Whitney Houston

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Mi capita sempre, mi era successo anche con Michael Jackson.
Quando sono in vita, questi personaggi, li vedo solo come grandi personaggi talentuosi di successo, beati loro. A volte penso anche che i miti che si creano intorno a loro siano anche esagerati, se non fastidiosi.
Quando seppi della morte di Jackson ero ad Instanbul. Anzi, dovrei dire quando non seppi della morte di Jackson. Infatti ero in un hotel e prima di addormentarmi steso sul letto cercavo una trasmissione televisiva da vedere senza dover capire, in quanto anche con tutta la mia buona volontà, non capisco il turco… strano…
Mi soffermai a vedere un bello special su Michael Jackson e pensai che evidentemente anche i Turchi lo apprezzavano, per concedergli tutta una serata televisiva.
Lo vidi tutto, lo spettacolo, ed era la prima volta che vedevo uno spettacolo intero dedicato al famoso cantante. Lo apprezzai veramente molto, per le sue ottime qualità di cantante e forse di più per le sue qualità di ballerino. Ricordo che lo paragonai al grande, indimenticato, Fred Astaire, per la sua assoluta mancanza di gravità.
Giorni dopo in Italia capii il perchè di quello special sul grande cantante: infatti era morto proprio quel giorno, e la televisione turca gli stava tributando un omaggio. Me ne dispiacqui molto e iniziai ad apprezzarlo sempre di più.
Così, anche per la slendida Witney Huston.
Naturalmente l’ho sempre apprezzata, ci mancherebbe altro. Non si può non apprezzare una voce così… un talento simile.
Ma anche per lei è valso lo stesso meccanismo: grande apprezzamento per la voce, da viva. Rimpianto per non averla seguita a sufficienza, una volta morta.
Grandissima Witney! Morta anche lei relativamente giovane, come pare accadere a molti grandi artisti, che non riescono a godersi la vita, nonostante questa sia stata così magnanima da avere riconosciuto le loro grandissime qualità.
Ieri sera, dopo averlo rifuggito per molti anni per uno stupido snob che a volte mi riconosco, mi sono visto il suo film, interpretato da lei e da Kevin Costner, “Body Guard”, e me lo sono goduto fino in fondo. Mi è piaciuto, devo dire, e le sue canzoni, e la sua voce incredibile, mi hanno ancora colpito, come sempre, ma anche più di sempre.
Grande Witney, riposa in pace anche te, come tutti i tuoi colleghi grandi artisti che ti hanno preceduto.
Sarai sempre un mito.
IL CRONISTA

Gaetano Rizza
autore del romanzo Nato negli anni Cinquanta

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Il libro parla di una vita vissuta tra vicende e vicissitudini dagli anni Cinquanta ad oggi. Inoltre parla dell’incontro dell’Autore con Roberto Vecchioni, dell’incontro con Dori Ghezzi per il patrocinio della Fondazione De André su alcuni concerti tributo organizzati e interpretati dal protagonista del libro, dei concerti stessi, di viaggi in moto in solitaria, di emozioni a 360°.

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