Con Monti si torna a comprare il vino sfuso


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Da una parte, che si torni a comprare il vino e il latte sfusi potrebbe essere un ottimo segnale. Un segnale di ritorno alla società di un tempo, in cui si doveva stare attenti a come si spendevano i propri soldi, perchè gli operai, gli impiegati e i contadini non ne avevano molti a disposizione, anzi..
Ma anche i cosiddeti signori, ovvero quelli che avevano i soldi, stavano molto attenti alle spese, tanto che era d’uso dire che proprio i signori hanno soldi soprattutto perchè stanno molto attenti a come li spendono.
Senza dubbio c’era qualcosa di vero in questa affermazione.
D’altra parte gli sprechi servono solo per un consumismo al quale la società ci ha educati a beneficio delle industrie.
Quindi ben venga il ritorno alla capacità di spendere i propri soldi con oculatezza.
Ben venga, dove possibile, il ritorno a bere acqua del rubinetto, senza tornare invece dal supermercato con la cassetta di bottiglie di Coca Cola, zero o light che sia.
Senza tornare dal supermercato con le confezioni già pronte di prosciutto e mentre ci sei anche con la confezione di pasta già cucinata e quella bella scatola di gelati, e anche quella bella bibita colorata della quale avevi visto la pubblicità in tv, che ti aveva così tanto attirato.
Perchè forse è vero che nei supermercati i prodotti costano meno perchè acquistati dagli stessi in grandi quantità. Ma è anche vero che dal supermercato in genere torni con la spesa che devevi comprare, ma anche con prodotti che se non avessi visto esposti non ti saresti mai sognato di acquistare, dei quali avevi sempre fatto a meno prima e avresti potuto benissimo continuare a farne a meno.
Quindi, dicevo, è giusto questo ritorno alla spesa fatta con oculatezza.
Quello che non trovo giusto è che questa inversione di tendenza non è una libera scelta del cittadino. Questa inversione di tendenza, se fosse confermata, è un’imposizione degli economisti e dei nostri governanti, che è vero che riescono ad abbassare lo spread, ma lo fanno partendo dai sacrifici dei soliti: gli operai, gli impiegati, i pensionati, le madri di famiglia. Allontanandogli le pensioni e nello stesso tempo licenziando gli anziani, bloccando gli importi degli assegni pensionistici, aumentando loro il costo della benzina, mettendo Imu e aumentando imposte.
Per questo la tendenza all’eliminazione dello spreco anche se fosse confermata non mi farebbe gioire, perchè sarebbe, come è, l’imposizione della solita casta alla povere gente, per potere invece continuare nei loro sprechi di miliardi e miliardi di euro che abbiamo guadagnato noi con il nostro lavoro, ma che alla fine vanno sempre a riempire le loro saccocce.
Quando devo risparmiare lo voglio decidere io!
Non Monti e la Fornero dall’alto della loro vita agiata.
La mia capacià di prendere decisioni sul mio tenore di vita non è certo, e non dev’essere, inferiore a quella dei parassiti che ci governano!
IL CRONISTA

Gaetano Rizza
autore del romanzo Nato negli anni Cinquanta

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Il libro parla di una vita vissuta tra vicende e vicissitudini dagli anni Cinquanta ad oggi. Inoltre parla dell’incontro dell’Autore con Roberto Vecchioni, dell’incontro con Dori Ghezzi per il patrocinio della Fondazione De André su alcuni concerti tributo organizzati e interpretati dal protagonista del libro, dei concerti stessi, di viaggi in moto in solitaria, di emozioni a 360°.

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4 risposte a Con Monti si torna a comprare il vino sfuso

  1. Gert dal Pozzo scrive:

    Ieri Monti ha detto che bisogna aumentare IVA e accise: si devono colpire i consumi per non aumentare le imposte dirette.
    .
    Questo vuol un supplemento di miseria per la povera gente che a stento sopravvive….
    Viva la corruzione, la Casta, i burocrati, le banche e la Chiesa!
    Fan’culo lavoratorei e pensionati!

  2. IL CRONISTA scrive:

    Questa non l’avevo ancora sentita. Colpire ancora i consumi? Questo sarebbe il cosiddetto “Salva Italia?”

  3. Gert dal Pozzo scrive:

    la notizia è qui:
    http://www.unita.it/italia/monti-piu-tasse-indirette-e-su-redditi-finanziari-1.386809
    … «al graduale spostamento dell’asse del prelievo dalle imposte dirette a quelle indirette»…
    interessanti sono anche i commenti.
    .
    p.s.: Certo, è questo il succo. Lui salva l’Italia dai lavoratori e dai pensionati (basta farli morire di fame…).

  4. Massimo scrive:

    Sono d’accordo sul fatto che l’eliminazione degli sprechi debba essere una nostra libera scelta e non la costrizione di un momento di crisi. E’ una questione di mentalità. Chi è abituato a sprecare (ad esempio cambiando il telefono cellulare ogni sei mesi per avere il nuovo modello) continuerà a farlo dando un pessimo esempio. Ma ognuno è artefice del proprio destino …

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