La madonna del lavoro: dopo le paccate, le caramelle | IL CRONISTA MANNARO La madonna del lavoro: dopo le paccate, le caramelle

La madonna del lavoro: dopo le paccate, le caramelle

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La Fornero non la smette con le prese per il culo ai suoi sudditi.
Nella trasmissione della Gabannelli andrà in onda un’intervista con la ministra che con la sua faccia di sedere risponDe a una domanda così: “Il nostro governo tecnico è stato chiamato per fare delle cose difficili e non per distribuire caramelle ai cittadini, perchè se di questo si fosse trattato i politici non avrebbero chiamato noi, ma avrebbero distribuito le caramelle loro stessi”.
La madonna del lavoro, sua onnipotenza reale, così si esprime, alla faccia della democrazia, del popolo e di qualsiasi morale, cristiana, marxista o no.
Fa schifo!
IL CRONISTA

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domenica, marzo 18th, 2012 Politica

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9 commenti to La madonna del lavoro: dopo le paccate, le caramelle

Giuseppe
21 marzo 2012

Lessico dal regime 2: ammodernamento e caramelle.
Mentre Monti ci spiega di aver “ammodernato” il mondo del lavoro ed il Paese, leggasi aumento età pensionabile, mezze pensioni e licenziamenti facili, e si appresta a recarsi in Cina, forse a studiare la locale legislazione del lavoro per ammodernarci ancor di più e renderci competitivi e moderni come quel Paese nel quale si reca, il Ministro Fornero ci dice che il Governo tecnico non è venuto a distribuir caramelle; a questo ci avrebbero pensato i politici e non sarebbe servito il Governo tecnico.
Premesso che a sessantetre annidi età, io e molti altri bambinetti di mia conoscenza, nonostante il duro lavoro onestamente svolto e i contributi pagati, di caramelle ne abbiamo viste veramente poche mentre, invece, di carbone, negli ultimi anni, ne abbiamo ricevuto veramente tanto, sia dai Governi recenti che dalla calzetta appesa sotto il caminetto dal Governo Monti, rifletto su una cosa: quindi è questa l’opinione che il Ministro Fornero ha dei politici che ancora siedono in Parlamento e che continuano a votare la fiducia al Governo Monti?
L’istituzione del Parlamento per lei sarebbe costtituita da distributori di caramelle?
Rimango scandalizzato da tale esternazione e mi chiedo se devo vedere distrutti i diritti, e non le caramelle, ottenuti con decenni di lotte e di lavoro, da persone che abbiano tale considerazione delle persone che dovrebbero rappresentare noi e le nostre istituzioni.
Né caramelle né carbone: solo diritti! Quelli che, a mio parere, il Gopverno Monti, con il voto di fiducia, sta mettendo in discussione; insieme alla democrazia.
Sciopero ad oltranza: se non ora, quando?
Portiamoci caramelle alle manifestazioni e seppelliamoli di caramelle! Ogni caramella un diritto tolto.

Giuseppe
21 marzo 2012

Chi pagherà l’ASPI?
Un’altra probabile trattenuta in arrivo in busta paga per pagare due volte quello che già paghiamo con i contributi. Ovvero pagheremo la cassa integrazione e l’Aspi. Pagare due volte la stessa cosa con due nomi diversi!

IL CRONISTA IL CRONISTA
21 marzo 2012

Carissimo Giuseppe, mi sa che tu sia arrivato nel blog giusto, visto che noi da mesi stiamo trattando quasi esclusivamente questi arogomenti, e la pensiamo esattamente come te.
E pensare che era nato ed è stato un blog di centro destra. Adesso non riconosciamo più nè destra, nè sinista: tutti parassiti!

Giuseppe
22 marzo 2012

Non è che non riconoscete né destra né sinistra: è che la sinistra non si riconosce perché, perlomeno al Governo, non esiste: vedi voto di fiducia al Governo Monti di estrema destra.
Se si riuscisse ad andare ad elezioni – o mi chiedo se, tecnicamente, si potrebbe, “per responsabilità”, fare addirittura un decreto legge da porre con la fiducia, l’ennesima, per prolungare, che so, di quindici anni, la legislatura attuale. Probabilmente la fiducia passerebbe, così i politici che la votano restano per quindici anni sulla poltrona. In mancanza di questo già si parla di ammucchiate PDL, PD, API, UDC… Sotto il nome del Governo Monti bis… Il che equivarrebbe a prolungare la legislatura: ci sono tutti i partiti.
La sinistra, con la legge porcellum, è rimasta fuori dal Parlamento.

Giuseppe
22 marzo 2012

Mi accorgo che ho aperto una frase e l’ho lasciata a metà: Se si riuscisse ad andare ad elezioni… Comunque volevo dire che, se si riuscisse ad andarci, magari con una nuova legge elettorale, forse le forze di sinistra molto moderata, Sel, Federazione della Sinistra, Verdi, unendosi con IDV, potrebbero fare qualcosa: se non si guastano andando sulla poltrona…
Peccato per la Lega che fa opposizione e su certe idee sembrerebbe pensarla come la sinistra ma d’altro canto su certi argomenti sembrerebbe esser rimasta all’epoca delle piantagioni di cotone.

Giuseppe
22 marzo 2012

Monti e Fornero, e il loro staff di Ministri, sembrerebbero non aver capito bene come funziona il sistema elettorale democratico del nostro Paese che dovrebbe basarsi sulla rappresentanza in Parlamento dei cittadini; rappresentanza esautorata, se ce ne fosse bisogno, dall’esasperato ricorso alla fiducia. Sembrerebbe quasi che, più che Governare un Paese, tali personaggi, stiano rimodernando una loro azienda e, peraltro, azienda senza regole e diritti; é così perché lo dico io! Voi sudditi, non avete diritti, ragazzi, lasciateci lavorare… Non infastiditeci con questa sconcertante, sconcertata, concertazione. Che cosa sarebbe questa storia della rappresentanza? Sono caramelle: adesso uno si alza e vota qualcuno che lo rappresenti; ma siamo matti? Dove siamo? Nel Paese dei balocchi? Lo sappiamo noi queello di cui avete bisogno: zitti e pagate, sennò vi licenzio.

Giuseppe
24 marzo 2012

Ma quale flessibilità in entrata.
La tanto sbandierata flessibilità in entrata è una presa peri fondelli: si dice: 1,4% in più per chi assume a tempo determinato; ma che cosa vuoi che sia l’1,4% in più se il salario dei precari è di 600 euro contro i 1200 euro che prendono a tempo indeterminato? Quando mai, per non pagare l’1,4% in più assumeranno pagando il doppio. La firma di dimissioni in bianco: ma questo era illegale anche prima e accadeva lo stesso; Una vittoria vietare ciò che già è illegale? Te lo dico io come si risolve il problema dell’occupazione: abbassare l’età pensionabile per creare posti di lavoro; vietare qualsiasi altro contratto di lavoro che non sia a tempo indeterminato.
Fatto: senza prese per i fondelli teoriche e inapplica/bili/ate.
Visto? Si diceva che i lavoratori non avrebbero scioperato, che non avevano più i soldi per farlo… Invece sono nati scioperi spontanei, anche di cisl e uil e ugl…
I lavoratori non sono fessi: sanno ciò che conviene fare…
Se solo i vertici imparassero da loro.
Ormai la tv è divenuta una succursale del Parlamento.
Specialmente al mattino quando l’ascoltano solo i pensionati e l’informazione è bassa come quantità di persone raggiunte.
Non vorrei che il salotto continuo sostituisse la lotta di classe, come una seduta psicoanalitica che offrisse un transfert virtuale per sfogare la rabbia invece che riversarla nelle piazze. Un rito liberatorio di massa: vi dò ragione però ora che vi siete calmati state buoni e lasciateci “ammodernare” il Paese, che Monti sa quello che fà; mica caramelle.
In pratica: parlatene, parlatene, Bersani vi dà ragione e va bene, siete contenti così. Che poi in pratica il Governo continui a andare avanti coi sette anni in più di lavoro, pensioni dimezzate e licenziamenti, che poi si mantenga la fiducia al Governo lavoratoricida, viene rimosso e l’importante sono le dichiarazioni.
La prima cosa che doveva fare la sinistra era far cadere Monti togliendogli la fiducia.
Monti: che gli è passato in mente a Napolitano.
L’importante sono i fatti: per ottenere i fatti occorre lottare e scioperare. Ad oltranza fino a raggiungimento dell’obiettivo; occorre che elezioni democratiche mettano in Parlamento una sinistra vera che, per prima cosa, torni indietro sull’età pensionabile la riforma del lavoro fatta dal Gverno di destra. Occorrono fatti, non parole.

Giuseppe
24 marzo 2012

L’equità.. ha le gambe corte.. Ovvero: più parla più si incarta.
Leggo che il Ministro Fornero ha dichiarato che occorre togliere l’articolo 18 perché altrimenti le imprese vanno all’estero. Allora mi chiedo: perché lo vuole estendere anche al settore pubblico?: c’è rischio che i Ministeri scappino all’estero?
In tema di equità, tanto per capire il concetto di equità del Ministro, non per fare una guerra tra poveri tra lavoratori del pubblico e privato, maschi o femmine, giovani o vecchi, che è utile solo al dividi e impera: è equo che le dipendenti private possano andare in pensione a 60 anni con la pensione pari all’ultimo stipendio e che le lavoratrici del pubblico debbano andare in pensione a 65 anni con la pensione ex 80%, ora ulteriormente tartassata dal passaggio a contributivo? Estendere a tutti i diritti, non levarli a tutti per equità.
Giuseppe

IL CRONISTA IL CRONISTA
26 marzo 2012

Caro Giuseppe, ti ringrazio per il contributo :) Ti consiglio però di commentare gli ultimi articoli del blog per poter essere sempre in contatto con noi.
Grazie ancora :)

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