Sorridi, sei su scherzi a parte!


L’Italiano medio, il cittadino comune, sa che ogni mattino che si sveglia deve subito iniziare a corrrere per cercare di precedere il padrone del suo lavoro che lo vuole licenziare, il padrone di casa, o la banca che gli vogliono togliere la casa, il padrone dei negozi che gli aumenteranno il prezzo del pane, il padrone della tabaccheria che gli aumenterà il prezzo del tabacco, il padrone del distributore di benzina che gli vule aumentare il prezzo, il padrone Stato che gliela vuole mettere in quel posto già di mattino presto, come e più di tutti gli altri.
Bene! Questo stesso cittadino un bel giorno si accorge che la vita grama che ha dovuto vivere fino ad allora era solo un prologo per una vita ancor più grama.
Infatti tra un bunga bunga e l’altro a suon di milioni di euro elargiti a troiette da quattro soldi e ruffiani, un mancato accoglimento di risultati di referenda che toglievano rimborsi elettorali da nababbi ai politici a fronte di un’Italia per la maggior parte di poveri disgraziati che non sanno come pagare l’affitto o il mutuo di casa, un latrocinio e l’altro perpetrati dalla classe padrona, gli viene comunicato che lui, cittadino medio, operaio o impiegato che sia, costa troppo allo stato e che quindi deve cambiare in peggio le sue già povere abitudini: già! Deve limitare gli sprechi a danno della Casta!
Perfetto!
A questo punto manca una cosa sola: manca che qualcuno un bel mattino ti svegli srotolandoti davanti un bel cartello con su scritto “SORRIDI, PERCHE’ SEI SU SCHERZI A PARTE!”
IL CRONISTA

Gaetano Rizza
autore del romanzo Nato negli anni Cinquanta

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Il libro parla di una vita vissuta tra vicende e vicissitudini dagli anni Cinquanta ad oggi. Inoltre parla dell’incontro dell’Autore con Roberto Vecchioni, dell’incontro con Dori Ghezzi per il patrocinio della Fondazione De André su alcuni concerti tributo organizzati e interpretati dal protagonista del libro, dei concerti stessi, di viaggi in moto in solitaria, di emozioni a 360°.

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6 risposte a Sorridi, sei su scherzi a parte!

  1. Gert dal Pozzo scrive:

    ABC ci hanno reso noto che il finanziamento pubblico ai partiti è irrinunciabile, che se nò sono “costretti ad accettare soldi” dalle lobbies.
    E’ pazzesco, non è che manca il senso dello Stato, a questi manca proprio il senso del ridicolo.

  2. IL CRONISTA scrive:

    No, no, un attimo, il senso del ridicolo ce l’hanno eccome! Ma non sanno di averlo perchè sono pagliacci naturali, e non per finta..

  3. Massimo scrive:

    Sapete qual’è la funzione di internet per il Potere ? Qui ci lamentiamo, ci sfoghiamo, ci insultiamo (reciprocamente e soprattutto verso i potenti di turno). Una volta sfogati, la pentola a pressione può tornare a riempirsi di vapore, fino alla prossima valvola di sicurezza (post). Una volta, invece, bisognava ingoiare, ingoiare, ingoiare, finchè non se ne poteva più e si reagiva. Mi sa che oggi la nostra reazione sia solo parolaia battendo come forsennati le dita su una tastiera …

  4. IL CRONISTA scrive:

    Beh! Grazie per il “parolaio” 😉 Ma sai, prima le informazioni erano trasportate coi cavalli, e magari le rivoluzioni avvenivano anche fuori tempo. Oggi le abbiamo in diretta continua e non è detto che le reazioni rimangano solo a livello di parole. Guarda cos’è successo in certi Paesi nel giro di pochi mesi. 🙂

  5. Giuseppe scrive:

    Amaramente devo dire che l’analisi di Massimo ha un certo senso reale. In qualsiasi altro tempo e in qualsiasi luogo, con quello che la dittatura ci sta facendo sarebbe successa la rivoluzione. Ora c’è lo sfogo dei salotti televisivi e delle parole che, detto e ripetuto che abbiamo ragione noi ma c’è il baratro, sarà vero?, ci fa stare buoni. Abbiamo ragione e quindi stiamo buoni, la rabbia si mitiga, perlomeno per chi ancora conserva di che vivere e una certa civiltà che gli vieti di usare la violenza.
    Ma la “violenza” è come la pipì: quando scappa , scappa… prima o poi ti fermi e la fai dove ti trovi.
    Il baratro: questa parola magica che permette tutto, perdita di democrazia, sacrifici solo per i pochi che sono raggiungibili, anche se non è vero… Sono quaranta anni che Governi e Sindacati, quando grazie a politiche sbagliate, si ritrovano nella solita crisi che ci trasciniamo dietro per incapacità politiche, economiche, organizzative, burocratiche, di mafia, di cricche che si mangiano tutti i nostri sforzi di vivere in un Paese onesto e civile, quello delle persone oneste e civili i cui conti correnti sono sotto la luce del sole, tali organizzazioni si sfogano contro di noi: instillano la paura e il solito ricatto, sia che si tratti di un contratto al ribasso, sia che si tratti di aumentare l’età pensionabile, sia che si tratti di tassare e ritassare…
    Questo è un Paese dove le persone oneste sono tenute sotto lo scacco della paura…
    Sotto lo scacco del baratro. Ma, una volta tanto, diciamoglielo al baratro, chi se ne frega… Cada il Governo che vede una sola via di uscita dalla crisi, e ne esisterebbero tante di vie (cambiare modello di sviluppo, agricoltura di nicchia, riconversione delle fabbriche di paccotiglia inutile e dannosa, auto e cellulari, in fabbriche di tecnologie per l’energia alternativa, turismo eco sostenibile e rispettoso delle differenze dei vari luoghi e non come accade ora turismo che sta trasformando tutti i luoghi del Mondo in un unico luogo uguale dappertutto e che somiglia tanto ad fast food per turisti, addirirttura statalizzare tutto per evitare le speculazioni e le cricche), crisi che si trascina da sempre, crisi florse esistente solo per togliere diritti, crisi non certo nostra e debito non certo creato da noi, baratro probabilmente inesistente spauracchio per tenere buoni quelli che hanno ancora quattro soldi da perdere e non vedono che il modo che il Governo trova per salvare quelli che veramente hanno tanto da perdere e sono mai colpiti da un minimo sforzo, perché loro sono veramente rappresentati all’italiana, li stanno gettando in un baratro in cui già sono veramente e da decenni, sempre più.
    Perso per perso, tanto per parlare e dare sfogo alla valvola della pentola a pressione, in attesa di gente in piazza, prima o poi dovrà accadere che la gente non aspetti il permesso del soindacato?, mi viene da chiedermi se non sia meglio che gli italiani onesti vendano quel poco che è loro rimasto e si trasferiscano portandoselo in Cina, dove la vita costa un decimo.
    Lasciamoli soli in Italia, Monti e le cricche, portando via noi stessi e i nostri averi. Li voglio vedere poi: chi spremeranno, a chi prenderanno i soldi onestamente guadagnati per salvare le ricchezze accumulate da banditi, evasori, mafiosi, e cricche varie?

  6. IL CRONISTA scrive:

    Grazie per i preziosi contributi 🙂

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