Giustizia, sesso, droga e rock’n’roll


Ieri la cronaca ci ha regalato un’altra bella pagina di giustizia.
Il bambino di otto mesi morto in una notte di sesso, droga e rock’n’roll a Genova, a due anni dal suo infanticidio è stato ucciso per la seconda volta, e questa volta dalla giustizia che si dimostra sempre più inadeguata. E continue dimostrazioni ne abbiamo: dal caso Sara, al caso Yara, al caso Melania, etc, etc, etc.. solo per parlare di casi di omicidi. Per non parlare del caso Berlusconi, che si ritrova ad essere processato per un reato che LUI ha subito per diciott’anni: la pubblicazione di notizie diffamatorie che lo riguardavano, perfino, anzi, meglio, quando non sarebbe stato proprio il caso di pubblicarle, non foss’altro che per salvaguardare le istituzioni. Ma evidentemente a Berlusconi questo si poteva fare, a Fassino no… Nemmeno una volta. Forse perchè è tutt’ossa e bisogna proteggerlo? Se è così ci pensano i magistrati a farlo bene… ma sto divagando.
Il bambino era morto in una notte di circa due anni fa perchè piangeva mentre la mamma, dalla vita perlomeno disordinata, si drogava e scopava con un amico occasionale. Ma neppure la droga bastava quella notte per farli sentire, lei e l’amico, vivi, in quella notte di squallore.
.. Corsa sfrenata nel cuore della notte per procurare altra droga, ma il bambino piange, com’è fastidioso.
Il bambino è proprio qualcosa in più, gli sta guastando la seratina bastarda con i suoi pianti, Chissenefrega se magari provava a farsi sentire perchè aveva fame? Perchè… bisogna anche dare da mangiare a queste cosine qui?
Lo lascia all’amico per andare a procurare altra droga.
Fatto sta che alla fine di quella notte squallida, il bambino è morto.
Lui accusa lei, lei accusa lui. Tutt’e due si accusano reciprocamente di averlo ucciso.
Niente di nuovo, la solita storia.
La giustizia invece di prendere tutt’e due e sbatterli in cella per tutta la vita, come meriterebbero – perchè in un caso così non c’è un colpevole e un innocente, ma è la coppia intera ad essere colpevole – rinvia a giudizio solo l’uomo, il Rasero, mentre lei rimane completamente libera.
In un primo grado lui risulta colpevole, poi, ieri, nell’appello risulta innocente.
Così il bambino che è e stato ucciso dalla coppia, non può avere giustizia perchè i giudici hanno ritenuto sia lui, che lei, individualmente innocenti… !?!?!?
Ma si può?
Un, due, tre: liberi tuttiiiii!
E noi continuiamo a non fare niente nemmeno contro la casta dei magistrati parassiti.

IL CRONISTA

Gaetano Rizza
autore del romanzo Nato negli anni Cinquanta

Scegli carrello e il formato (cartaceo o ebook):

Oppure anche nei seguenti store online:
laFeltrinelli
LibreriaUniversitaria
Amazon.it
CreateSpace
Mondadori Store
Ibs.it
HOEPLI.it
Bookrepublic
e in tutte le librerie online, sia nel formato cartaceo che nel formato ebook.

Il libro parla di una vita vissuta tra vicende e vicissitudini dagli anni Cinquanta ad oggi. Inoltre parla dell’incontro dell’Autore con Roberto Vecchioni, dell’incontro con Dori Ghezzi per il patrocinio della Fondazione De André su alcuni concerti tributo organizzati e interpretati dal protagonista del libro, dei concerti stessi, di viaggi in moto in solitaria, di emozioni a 360°.

Vedi il trailer qui

Gaetano Rizza – Facebook
Gaetano Rizza – Libri, Narrativa, Musica, Suggestioni
Gaetano Rizza – Twitter

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*