Sex and the City. Ma è il caso?

Non vorrei apparire come l’ennesimo puritano perchè non credo di esserlo ma, visto come vanno le cose, forse un po’ di puritanesimo ci vuole.
E’ la seconda o terza volta che mi capita di vedere alla Tv degli episodi di una serie televisiva che prima mi era completamente sconosciuta mentre, pare, a molti altri milioni di persone non fosse sconosciuta affatto.
Il titolo della serie è “Sex and the City” e gira attorno alla vita di quattro donne di New York.
Fino a qui non ci sarebbe niente di male. Il fatto è che mentre il primo episodio che mi era capitato di vedere era divertente e solo un po’ spinto, gli altri episodi, in particolare il terzo e ultimo che ho visto, mi hanno lasciato un po’ perplesso.
Ormai si vede davvero di tutto in tv e spesso si vedono telefilm di sesso e violenza sulle donne come se questa fosse una cosa ormai data per scontata dalla società. Telefilm che non mi paiono essere eccessivamente educativi per il pubblico in generale e soprattutto per i giovani ai quali si mostrano come ovvie certe situazioni lesive della dignità femminile che, peraltro, parrebbero viverle senza disagio, come una normalità.
Nella serie (di prima serata) di cui parlo in particolare, si parla della vita di queste quattro ragazze, con molti riferimenti alla vita sentimentale molto sconclusionata, ma con un particolare accento alla vita sessuale, soprattutto di una delle quattro protagoniste, credo cinquantenne.
Per carità, niente di male. Ci sono fior di capolavori del cinema in questo senso.
Ma i capolavori non scadono mai nel cattivo gusto e nella volgarità.
Questa serie non credo pretenda di essere un capolavoro anche se pare aver ricevuto parecchi premi di critica, ma anche se lo pretendesse ne sarebbe ben distante per le continue situazioni sessuali volgari e degradanti della protagonista cinquantenne, per i continui riferimenti volgari al sesso, per i continui doppi (?) sensi e così via.
Riporto una frase che esclama alle sue amiche la tipa alla vista di alcuni atleti australiani che indossano un costume da bagno che evidenzia i loro organi genitali: “Oooh! Chi ha ordinato le salsicce australiane?”. E una scena nella quale sempre lei, in un ristorante di un Paese mediorientale, fa delle avance ad un tipo appena incontrato e gli si strofina contro tanto che quando escono lui ha un evidentissimo alzabandiera… (da copione).
Per il resto è un po’ tutto così, tra una battuta, una scopata col primo che capita e l’altra.
Non lo so, sarò davvero all’antica, fuori dal mondo, estemporaneo. Lapidatemi pure, se volete.
Ma che i nostri ragazzi possano considerare normali queste serie televisive che involgarizzano le donne mi fa un po’ specie.
Ma dov’è andato a finire il buon vecchio femminismo di una volta? Ma era per caso questo il risultato che volevano ottenere? Spero proprio di no.
Dai capolavori accetto qualsiasi cosa.
Ma dalla spazzatura no!
Quindi ripeto: “Sex and the City. Ma è il caso?”.
IL CRONISTA

Gaetano Rizza
autore del romanzo Nato negli anni Cinquanta

Scegli carrello e il formato (cartaceo o ebook):

Oppure anche nei seguenti store online:
laFeltrinelli
LibreriaUniversitaria
Amazon.it
CreateSpace
Mondadori Store
Ibs.it
HOEPLI.it
Bookrepublic
e in tutte le librerie online, sia nel formato cartaceo che nel formato ebook.

Il libro parla di una vita vissuta tra vicende e vicissitudini dagli anni Cinquanta ad oggi. Inoltre parla dell’incontro dell’Autore con Roberto Vecchioni, dell’incontro con Dori Ghezzi per il patrocinio della Fondazione De André su alcuni concerti tributo organizzati e interpretati dal protagonista del libro, dei concerti stessi, di viaggi in moto in solitaria, di emozioni a 360°.

Vedi il trailer qui

Gaetano Rizza – Facebook
Gaetano Rizza – Libri, Narrativa, Musica, Suggestioni
Gaetano Rizza – Twitter

4 risposte a Sex and the City. Ma è il caso?

  1. Massimo scrive:

    sì, è spazatura. Per fortuna ci sono decine di canali alternativi da guardare. e questo è il bello del pluralismo (vero): tuti posiamo scegliere cosa guardare. Certo che per esere completo, sarebe meglio privatizare la rai e abolire il canone, così ognuno paga quello che vuole vedere.

  2. IL CRONISTA scrive:

    Non dovrebe esere una questione di scelta del canale da guardare. Tra l’altro questi telefilm ( o film) li o visti andare in onda sia alla Rai che a Mediaset e prima li mandava lat, se non erro. Dovrebe esere una questione di responsabilità dei produtori e della società tuta. la quale ancora poco tempo fa, che mi ricordi, scendeva in piaza contro alcune battute o barzellete contro le done, giustamente, agiungo io.

  3. asdf scrive:

    ragazi, ma voy siete fantastici, veramente fuori dal mondo. Sex and the City è una serie televisiva andata in onda dal 1998 fino al 2004 (e da cui sono stati tratti pure due film). cioè voy ve la prendete con una serie che ormai non esiste più da oto ani. Come dire, stare sul pezo. By the way, Sex and the City è andato in onda sempre su La7 e mai su Rai o mediaset.

    e poi, come dice il titolo, è una serie che racconta del rapporto che *** con il seso le done moderne. Ognuna delle quattro ragaza rappresenta un diverso approccio feminile al tema: da quella razionale a quella pasionale, la spaventata e la romantica.

    Forse non l’avete capita perché è una serie rivolta al publico feminile, da cui viene vista e apprezzata da ani. anzi, provate a rivederla. Magari imparate qualcosa sulle done

  4. IL CRONISTA scrive:

    carisimo/a, sarò un visionario, ma uno di questi film o telefilm è andato la setimana scorsa su canale 5, e qualche setimana fa ne era andato in onda un altrosulla rai.

    Negli ani precedenti non ci avevo mai fatto caso.

    poi, bien per te che la approvi. Ma che alle done moderne faccia piacere esere rappresntate come done usate e abusate squallidamente e che provino sodisfazione in queste situazioni è un tuo punto di vista, e riconosco, anche quello di molti altri, purtropo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*