La Lega non finisce qui


Il Tg5 della notte ha mandato un’intervista presa al volo di un Bossi gà dimissionato.
Era un Bossi diverso da quello che eravamo abituati a vedere. Un Bossi che in quell’intervista ha detto che s’è dimesso perchè i suoi figli portano lo stesso suo cognome, e se si sono appropriati di soldi della Lega devono restituirli. Aggiunge che in questo momento la Lega deve essere proiettata verso le elezioni, e la sua presenza, in queste condizioni, sarebbe stata d’intralcio.
Tanto di cappello a una persona che, forse, è stata raggirata dai suoi collaboratori più stretti, figli compresi, primi fra tutti.
“Il mio errore è stato quello di mettere i figli in politica”, ha aggiunto.
Io voglio ancora credere a Umberto… voglio credere che lui non si sia approfittato dei soldi dei rimborsi elettorali del partito che ha voluto creare con tanta volontà.
Voglio ancora credere che Umberto, dopo aver iniziato a lanciare il suo movimento andando coi secchi di vernice di notte per scrivere i primi slogan sui muri delle città, già dagli anni settanta, non si sia approfittato dei rimborsi elettorali per finanziare la sua vita privata e quella dei suoi figli.
Probabilmente è vero, l’errore è stato portare i figli in politica, e il Trota ne è un esempio folgorante.
Se fosse davvero così, che lui non c’entra niente, ma che è stato solo vittima della sua malattia e del suo “cerchio magico”, onore a un leader che al contrario di tutti gli altri coinvolti dallo stesso tipo di scandalo, rimangono seduti sulle poltrone che occupano alla faccia degli Italiani a godersi i nostri soldi sudati.
Ma la Lega è un movimento diverso dagli altri. La lega nasce dal popolo e non da un manager, per questo la Lega non morirà e, al contario si rafforzerà… La Lega non finisce qui!
A prescindere dalle mie preferenze attuali.
IL CRONISTA

Gaetano Rizza
autore del romanzo Nato negli anni Cinquanta

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7 risposte a La Lega non finisce qui

  1. Gert dal Pozzo scrive:

    Si, sono d’accordo.
    Penso che nelle ultime 24 ore si sia rafforzata, e poi il successore Maroni ha già dimostrato di essere serio e credibile.

  2. IL CRONISTA scrive:

    “Maroni serio e credibile” sempre nei limiti della serietà e della credibilità che si possano concedere a un politico… 😉

  3. Gert dal Pozzo scrive:

    Errata corrige: volevo dire infatti che in quella massa di farabutti e gaglioffi “sembra” uno dei meno peggio.

    Va bene così?

    (p.s.: una volta il sito memorizzava nome ed email, ora non più. Perchè?)

  4. IL CRONISTA scrive:

    Così va meglio 🙂
    p.s. Non è il sito a memorizzare, ma il tuo computer, forse hai cancellato la cronologia recente?

  5. Giuseppe scrive:

    la Lega dice: pulizia, pulizia, pulizia…
    Io direi: polizia, polizia, polizia.

  6. Giuseppe scrive:

    Noi dobbiamo andare in pensione sette anni più tardi, prendere metà della pensione cui abbiamo diritto, vederci diminuita e differita la liquidazione, vederci bloccati stipendi e pensioni, pagare gabelle sulla casa senza pari nel mondo e tasse praticamente inversamente progressive; e non siamo noi responsabili della crisi ma l’euro, checché si incolpi la crisi americana – il maledetto euro introdotto senza neanche un referendum e che ci ha distrutto, come predetto e inascoltato, l’euro nel quale si entra ma dal quale non si esce, come uno che si butti senza paracadute senza prima chiedersi se sappia volare – e vediamo il dieci per cento degli italiani che detengono il cinquanta per cento della ricchezza neanche sfiorati dalla manovra che se ne vanno a spasso con yatchs milionari e prendono aiuti comunali perché a reddito zero…
    E questi altri, nonostante un referendum che aveva abolito il sovvenzionamento pubblico ai partiti, sembra si dividano i soldi dei cittadini? I soldi che mancavano e per i quali si è trovata la scusa di far pagare le classi medie, ora basse, perché facilmente colpibili? Ma che siamo al tiro a segno, che sparo ai bersagli più facili?
    Polizia, polizia, polizia. E non solo per loro.

  7. Giuseppe scrive:

    Un pensierinio anche per lui: Buona Mastrapasqua, e vedi di rivedere i conti per gli esodati. Vedi di rimettere gli impiegati agli sportelli tutti i giorni e magari in numero maggiore, per evitare file di ore, e di rinviare i cartacei ai pensionati: perché non è un obbligo avere un computer, pagarlo, pagare la bolletta del telefono, la carta e l’inchiostro della stampante relativi; non è un obbligo per un ottantenne andare ad una scuola per computer e pagarsela, non è un obbligo rompersi le scatole per scaricarsi i resoconti della propria pensione.
    Mentre è un obbligo documentare ai pensionati l’altalena che vediamo ultimamemnte sull’importo della nostra pensione. Per inciso: la mia è diminuita di parecchio rispetto a quella del 2011.
    Viva Monti, viva Mastrapasqua.

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