Non sparate sulla barista!


Da un po’ di giorni molte trasmissioni televisive e molti giornali riportano la storia di quella barista di un paesino del bresciano, tale Laura Maggi.
Questa ragazza dimostrando una buona dose d’iniziativa, ha acquistato un piccolo bar, e per fare in modo che non rimanesse uno dei tanti piccoli bar di periferia che cambiano gestione di tanto in tanto per mancanza di guadagno, ha pensato di offrire qualcosa di più di quello che può dare il solito barista, magari coi capelli bianchi e il grembiule macchiato.
Infatti si veste in abiti succinti mostrando le sue forme e lasciando poco anche all’immaginazione.
Insomma, per i paesani una festa!
Da qui, come nelle migliori canzoni di Fabrizio De Andrè (Bocca di rosa), le lamentele delle donne del paese che vedono i loro mariti sempre di più passare al bar per l’aperitivo, aperitivo del quale prima non sentivano la necessità.
Ma la cosa va oltre il paesino. Fatto sta, che il Venerdì, giorno della maggior performance della barista, in quel bar cominciano ad arrivare anche pulman dai paesi dei dintorni.
Naturalmente gli affari, per quel baretto, cominciano ad andare bene.
Apriti cielo!
Scandalo! Vergogna!
Le botte di “quella lì” da parte dei benpensanti presenzialisti della televisione, si sprecano.
La brava madre di famiglia tanto per benino, Panicucci, nella sua trasmissione del mattino la tratta, gentilmente, come una poco di buono; don Mazzi che è piu nei salotti televisivi che in chiesa, le fa la morale; un abituè del salotto della Panicucci le si rivolge con poco rispetto. Così le donne, anche quelle che con la scusa di stare dalla sua parte, le fanno la morale. Compresa la Selene che, per chi non ricordasse, era una famosa pornodiva coi cazzi e controcazzi nel vero senso della parola.
Ma smettetela! Moralisti da quattro soldi!
Cosa dovrebbe fare quella ragazza? Sedersi e aspettare il cliente che, bontà sua, passerà a prendersi un caffè, magari una volta alla settimana?
Cosa fa di male? Non si vende, non si prostituisce, dà il calendario da lei stessa realizzato con le sue foto. E allora? Solo Belen, solo La Marcuzzi, solo le veline, solo la Bruni, solo la Monica Bellucci possono mostrare i loro decoltè e le loro gambe?
Mi direte: “Ma loro lo fanno per lavoro!”, perchè lei non lo fa per lavoro?
Invece di spendere dei capitali per pubblicizzare il suo bar, lo pubblicizza come fanno anche i grandi nomi della moda: mostrando un po’ della bellezza dei corpi femminili.
E quelli che si scandalizzano in nome della dignità delle donne, mi fanno ridere. Sono molto più dignitose le persone come questa Laura, che non fa male a nessuno e mostra il suo corpo tanto quanto viene mostrato dalle industrie il corpo delle modelle e delle attricette per vendere maggiori quantità di prodotti, tanto da poter far vivere le loro mogli (che criticano questa ragazza) nella ricchezza.
Dai retta a me, Laura, sei forte!
IL CRONISTA.

Gaetano Rizza
autore del romanzo Nato negli anni Cinquanta

Scegli carrello e il formato (cartaceo o ebook):

Oppure anche nei seguenti store online:
laFeltrinelli
LibreriaUniversitaria
Amazon.it
CreateSpace
Mondadori Store
Ibs.it
HOEPLI.it
Bookrepublic
e in tutte le librerie online, sia nel formato cartaceo che nel formato ebook.

Il libro parla di una vita vissuta tra vicende e vicissitudini dagli anni Cinquanta ad oggi. Inoltre parla dell’incontro dell’Autore con Roberto Vecchioni, dell’incontro con Dori Ghezzi per il patrocinio della Fondazione De André su alcuni concerti tributo organizzati e interpretati dal protagonista del libro, dei concerti stessi, di viaggi in moto in solitaria, di emozioni a 360°.

Vedi il trailer qui

Gaetano Rizza – Facebook
Gaetano Rizza – Libri, Narrativa, Musica, Suggestioni
Gaetano Rizza – Twitter

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*