Pensiero Pasquale per i politici


Pensiero Pasquale per i politici parassiti castaioli e ladri.
Io e mia moglie quest’anno per Pasqua abbiamo deciso di non mangiare più carne d’agnello, che pur tanto ci piace. Perchè vogliamo contribuire a smettere questa mattanza di queste dolci bestiole. Stiamo facendo anche un pensierino per diventare vegetariani, anche se la cosa è difficile.
E’ brutto sapere di appartenere a un mondo in cui ci si mangi tra creature terrestri..
Politici, fate un voto anche voi, per Pasqua:
Voi con tutte le vostre ruberie, andatevene fuori dall’Italia e fuori dai coglioni!
Non vi vogliamo più qui!
I pensionati e i lavoratori, tutti, non vogliono più mantenere i vostri lussi e le vostre ruberie alle loro spalle!
E mentre ci siete portatevi dietro tutti i componenti di questo governo, nominato da voi, per proteggere le vostre ruberie!
BUONA PASQUA!
IL CRONISTA

Gaetano Rizza
autore del romanzo Nato negli anni Cinquanta

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Il libro parla di una vita vissuta tra vicende e vicissitudini dagli anni Cinquanta ad oggi. Inoltre parla dell’incontro dell’Autore con Roberto Vecchioni, dell’incontro con Dori Ghezzi per il patrocinio della Fondazione De André su alcuni concerti tributo organizzati e interpretati dal protagonista del libro, dei concerti stessi, di viaggi in moto in solitaria, di emozioni a 360°.

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7 risposte a Pensiero Pasquale per i politici

  1. Giuseppe scrive:

    Bravi; così aumenterete il numero degli uomini di buona volontà, di quelli che non uccidono e poi danno la colpa ad una Divinità che lo permette. Di quelli che, loro, “fanno” il Mondo come vorrebbero, migliore.
    Non saremo noi degli utopisti, dei sognatori; gli altri, quelli che pretendono di poter continuare a vivere distruggendo il pianeta e le creature, di poter, per il loro comodo, continuare a vivere distruggendo e consumando più risorse di quante sia possibile rigenerarne, loro sono gli utopisti, sognatori di un incubo. La dimostrazione che il loro modo di vivere è una utopia impossibile, ed i loro sogni incubi da proporre come modello di vita, è dimostrata dal fatto che è ormai evidente come la Terra, se si continuerà così, sarà destinata alla fine e anche i vventi che la abitano.
    Buona Pasqua a voi e, anche a tutte le creature risparmiate, così sarà veramente Pasqua per tutti, una vita condivisa insieme e non una sopravvivenza, una guerra: la legge del più forte.
    Non preoccupatevi, non è faticoso divenire vegetariani, anzi: una volta superato l’imprinting datoci di mangiar cadaveri, troverete schifoso il portare alla bocca la carne di altri esseri uccisi. E la vostra salute ne guadagnerà, e anche la vostra coscienza e stima di voi.

    Inserisco, proprio per Pasqua, un bellissimo brano di Fabio Tombari, sperando di non violare nessuna regola dei diritti d’autore, che non conosco bene.

    Quella mattina piovve, e le pecore allo scoperto ebbero molto da fare a tener sotto gli agnelli che avrebbero voluto correre e saltare sull’erbetta bagnata. Li tenevano fermi con le gole sul dorso, mordendoli piano sugli abitini di lana per non far loro del male.
    Laggiù la città immensa formicolava di luci. E arrivarono gli autocarri.
    Vennero presi tutti gli agnelli, chiusi in ceste, caricati su: e l’aria fu piena di belati e di fragore.
    Il giorno dopo la terra tremò percossa dal tuono.
    Dell’agnellino ucciso non restò nulla, all’infuori di quella poca carne presto venduta e di qualche goccia di sangue davanti alla macelleria, che gli scopini cancellarono nella mattinata stessa; quando il battito di quel piccolo cuore si arrestò, niente che s’arrestasse con lui. Il tempo avanzava ugualmente sul ritmo del mare. Di quella luce d’oro che aveva negli occhi, nulla.
    Nella luminosità delle cose niente di mutato.
    Da:
    “L’agnello di Pasqua”
    Fabio Tombari, “Il libro degli animali”, Mondadori, 1a edizione 1935.

  2. Giuseppe scrive:

    E, se non è dissacrante fare un parallelo che sorge spontaneo tra macellai e macellatori, tra lavoratori, pensionati e Governo Monti, lo faccio: questa Pasqua nell’uovo del Governo solo tasse, soldi pretesi incostituzionalmente, anni di lavoro in più, licenziati, e recessione.
    Bell’uovo!

  3. Gert dal Pozzo scrive:

    Buona Pasqua al Cronista e a tutti i frequentatori del blog.

    Gert

  4. Giuseppe scrive:

    La capisce la differenza tra diritti e interessi?
    Vorrei chiarire: quelli che il premier Monti definisce interessi particolari, di determinate categorie, e che lui ha colpito con una durezza inusitata e ingiustificata, non sono certo gli interessi delle lobbies finanziarie miliardarie, da lui neanche scalfiti, ma sono “diritti” che servivano a garantire la democrazia nel nostro Paese, e un minimo di sopravvivenza dignitosa e civile, a persone che se li erano conquistati in decenni di lotte e di duro e onesto lavoro.
    E nessun decreto legge è stato emanato per colpire gli evasori, parziali e totali.
    Nulla è stato veramente fatto per far pagare qualcosa in maniera progressiva, e non solo in percentuale, anche ai più economicamente abbienti.
    Ora siamo tutti più poveri, non solo economicamente ma, anche, e soprattutto, dal punto di vista della democrazia, che è stata umiliata, insieme all’equità, sbandierata e basta, quasi come per un ulteriore beffa.

  5. Giuseppe scrive:

    Contraccambio gli auguri!

  6. IL CRONISTA scrive:

    Ciao Giuseppe, Ciao Gert! Tanti carissimi auguri di Buona Pasqua a voi e alle vostre famiglie!

  7. Giuseppe scrive:

    Un pensierinio anche per lui: Buona Mastrapasqua, e vedi di rivedere i conti per gli esodati. Vedi di rimettere gli impiegati agli sportelli tutti i giorni e magari in numero maggiore, per evitare file di ore, e di rinviare i cartacei ai pensionati: perché non è un obbligo avere un computer, pagarlo, pagare la bolletta del telefono, la carta e l’inchiostro della stampante relativi; non è un obbligo per un ottantenne andare ad una scuola per computer e pagarsela, non è un obbligo rompersi le scatole per scaricarsi i resoconti della propria pensione.
    Mentre è un obbligo documentare ai pensionati l’altalena che vediamo ultimamemnte sull’importo della nostra pensione. Per inciso: la mia è diminuita di parecchio rispetto a quella del 2011.
    Viva Monti, viva Mastrapasqua.

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