Ma che cacchio ci avevate raccontato?


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Non tutti i giornalisti si occupano del Festival di Sanremo, e a proposito del Festival ci tengo a dire che come ci siamo rifutati di candidarci alle Olimpiadi del 2020, altrettanto, gli Italiani avremmo dovuto rifiutarci di finanziare la manifestazione canora. Magari non pagando il canone alla Rai e mandando letteralmente affanculo tutti giornalisti che regolarmente ce lo ricordano da mesi, sempre con i soldi anche nostri.
Alessio Vinci è andato a fare la sua puntata di Matrix ad Atene, fuori da tutti i lustrini e le farfalline più o meno esposte delle vallette di Morandi.
E’ andato per mostraci quello che spesso i Tg nazionali ci mostrano solo nelle pagine interne delle loro testate, perchè troppo affacendati a scrivere di gente d’altri paraggi… (citazione dalla Città Vecchia di Fabrizio De André).
Ha intervistato famiglie di gente a cui è stato ridotto lo stipendio di una buona percentuale, gente che è stata licenziata, marito e moglie, dal lavoro, gente pronta a buttarsi giù dalla finestra perchè non sa più come fare a sfamare i propri figli.
Ha parlato di come in quel Paese sono già pronti altri centocinquantamila licenziamenti, di come sono già pronte altre decurtazioni di stipendi, di come un lavoratorte che prima guadagnava millecinquecento euro al mese si dovrà adattare a prenderne solo quattrocento.
Ha parlato di come saranno cancellati i contratti nazionali del lavoro…
E il paragone con quello che sta facendo il boia Monti, con i suoi mandanti politici di una parte e dell’altra, in Italia, viene spontaneo, se pensiamo all’allungamento dell’età pensionabile da un giorno all’altro, al blocco delle già misere pensioni, ai referendum ricattatori del reuccio delle automobili, alla presidentessa della confindustria che, con la sua presidenza, ha sancito definitivamente il ritorno alla distanza del mondo dei lavoratori da quello dei padroni. Sia lei che lui, il reuccio, hanno ripristinato la lotta di classe. E il Pdl senza nascondere la faccia, e il Pd (compresi i sindacati) cercando di nascondre la faccia, fanno il gioco dei padroni, in quanto anche lorsignori politici e sindacalisti d’alto bordo, fanno parte di una casta parallela a quella dei padroni e, come è noto, cane non morde cane.
La domanda è sempre la stessa: “Ma che cazzo ci avete raccontato, finora?”.
Ci avevate raccontato di una Milano da Bere degli anni ottanta, di una dolce vita degli anni sessanta, di benessere, della società del consumismo, di vacanze all’estero, di collegi in Inghilterra e in Svizzera dove poter mandare i nostri figli…
Piano piano abbiamo cominciato a capire che le realtà erano ben diverse: erano le Parmalat, erano le banche americane che facevano crediti impossibili e poi li rivendevano perchè inesigibili…
Abbiamo visto quelli con gli scatoloni in mano per le strade degli U.S.A, perchè avevano venduto sogni spacciandoli per verità.
Ed ora vediamo la Grecia, finire ingloriosamente sul marciapiede.
E vediamo l’Italia avviata per quella stessa strada.
E inerti vediamo i ragionieri mondiali che hanno ridotto il mondo sul lastrico, venirci a governare, con la supponenza di un Monti, di una Fornero, del suo sottosegretario, di una Cancellieri, di un Passera…
Ma che cazzo ci avete raccontato! E cos’altro volete farci sperimentare, oltre a quello che avete già combinato?
Ma possibile che nessuno vi abbia ancora mandato davvero affanculo? Voi del governo attuale e tutti gli altri dei governi precedenti?
IL CRONISTA

Gaetano Rizza
autore del romanzo Nato negli anni Cinquanta

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Il libro parla di una vita vissuta tra vicende e vicissitudini dagli anni Cinquanta ad oggi. Inoltre parla dell’incontro dell’Autore con Roberto Vecchioni, dell’incontro con Dori Ghezzi per il patrocinio della Fondazione De André su alcuni concerti tributo organizzati e interpretati dal protagonista del libro, dei concerti stessi, di viaggi in moto in solitaria, di emozioni a 360°.

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6 risposte a Ma che cacchio ci avevate raccontato?

  1. Gert dal Pozzo scrive:

    Bravo gaetano!

    Stavolta mi sei proprio piaciuto, clap! clap! clap!

    .

    en.b.: tute le volte che sento qualcuno che manda afan’culo y potenti mi sento meglio, proprio fisicamente meglio. Devo sofrire di qualche patologia, forse senza saperlo o la magioranza dei cromosomi anarchici. boh!

  2. IL CRONISTA scrive:

    Ciao Flavio 😉

    Spero di eserti piaciuto non solo per le bote di vafa, ma anche per il contenuto 🙂

    anch’io penso di esere sempre stato, in un certo qual modo, anarchico 😉

  3. Gert dal Pozzo scrive:

    “. ma anche per il contenuto.”

    no, le o superate quelle cose.

    ragionamenti, argomentazioni, confronti, ec. andavano bene quando cercavo la verità. Poi la verità l’ho trovata: il popolo da una parte, y potenti dal’altra. Quando si mandano afan’culo non servono più y contenuti, anzi: se è a sproposito, ancora meglio.

    Ora mi compro il manuale del perfeto talebano e poi te lo paso.

  4. IL CRONISTA scrive:

    gert, mi sei piaciuto. anch’io ormai la penso così. Anche se mi piace argomentare il perchè.

  5. Massimo scrive:

    c’è poco da agiungere a quel che scrivi. Monti e compagni sono le guide del tramonto italiano. Forti con y deboli e deboli con y forti. Infatti se la sono presa con y taxisti, non però con il publico impiego o con il carrozone rai dove, anzi, monti, progeta di mandare qualche suo amico (che sia tizio, caio o Sempronio non importa, basta occupare il posto).

  6. IL CRONISTA scrive:

    Sai masimo, che fino a poco tempo fa non saresti mai stato de’accordo con me se parlavo male anche del centro-destra? 🙂

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