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La Lega non finisce qui


Il Tg5 della notte ha mandato un’intervista presa al volo di un Bossi gà dimissionato.
Era un Bossi diverso da quello che eravamo abituati a vedere. Un Bossi che in quell’intervista ha detto che s’è dimesso perchè i suoi figli portano lo stesso suo cognome, e se si sono appropriati di soldi della Lega devono restituirli. Aggiunge che in questo momento la Lega deve essere proiettata verso le elezioni, e la sua presenza, in queste condizioni, sarebbe stata d’intralcio.
Tanto di cappello a una persona che, forse, è stata raggirata dai suoi collaboratori più stretti, figli compresi, primi fra tutti.
“Il mio errore è stato quello di mettere i figli in politica”, ha aggiunto.
Io voglio ancora credere a Umberto… voglio credere che lui non si sia approfittato dei soldi dei rimborsi elettorali del partito che ha voluto creare con tanta volontà.
Voglio ancora credere che Umberto, dopo aver iniziato a lanciare il suo movimento andando coi secchi di vernice di notte per scrivere i primi slogan sui muri delle città, già dagli anni settanta, non si sia approfittato dei rimborsi elettorali per finanziare la sua vita privata e quella dei suoi figli.
Probabilmente è vero, l’errore è stato portare i figli in politica, e il Trota ne è un esempio folgorante.
Se fosse davvero così, che lui non c’entra niente, ma che è stato solo vittima della sua malattia e del suo “cerchio magico”, onore a un leader che al contrario di tutti gli altri coinvolti dallo stesso tipo di scandalo, rimangono seduti sulle poltrone che occupano alla faccia degli Italiani a godersi i nostri soldi sudati.
Ma la Lega è un movimento diverso dagli altri. La lega nasce dal popolo e non da un manager, per questo la Lega non morirà e, al contario si rafforzerà… La Lega non finisce qui!
A prescindere dalle mie preferenze attuali.
IL CRONISTA

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7 Risposte a “La Lega non finisce qui”

  1. Si, sono d’accordo.
    Penso che nelle ultime 24 ore si sia rafforzata, e poi il successore Maroni ha già dimostrato di essere serio e credibile.

  2. Errata corrige: volevo dire infatti che in quella massa di farabutti e gaglioffi “sembra” uno dei meno peggio.

    Va bene così?

    (p.s.: una volta il sito memorizzava nome ed email, ora non più. Perchè?)

  3. Noi dobbiamo andare in pensione sette anni più tardi, prendere metà della pensione cui abbiamo diritto, vederci diminuita e differita la liquidazione, vederci bloccati stipendi e pensioni, pagare gabelle sulla casa senza pari nel mondo e tasse praticamente inversamente progressive; e non siamo noi responsabili della crisi ma l’euro, checché si incolpi la crisi americana – il maledetto euro introdotto senza neanche un referendum e che ci ha distrutto, come predetto e inascoltato, l’euro nel quale si entra ma dal quale non si esce, come uno che si butti senza paracadute senza prima chiedersi se sappia volare – e vediamo il dieci per cento degli italiani che detengono il cinquanta per cento della ricchezza neanche sfiorati dalla manovra che se ne vanno a spasso con yatchs milionari e prendono aiuti comunali perché a reddito zero…
    E questi altri, nonostante un referendum che aveva abolito il sovvenzionamento pubblico ai partiti, sembra si dividano i soldi dei cittadini? I soldi che mancavano e per i quali si è trovata la scusa di far pagare le classi medie, ora basse, perché facilmente colpibili? Ma che siamo al tiro a segno, che sparo ai bersagli più facili?
    Polizia, polizia, polizia. E non solo per loro.

  4. Un pensierinio anche per lui: Buona Mastrapasqua, e vedi di rivedere i conti per gli esodati. Vedi di rimettere gli impiegati agli sportelli tutti i giorni e magari in numero maggiore, per evitare file di ore, e di rinviare i cartacei ai pensionati: perché non è un obbligo avere un computer, pagarlo, pagare la bolletta del telefono, la carta e l’inchiostro della stampante relativi; non è un obbligo per un ottantenne andare ad una scuola per computer e pagarsela, non è un obbligo rompersi le scatole per scaricarsi i resoconti della propria pensione.
    Mentre è un obbligo documentare ai pensionati l’altalena che vediamo ultimamemnte sull’importo della nostra pensione. Per inciso: la mia è diminuita di parecchio rispetto a quella del 2011.
    Viva Monti, viva Mastrapasqua.

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