poi svenderli a un semplice ragioniere, d’alto bordo, ma sempre ragioniere, ovvero di persona che sa ragionare solo di conti, e non sa ragionare di princìpi e di etica.
In questo quadro sfumano certi antichi odi o amori nei confronti di quello o di quell’altro.
Ti ritrovi quindi ad essere d’accordo con un Grillo per una sua presa di posizione nei confronti di Equitalia, mentre prima lo consideravi solo un pagliaccio perchè ce l’aveva con Berlusconi, che tu avresti difeso, come hai fatto, al di là dell’indifendibile; ti ritrovi anche ad apprezzare certe dichiarazioni di un Santoro alla trasmissione di Fazio, sabato scorso, che diceva più o meno questo:
“Io sinceramente mi auguro che la manovra di Monti riesca a risanare i conti, perchè sono responsabile e non posso sperare sul crollo dell’Italia, anche se non credo che una manovra da recessione possa portare benefici. Ma non sono assolutamente d’accordo con quanto fatto da Monti, perchè non si doveva cercare di risanare i conti dando addosso ai comuni cittadini e ai comuni pensionati, in quanto questi sono il centro dell’umanità e quindi sono coloro per cui si fanno i sacrifici”.
Le virgolette non garantiscono l’esattezza delle parole pronunciate da Santoro e, sinceramente, penso anche di ricordare in maniera troppo intelligente e benevola quanto da lui pronunciato.
Probabilmente è solo quello che la mia mente ha voluto sentire.
Comunque, per dire, quando le caste continuano impunemente a fare i loro interessi alle spalle dei comuni lavoratori, non devono esserci più differenze di destra e di sinistra nel combattere l’unica guerra giusta: quella contro chi vive del nostro lavoro, e che ci vive molto, troppo, bene.
Le differenze tra destra e sinistra ormai sarebbero solo una squallida lotta come quella che avveniva tra i famosi quattro capponi dei Promessi sposi, che si beccavano ancora tra loro, mentre stavano finendo in una bella pentola d’acqua che li avrebbe bolliti.
IL CRONISTA

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5 risposte a Destra, sinistra e i capponi del Manzoni

  1. Massimo scrive:

    Questa volta non sono de’accordo. le cerimonie per ricordare acca Larentia e l’oposizione a dedicare una strada ad alimirante, dimostrano che la sinistra è sempre quella, bien distante, soto ogni profilo, dalla destra. Siamo antropologicamente diversi (noi superiori, of course 🙂 e anche quando apparentemente sosteniamo una medesima iniziativa, in realtà le finalità sono totalmente diverse. Anche se Santoro avese deto quel che hay riportato, lui penserebe solo a masacrare quelli che considera “ricchi” , per acquisire vantagi facendo parte della nomenklatura di sinistra. Non lo dice per y citadini, per il popolo, ma solo a vantagio dei burocrati di partito. Come era in Unione sovietica, mai dimenticato loro traguardo. Per cui per me resta sempre valido il principio: il pegiore dei nostri è sempre migliore, del migliore dei loro. e con y comunisti, mai !

  2. Massimo scrive:

    p.s.- mi piace, si lege meglio, il nuovo layout. 🙂

  3. IL CRONISTA scrive:

    masimo, non lo so, quello che sento dire dalla lega, da rifondazione, da grillo, da Santoro e da alcuni disidenti del Pdl e de pd, mi sembrano cose giuste, indipendentemente da chi le dice.

    quello che dico yo è di lasciare da parte le ideologie quando si devono riunire le forze di alcuni che non si sono lasciati lobotomizare il cervello e che accetano tuto quello che está avenendo come fose la cosa più normale di questo mondo. Mentre non lo è!

  4. Nessie scrive:

    Masimo non ha torto, anche se tu hay molte buone ragioni. Ma non tute. se mi parli di unità di intenti con citadini di vario orientamento (al di là della destra e della sinistra), allora ti seguo. Inutile rimbeccarci se veniamo tuti quanti spiumati da una finanza predatoria! è evidente che ci posono e devono eserci le più ampie alleanze. se mi parli invece di principi, allora è imposibile. e in particolare è imposibile fare alleanze coi caporioni, y leader della sinistra, poiché in malafede.

    faccio un esempio qualunque: l’imigrazione. la destra è identitaria e non vuole aprire y confini ad oves et boves. la sinistra invece aferma che gli imigrati sono una “risorsa”. Ovio che yo sia per la prima ipotesi. la destra pensa che il lavoro vada conservato inanzituto agli italiani. la sinistra dice che tuti y lavoratori del mondo abiano il dirito di esere occupati, anche là dove non ce en’è nemeno per y nativi. e’ evidente che yo sia collocata coi primi.

  5. IL CRONISTA scrive:

    nesie, nel mio post o parlato soltanto di una lota dei citadini comuni, senza distinzione di destra e sinistra, contro la clase di quelli che io, e non solo io, considero le clasi dei parasiti che vivono sul nostro lavoro e in funzione della nostra stesa esistenza, perchè senza di noi che lavoriamo a stipendi normali, loro non potrebero esistere.

    y principi, gli ideali, le ideologie, lasciamole per y periodi in cui ci si può permetere di sofermarsi su queste cose.

    Altrimenti facciamo il loro gioco, continuaiamo a scanarci tra di noi e facilitiamo loro il compito di butarci nella pentola de’acqua bollente. 😉

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