L’Italia di Schettino e di Celentano


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Non c’è niente da fare, l’Italia è questa!
Dopo l’interesse provocato dal caso del capitano che abbandona la nave, ora il caso del predicatore folle.
Celentano, lo abbiamo già detto in molte occasioni, ha assolutamente il senso dello spettacolo nel sangue. Ha cantato e canta delle belle canzoni. Insomma è un personaggio. Anche un bel personaggio, aggiungerei.
Ma l’errore che fanno tutti – sia quelli che gli danno i soldi per fare un suo spettacolo dentro il festival di Sanremo, sia quelli che scambiano lo spettacolo offerto dal cantante, come il discorso di un messia o di un esaltato, secondo i punti di vista – è quello di dargli, un grande peso specifico.
No! Così facendo diamo ragione a chi, da fuori, ci vede col luogo comune dei soliti spaghetti pizza e mandolino, navigatori alla Schettino e santoni alla Celentano.
Ormai non ce lo ricordiamo più, ma nella nostra storia abbiamo avuto ben altri navigatori e ben altri pensatori.
Perciò, lasciamo agli spettacoli di Celentano la dignità di spettacoli, ma non facciamoli assurgere alla dignita dei pensieri di un pensatore.
IL CRONISTA

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2 risposte a L’Italia di Schettino e di Celentano

  1. Massimo scrive:

    su Celentano ha scrito bene ieri Veneziani che così concludeva: “adriano che canta accende il cuore. Celentano che parla spegne il cervello.” .

  2. IL CRONISTA scrive:

    e’ solo spetacolo, a volte anche bello, non dobiamo caricargli un peso magiore.

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