Il 2° lavoro dei poveracci e il 24° lavoro dei parassiti


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Tutti i governanti si sono sempre prodigati, e continuano a farlo tutt’ora, nel farci sapere come gli operai in cassintegrazione spesso siano anche dei ladri perchè magari per sfamare le proprie famiglie si arrangiano a fare anche qualche lavoretto extra.
Perchè secondo loro un cassintegrato che va a riparare la staccionata del giardino del vicino, se lo fa senza iscriversi alla camera di commercio e all’ufficio iva, è un ladro perchè non paga le tasse e inoltre ruba il lavoro ai giovani.
Tutti sappiamo cosa vuol dire ottemperare a questi “doveri”:
– Chiedere a un commercialista come ci si possa mettere in regola.
– Un commercialista ti dice una cosa, l’altro te ne dice un’altra.
– Tenere una sia pur minima contabilità semplificata che, con tutte le leggi e leggine devi per forza pagarti il commercialista, appunto.
– Dichiarazione dei redditi nel 740 invece che nel 730, con ulteriore spesa.
– Casella postale elettronica certificata.
– Blocco di fatture.
– Timbri.
– Tenerti sempre aggiornato, tramite il commercialista, che deve essere uno bravo, sulle modifiche alle leggi vigenti, pena multe salatissime.
– Pagare le tasse per l’attività, etc…
Sempre che tu possa fare tutto ciò, perchè ci deve essere il consenso del tuo datore di lavoro…
Ma ve lo immaginate un Marchionne che dà il consenso a un suo cassintegrato (coi soldi nostri) di fare un secondo lavoretto per pagarsi il mutuo?
Tutto questo per guadagnare magari cinquecento euro in un mese e darne un centinaio al commercialista.
Sempre che tu abbia un certo giro, se no i cinquecento euro te li sogni, ed è risaputo che pagato tutto quello che c’è da pagare ti rimane in tasca forse il 50%.
Ma se non arrivi ad avere un certo guadagno forse puoi esercitare lo stesso dicendo che quei lavoretti che fai sono solo un qualcosa di occasionale. Ma vallo a dimostrare alla finanza quando, questa, parte dal presupposto che sei un evasore totale, perchè addirittura non risulti iscritto in nessun posto, e non rilasci fatture, nascondendo, quindi, chissà quali e quanti guadagni?
Non è così facile, di questi tempi, avere un secondo lavoro per continuare a pagarsi il mutuo della casa e non farsela portare via da Equitalia, credetemi.
Ma lo scandalo, come al solito, siamo noi, cittadini comuni, che non riusciamo più a pagare i mutui, per le scelte e la contestuale voracità dei governanti passati e presenti.
Mentre il presidente dell’Inps (e tutti quelli come lui), che fa 24 lavori contemporaneamente, prendendo a destra e a manca dalle nostre tasche i soldi che derivano dalla nostra produttività arrivando a dichiarare un reddito annuo di un milione e duecento mila euro, allegramente, per i nostri governanti passati e presenti non è uno scandalo.
E’ proprio vero, lo scandalo italiano siamo noi comuni cittadini, lavoratori, pensionandi, pensionati, licenziati e madri di famiglia, che abbiamo sempre preteso troppo da questi lestofanti.
IL CRONISTA

Gaetano Rizza
autore del romanzo Nato negli anni Cinquanta

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Il libro parla di una vita vissuta tra vicende e vicissitudini dagli anni Cinquanta ad oggi. Inoltre parla dell’incontro dell’Autore con Roberto Vecchioni, dell’incontro con Dori Ghezzi per il patrocinio della Fondazione De André su alcuni concerti tributo organizzati e interpretati dal protagonista del libro, dei concerti stessi, di viaggi in moto in solitaria, di emozioni a 360°.

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2 risposte a Il 2° lavoro dei poveracci e il 24° lavoro dei parassiti

  1. Gert dal Pozzo scrive:

    Ben detto!!!

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