Quando Dio pensò l’uomo


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Quando Dio pensò all’uomo tra sè e sè disse:
“L’universo l’ho creato, adesso voglio creare questa creatura che dovrà lottare ogni giorno per: non soccombere agli altri uomini malvagi che Io stesso creerò per rendergli la permanenza sulla Terra più dura; per mangiare lottando prima con gli altri animali della terra molto più forti e anche feroci, poi quando addomesticati lui potrà macellarli per mangiarseli a sua volta in una lotta per la vita tra terrestri: il terrestre più forte mangia il terrestre più debole.
Poi, quando dopo migliaia d’anni una piccola parte di questa umanità sarà riuscita a conquistarsi una vita appena decente nonostante tutti i bastoni tra le ruote che io gli avrò messo, allora mi divertirò facendolo ripartire da zero, un po’ come nel gioco dell’oca – che dovrò presto inventare – e per questo gli manderò una creatura del Diavolo – il mio avversario per eccellenza – e Lui sicuramente saprà scegliere un suo pupillo, il più malvagio. E sarà così che arriverà Monti per fare ripartire l’umanità da zero, e una donna sarà creata dalla sua costola per aiutarlo nell’opera di fare ripartire l’umanità da zero, e si chiamerà Elsa, e non Eva”.
IL CRONISTA

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