Ivano Fossati appende il microfono al chiodo

Ogni tanto mi ricordo di essere iscritto alla SIAE come cantautore. Cantautore dei misci (come si dice a Genova), ma sempre cantautore. Sconosciuto ai più, tranne che ai miei amici, ma sempre cantautore…
La musica mi appassiona da sempre, fin da quando, da ragazzo, avevo iniziato la mia carriera (?) vincendo ben tre edizioni del festival organizzato dalla mia parrocchia, la Maddalena. Di fatto tutte le edizioni a cui avevo partecipato.
Il festival, essendo organizzato dalla parrocchia della Maddalena, si chiamava, manco a dirlo, Maddalen Festival.
A quei tempi mi piacevano i complessi degli anni sessanta (erano, gli anni sessanta!) e cantavo le loro canzoni. Nel tempo mi sono affinato nei gusti e la mia predilezione è passata ai cantautori. Tanto che poi negli anni ottanta condussi giornalmente (nel tempo libero) una trasmissione radiofonica dedicata proprio a loro. La radio si chiamava “Radio Tigullio Activity” e la cittadina che la ospitava era Santa Margherita ligure, bellissima località della riviera ligure, appunto.
Comunque, avevo lasciato l’attività di cantante (sempre a tempo libero) per svariati lustri, se non proprio decine d’anni, quando con la morte prematura di Fabrizio De André, mi si era risvegliata la passione per la musica e decisi di fare dei concerti in memoria di questo grande cantautore genovese e di alcuni grandi chansonniers francesi ai quali un po’ il Fabrizio si era anche ispitrato agli inizi della sua carriera. Ne feci a Genova, a Santa Margherita, a Milano, a Gavi Ligure… Insomma non si può dire che fossero tournè mondiali… ;).
A proposito degli esordi della carriera di De Andrè mi piace ricordare che, lo stesso, si vantava con le ragazze di aver scritto le canzoni di Luigi Tenco, altro grande di Genova. Un giorno si incontrarono in un locale e Tenco gli chiese spiegazioni di questa bugia, Fabrizio candidamente rispose:” Lo dico per prendere della figa…”. Cose da ragazzi 🙂
Ma tornando alla mia passione, appunto, i cantautori, questi e d’uso comune classificarli in tre o quattro grandi scuole: la scuola romana, la scuola milanese, la scuola genovese, etc…
Io, non foss’altro per la mia appartenenza da sempre alla città di Genova, sono molto legato ai cantautori di questa scuola, non disdegnando, ovviamente, Roberto Vecchioni (che ho voluto conoscere di persona), Paolo Conte e anche altri come De Gregori, Venditti, Guccini, Pino Daniele, Battiato etc…
Ieri sera a “Che tempo che fa, speciale” c’era un altro grande genovese della canzone cantautorale italiana, Ivano Fossati, che in pratica dava un concerto d’addio al suo pubblico. Ha cantato alcune delle sue più belle canzoni e per l’occasione hanno partecipato alcuni suoi colleghi famosi come Zucchero, la Mannoia, etc… per i quali Ivano ha anche composto delle bellissime canzoni.
Il concerto è stato stupendo, naturalmente, e mi ha fatto venire in mente di quando, con Fabrizio ancora vivo, hanno composto delle stupende canzoni insieme.
Ha anche detto un bellissimo pensiero: ” Quando ero giovane, all’inizio della mia carriera che dura da circa quarant’anni, speravo di poter mantenere il mio tono di vita normale. Poi, ha cominciato a soffiare una folata di vento che mi ha sollevato da terra, spostandomi, una volta. Poi altre folate di vento mi hanno sollevato e la cosa mi piaceva, tanto che in pratica non sono mai più sceso da quelle folate di vento. Quindi posso dire che ho sperato per tanto tempo di continuare a vivere una vita normale, ma alla fine non ci sono riuscito… per fortuna”.
Grande Fossati, Insieme a De Andrè e a Tenco, siete i miei miti della canzone, perchè siete qualcosa di più che cantautori: siete poeti.
IL CRONISTA

Gaetano Rizza
autore del romanzo Nato negli anni Cinquanta

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4 risposte a Ivano Fossati appende il microfono al chiodo

  1. flagello scrive:

    me li ricordo y tuoi esordi al Teatro paganini.

    Prometevi veramente bene.

    Poi ti sei dato alla politica. l’unico sfigato della casta!

  2. IL CRONISTA scrive:

    ahahah! Devo avere ancora da qualche parte una fotografia con voy tuti che regevate delle grandi letere di polistirolo che componevano la scrita gaitano (perchè evidentemente non avevate trovato una “e”).

    Ma tu sei anche testimone di una mia serata molto più recente alla sala Eugenio Montale del Carlo Felice 😉

    Bei tempi, quelli da ragazo 😉

  3. Massimo scrive:

    un grande avenire dietro le spalle ? 🙂

  4. IL CRONISTA scrive:

    Proprio così, Masimo 🙂

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