Parole grosse di Bossi contro Monti, ma la Tav?


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Ieri Bossi si è lasciato sfuggire parole grosse nei confronti di Monti, del suo governo e di chi lo sostiene, Berlusconi in primis compreso.
I toni di Bossi, lo sappiamo, sono sempre apocalittici, soprattutto quando è all’opposizione, ma nessuno lo può rimproverare di non esprimere concetti semplici e alla portata di tutti, quindi.
Con una semplice frase detta in un comizio fa una sintesi delle situazioni. Lui più che un politico è un fotografo, che fissa in una pellicola la realtà del momento.
Gli si può rimproverare di incorrere anche in qualche reato penale, nella sua foga incontrollata.
Ma ciò che mi preme vedere in questo momento è se, al di là delle parole grosse, quello che dice è giusto.
Quello che dice lui in sintesi e in una mia libera interpretazione è che Monti con i suoi provvedimenti affama il popolo e agevola le caste.
Se consideriamo quello che è stato fatto fin’ora dal governo: l’innalzamento dell’età pensionabile (rendendola, credo, la più alta in Europa) per i lavoratori, l’eliminazione della penzione d’anzianità, la parificazione dell’età pensionabile a quella degli uomini per le madri di famiglia, il blocco dell’indicizzazione dell’assegno per i poveracci già pensionati, l’Imu, il rincaro forsennato della benzina, l’Irpef, il tabacco, etc, io non posso che pensarla come lui.
Sta affamando il popolo.
Non mi interessa che riesca ad abbassare lo spread, perchè non deve farlo prendendo dai più poveri.
Avrebbe dovuto farlo, piuttosto, cominciando a mettere in galera i dirigenti dell’Inps che hanno autorizzato le svendite degli appartamenti con vista sul Colosseo, acquistati coi nostri sacrifici, agli onorevoli parassiti.
Poi che dica di aver agito in piena equità è la più grossa presa in giro che potesse fare al popolo, perchè solo un deficiente non capisce che se togli un pezzo di pane a un poveraccio, questo muore di fame, mentre se togli l’amaro di fine pranzo a chi ha già mangiato il primo, il secondo, il dolce e la frutta, a questo gli fai solo fresco.
Per quanto riguarda la Lega forse sbaglia, anch’essa, quando sostiene la Tav. A chi serve se il popolo non ha quattrini? Alle caste per i loro spostamenti! Meglio quindi non rovinare l’equilibrio della natura e continuare a fare vivere gli uomini come si viveva una volta: dei loro prodotti, del loro lavoro, e non, invece, come hanno fatto, e come vogliono continuare a fare, di trasporti veloci, di Torino-Lione in pochissime ore… Perchè, quando un pensionato, ammesso che sia riuscito ad arrivare all’età della pensione voluta dalla Fornero, riuscisse coi propri risparmi ad acquistare un biglietto per quella tratta, una volta che è a Lione… che ci fa?
IL CRONISTA

Gaetano Rizza
autore del romanzo Nato negli anni Cinquanta

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4 risposte a Parole grosse di Bossi contro Monti, ma la Tav?

  1. Massimo scrive:

    Le parole “grosse” di Bossi diventeranno, a giugno, quelle di molti Italiani. Finora abbiamo avuto delel stangatine, a giugno arriverà l’ici da pagare nella nuova e più pesante versione di Bin Loden. Allora sì, che le parole di Bossi avranno un senso per tutti !

  2. Gert dal Pozzo scrive:

    Fratelli!
    Preghiamo perchè muoiano tutti!
    Ave Maria…

  3. IL CRONISTA scrive:

    Massimo, quella è solo una delle cose che ha fatto, ma i lavoratori sentono già adesso sulla loro pelle il peso delle scelte fatte a loro dnno.

  4. IL CRONISTA scrive:

    Gert, un po’ semplicistica come soluzione. Se muoiono da soli per malattia non cambia niente, mentre come la intende Bossi, magari per ghigliottina, sarebbe la rivoluzione del popolo contro i parassiti 😉

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