Reportage da Piazza Grande, Bologna: L’addio a Lucio Dalla

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Era brutto e piccolo, era pelato e anche molto peloso.
Non è mai stato uno dei cantautori di quelli che siano riusciti a smuovere la mia sensibilità. Ma quelli sono solo quattro o cinque.
Ma c’è sempre stato. Fin dagli anni sessanta – i miei anni gloriosi – fin da Paff Bum, fin da Il cielo, fin da 4 marzo 1943…
Ci aveva abituato alla sua voce virtuosa, ai suoi gorgheggi, alla sua arte, alla sua presenza, alla sua simpatia, ai suoi successi…
Ci aveva abituato alle sue frequentazioni, ai suoi duetti musicali.
E’ stato parte degli ultimi cinquant’anni, buona parte della mia vita.
Così ho deciso di andare a Bologna per i suoi funerali, perchè comunque se ne è andata una parte di me, della mia gioventù, e anche della mia anzianità.
Il tempo di un Week End. Arrivati il sabato sera dopo tre ore buone di auto, reception all’hotel in via dell’Indipendenza, a un paio di centinaia di metri dalla chiesa di San Petronio, e via verso i luoghi di Lucio. I luoghi che frequentava da sempre: Piazza Maggiore, chiamata anche Piazza Grande in una sua famosa canzone, la Torre degli Asinelli, Il palazzo del Comune che ospitava la salma, la sua casa al primo piano (tutto il piano) di un palazzotto in centro, il suo balcone che si affaccia sulla piazzetta.
Tanti fiori e tanti biglietti lasciati sul marciapiedi dalla gente che lo apprezzava.
Gruppi in raccoglimento davanti alla sua casa e coda letteralmente interminabile di persone che entravano in Comune per rendergli l’ultimo saluto. Impossibile anche solo pensare di provarci, per me.
Cenetta in una bettola per universitari nei paraggi, ancora due passi per il centro ad ammirare le belle costruzioni, e rientro in Hotel per la notte.
L’indomani, 4 marzo 2012, a sessantanove anni esatti dal 4 marzo 1943, data della sua nascità, eccoci di nuovo in Piazza Grande. Varie riprese alla folla che già da ore si sta predisponendo in piazza per il funerale.
Individuo il bar presso cui lui era solito sedersi a un tavolino fuori, a scrivere una canzone, a fare due chiacchiere coi passanti, a sorseggiare qualcosa.
Ci sediamo anche noi a un tavolo, sono quasi le 13:00 e alle 14:30 inizia il funerale. Mangiamo qualcosa sorseggiando una birra, la piazza si riempie all’inverosimile. Giunge l’ora di portare la bara dal Comune alla chiesa, il tragitto sarà di una cinquantibna di metri, perchè è tutto li in Piazza Grande.
La musica di Lucio che aveva invaso la piazza fino a quel momento cessa.
Esce Lucio dal comune ed è portato sulle spalle in mezzo all’applauso della folla. Vicino a me c’è qualcuno con gli occhi lucidi, forse ce li ho anch’io, e forse anche Giovanna.
Entra in chiesa, si accende uno schermo sulla piazza che fa seguire le varie fasi della funzione. Impossibile, naturalmente, entrare in chiesa. Bisognerebbe essere entrati già da ore prima, anzi, neppure, perchè dopo la messa del mattino, alla quale noi abbiamo assistito solo per qualche minuto, essendo entrati per visitarla non pensando che ci sarebbe stata una messa in corso, sono state chiuse le porte per non fare entrare nessuno fino all’ora della funzione.
Il prete che dice la messa deve essere qualche pezzo grosso e conosceva Lucio di persona. Racconta che domenica scorsa Lucio era lì ad assistere alla santa Messa, come ogni domenica. Dice anche che quando era a messa era triste e gli ricordava la stessa madre di Lucio.
Non lo sapevo prima, ma era molto religioso.
Finisce la funzione, lo portano a spalle fuori per l’ultimo viaggio, senza ritorno, quello che lui pare definisse “La seconda parte della vita”.
Un grande, ultimo applauso scaturisce da noi tutti, per quello che è stato l’ultimo concerto terreno del piccolo, grande uomo.
Sì, era piccolo, brutto, pelato e peloso, ma è stato un uomo che ha lasciato un segno della sua presenza in questo mondo.
Grande Lucio!
Ti vogliamo bene…
IL CRONISTA
(vedere il video realizzato sui luoghi)

Gaetano Rizza
autore del romanzo Nato negli anni Cinquanta

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2 risposte a Reportage da Piazza Grande, Bologna: L’addio a Lucio Dalla

  1. Massimo scrive:

    Bel ricordo. Dalla, come ti ho detto, non era propriamente un mio beniamino e il ricordo è legato all’anno del militare con il suo “Anno che verrà”. Resta comunque impressionante la partecipazione. Non me l’aspettavo. Permettimi una battuta. Un merito Dalla può averlo. I suoi funerali hanno costretto la giunta comunale a rimuovere i cumuli di neve ormai nera che, anche dalle prime riprese dei telegiornali, era in brutta vista tra il “crescentone” di Piazza Maggiore e S. Petronio 😉

  2. IL CRONISTA scrive:

    Caro Massimo, come ci siamo detti per telefono, è stato un peccato non poterci incontrare.
    Dalla non è stato neanche uno dei miei cantautori preferiti, ma è comunque stato una presenza continua con la sua voce e la sua personalità.
    La folla era davvero numerosa, vuol dire che molti l’hanno pensata come me. Complimenti per la vostra bella città, che senza Lucio forse non avrei mai avuto occasione di visitare 🙂

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