La stupidità dei governanti


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In un’epoca incasinata come quella che stiamo vivendo si è perso di vista l’obiettivo principale, unico, che si dovrebbe perseguire: il benessere degli anziani. Perchè diventare anziani, volenti o nolenti, è il traguardo di tutti, e non si può aspirare a questo traguardo comune pensando che una volta raggiunto si sia considerati un peso per la società. Alla società gli anziani hanno dato molto in termini di lavoro e danno molto in termini di esperienza. Se non ci fossero gli anziani le società sarebbero sempre allo stadio di adoloscenza, ovvero, senza l’esperienza necessaria per non ricommettere sempre gli stessi errori.
Anche solo per questo motivo egoistico, dunque, la società dovrebbe rispettare gli anziani, e non , come invece accade, considerarli come un peso scomodo da dover sostenere, magari pensando anche a qualche forma di eutanasia preecoce per eliminarli in quanto considerati un problema economico.
Sempre di più, al contrario, si tende a espellere gli anziani dal mondo del lavoro e quindi dalla società.
Affidando all’inesperienza dei giovani – che in quanto tali, non potranno che ripetere gli errori iniziali di coloro che giovani lo sono stati anni prima – le ditte, le imprese, la società intera, appunto.
La contraddizione è che mentre si fa in modo di espellere gli anziani dal mondo del lavoro e quindi dalla società, li si obbliga, nel contempo, a maturare i diritti per andarare in pensione, più in là negli anni; lasciandoli così nella terra di mezzo: senza lavoro e senza il sostentamento della pensione.
Questo dimostra, se ancora avessimo bisogno di ulteriori dimostrazioni, la stupidità dei governanti del mondo e, cosa di non secondaria importanza, l’egoismo di casta della classe dirigente.
Carissimo Monti e vari tuoi colleghi di governo, Italiani e non.
IL CRONISTA

Gaetano Rizza
autore del romanzo Nato negli anni Cinquanta

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Il libro parla di una vita vissuta tra vicende e vicissitudini dagli anni Cinquanta ad oggi. Inoltre parla dell’incontro dell’Autore con Roberto Vecchioni, dell’incontro con Dori Ghezzi per il patrocinio della Fondazione De André su alcuni concerti tributo organizzati e interpretati dal protagonista del libro, dei concerti stessi, di viaggi in moto in solitaria, di emozioni a 360°.

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2 risposte a La stupidità dei governanti

  1. Massimo scrive:

    Il “bello” è che monti ha pù di setanta ani e Napoletano 87 .

  2. Coro Cosimo scrive:

    Lettera aperta a Elsa Fornero Ministro del lavoro e Giorgio Squinzi presidente di Confindustria
    oggetto: Agenzia delle Entrate, in arrivo agevolazioni fiscali per il rimpatrio dei “cervelli”

    Alla Vostra cortese attenzione, al rimpatrio dei cervelli deve corrispondere l’esilio degl’imbecilli.
    Poiché un dibattito sulla stupidità, forse è meglio per ovvie ragioni di etichetta definirla “improduttività dei dirigenti”, non è mai stato affrontato pubblicamente, e considerato il particolare momento di crisi economica, le polemiche sulla flessibilità, produttività e il confronto concorrenziale dei costi nella globalizzazione sfavorevole per l’Italia, poiché direttori e quadri portano troppo in alto l’indice del costo del lavoro.. (gli imprenditori anziché chiedersi quanto costa un operaio, dovrebbero chiedersi quanto costa un dirigente).. penso che non sia affatto un tabù discuterne nelle sedi opportune affinché si avvii al più presto un disciplinamento in merito.
    Molto spesso nelle aziende, ma anche nella pubblica amministrazione e nel mondo politico, i capi non sono affatto operativi, sono sterili di idee e si limitano esclusivamente al comodo ruolo di rappresentanza interna tra i vari livelli delle maestranze e più delle volte rappresentano se stessi facendo uso del linguaggio del corpo.
    Sono convinto che verrebbe fuori una bella e costruttiva disputa tra chi non fa di tutta l’erba un fascio e chi pensa come il sottoscritto che in un seminato o sono tutti intelligenti o tutti stupidi.
    In un collegio dirigenziale se prevale l’intelligenza, l’imbecille non avrebbe chance di imporsi e coabitare, mentre in quello opposto sarebbe esattamente il contrario.
    Dove già domina la stupidità in un qualsiasi ambiente di lavoro, gli incapaci sono apprezzati, presi in considerazione e avviati in carriera poiché non innescano rivalità professionale, i capi stupidi temono la competizione. Gli imbecilli sono potenzialmente scarsi e non creano imbarazzo mettendo in luce l’incompetenza.. e convivono in simbiosi.. tra cani non si mordono (se non concorrono per lo stesso obiettivo). Invece chi sin da subito rivela talento viene mobbizzato e messo in condizione di non poter nuocere da chiunque è consapevole di avere posizione non meritata.
    Purtroppo il fenomeno della presenza dei capi imbecilli avviene con ricambio esponenziale ed è in crescita, caricando sempre di più i passivi aziendali.
    I dirigenti stupidi, oltre ad essere incapaci nel proprio mestiere, sono anche di basso profilo etico, attributi concatenati.. se si trovano in un pasticcio pur di scaricarsi dalle proprie responsabilità sono abili ad incolpare chiunque, ma sono sempre pronti ad accollarsi meriti altrui. E se si vedono ad un certo punto della propria carriera in prossimità di un imbuto, intensificano le leccate ai diretti superiori e ognuno, pur di mettere in difficoltà per scavalcarlo, complotta contro il rivale, sembrano più ratti che cani, sono codardi e agiscono con pretesti personali e non mettendosi in evidenza con contesti professionali.
    Queste condotte sono una piaga quotidiana, rendono impestato l’ambiente lavorativo = meno rendimento.. e si tratta di produrre in malora, ma ora si muore anche per la stupidità di un comandante, com’è accaduto a Costa Concordia. La dilagante stupidità dei direttori non può essere più accettata.. la sindrome di schettino ci sta affondando tutti, è devastante.
    Parliamoci chiaro, la crisi economica non è una cosa venuta dal cielo né saturazione dei mercati, per cui l’unica causa possibile è l’incompetenza di chi ha poteri decisionali che decide male, o non decide affatto.
    Cosa accadrà senza il 18?.. Il mobbizzato verrebbe licenziato poiché “apparentemente” è il più debole, ma è colui che lavora di più e che viene spostato continuamente dove fa comodo al capo, quindi rimarrebbe comunque al proprio posto. Il fannullone neanche a parlarne perché è anche il più arrogante nei confronti del capo. L’imbecille, che non si sa neanche dove collocarlo ma fa comodo per dare l’impressione che è il capo che fa la differenza, per cui resterebbe al proprio posto…
    C’è assolutamente bisogno di derattizzare gli ambienti di lavoro e di investire nei cervelli d’opera e nella mano d’opera e non negli abiti del monaco come si è sempre fatto e si continua ancora a fare.
    Se fannulloni e ladri fanno “storia”, le ultime parole famose di Marcegaglia, è perché sono remissivi i capi stupidi altrimenti non starebbero oltre il terzo giorno sui luoghi di lavoro. Se, come dice ancora Marcegaglia, è colpa dei giudici che reintegrano fannulloni e ladri, si potrebbe indurli alle proprie responsabilità, Berlusconi contro di loro ha già infranto un tabù, e non solo i giudici ma anche i medici dalla certificazione facile.
    La informo che non ho mai avuto riscontro a questa stessa lettera dal suo predecessore Emma Marcegaglia, forse perché ha qualche schettino nell’armadio.

    Per il sottoscritto questo argomento non lo è assolutamente una proibizione sacra, pertanto ho avuto l’ispirazione a scrivere e mettere online la mia esperienza sul rapporto con la stupidità dei miei ex direttori dello stabilimento di laterizi Ala Fantini di Montemesola (Taranto) di proprietà del Gruppo Fantini di Lucera (Foggia), dal titolo “La vera storia del re nudo”
    qui: http://www.montemesolaonline.it/Laterizi.htm

    Distinti Saluti
    Coro Cosimo

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