Fornero: la sindrome della strega cattiva


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Ho sempre pensato che le donne siano in gamba come gli uomini (quando questi lo siano), anche se, come è logico, in certi campi un po’ meno e in certi campi anche un po’ di più. E’ naturale, non c’è nessuna discriminazione in questo.
Ho avuto superiori maschi e superiori femmine, indifferentemente, e li ho trattati – nota bene: IO, li ho trattati! – allo stesso modo: con rispetto, quando il rispetto se lo meritavano.
Ho sempre pensato che le quote rosa siano un’offesa alle donne perchè riconoscono, per percentuale e non per meriti professionali, certi ruoli nella carriera pubblica o nella carriera privata.
Un po’ come si fa per i disabili.
Insomma, le donne, le nostre donne in gamba (“nostre” non inteso in senso possessivo, bensì in senso affettivo) come: madri, mogli, sorelle, fidanzate che siano, sono sempre arrivate dove hanno meritato di arrivare. Certo, con qualche difficoltà in più per i doveri che ad esse derivano anche dalla loro natura di MADRI, ma questo è ovvio e non riconoscerlo è stupido. D’altra parte questo non l’ha deciso l’uomo, ma la natura stessa che ha assegnato loro il compito di essere la parte che, della coppia, genera fisicamente, altre vite.
Bene. Però tutto questo discorso quasi poetico di riconoscimento e gratitudine nei confronti delle “nostre donne”, con l’avvento al potere della Fornero, in un certo senso, va a farsi friggere.
Perchè la ministra – che non credo che anche prima di essere ministra abbia mai avuto il complesso di essere discriminata dagli uomini, sia per posti occupati che per stipendi percepiti – è il simbolo di chi arriva al potere portandosi dietro la frustrazione di chi, essendo riuscita nella vita pubblica, deve fare vedere a tutti che è riuscita per i suoi “eccezionali” meriti, e non, magari, perchè imbarcata dal suo amico, sig. Mario Monti o magari dall’amico dell’amico…
Insomma, sembrerebbe volere mettere le mani avanti, e dire: “Io non sono la Carfagna!” (poverina, questa, con tutto quello che le ha comportato essere un’amica del precedente presidente del consiglio).
Ma la ministra si rassicuri, nessuno vuole sapere come, perchè e quando si è conosciuta col premier attuale; se per caso tra i corridoi dei palazzi che hanno frequentato ci sia stato qualcosa di più di una semplice conoscenza professionale. In fondo chissà, figli ha lei, figli ha lui, insomma hanno il sangue nelle vene come qualsiasi altro essere umano, e come gli altri esseri umani: scopano.
Ma a noi non ci interessa, non metteremo una procura, nè giornalisti a indagare a tempo pieno sui vostri fatti privati, non ce ne potrebbe fregare di meno.
Ma, cara ministra, datti una regolata, perchè andando avanti così, si dovranno modificare anche le abitudini delle famiglie italiane, non solo per quanto riguarda l’economia, ma anche per quel che riguarda la cultura popolare: si dovrà sostituire la figura della strega cattiva delle favole raccontate ai bambini che non vogliono addromentarsi, con la figura della ministra Fornero…
IL CRONISTA

Gaetano Rizza
autore del romanzo Nato negli anni Cinquanta

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4 risposte a Fornero: la sindrome della strega cattiva

  1. Massimo scrive:

    Una cosa è certa. Con Bin Loden Monti siamo tornati ai tempi delle Falcucci, delle Anselmi e delle Iotti. L’universo femminile ha perso molto nel cambio di governo.

  2. Gert dal Pozzo scrive:

    Dunque… la tua teoria è che la Fornero come donna fa cagare, ma in compenso è proprio cattiva d’animo.

    Lasciami pensare… uhm, condivido!

  3. IL CRONISTA scrive:

    Già, Massimo, anche se non sono mai stato convinto che la bellezza sia anche sinonimo di bravura per essere un ministro 😉

  4. IL CRONISTA scrive:

    Gert, in parole povere: sì!

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