Impossibile rivoluzione stop. Chi la vuole cotta e chi cruda


Il fatto è che tutti sono contro Monti, ma tutti lo sono per motivi differenti.
C’è chi è contento per l’eliminazione dell’Art. 18 a protezione dei lavoratori (ricordiamoci che la legge era intervenuta per eliminare i molti licenziamenti che avvenivano per questioni che non c’entravano niente con la produttività) ed è altresì contento per l’innalzamento “tutto a un botto” dell’età pensionabile come se noi attuali lavoratori e pensionati dovessimo pagare da soli il debito pubblico dell’Italia, e si lamenta solo dell’Imu e delle tasse. C’è chi invece si lamenta certo dell’Imu e delle tasse perchè le paga tanto quanto gli altri, ma si lamenta soprattutto per la volontà del governo di *sottomettere* i lavoratori anche con l’eliminazione dell’art. 18 (che è solo un simbolo, visto quante volte viene utilizzato all’anno) e l’innalzamento non graduale come era già stato programmato dell’età pensionabile, anche per le nostre madri di famiglia, e si lamenta anche perchè gente come Fini, Mauro, sono sempre lì, come Formigoni (che *fa le vacanze in gruppo* che per lui significa che uno gli paga l’aereo e lui ricambia magari con una pizza, toh!.. Tanto poi si faranno i conti…), pur essendosi riempiti le tasche con i soldi dei lavoratori e dei pensionati.
Senza pensare che prima le rivoluzioni avvenivano magari anche a scoppio ritardato, visto che le informazioni erano trasportate coi cavalli, e magari potevano anche avvenire fuori tempo massimo. Oggi l’informazione è istantanea per fortuna e le scintille scoppiano anche all’improvviso. Guarda quello che è successo in certi Paesi che potevano contare magari solo su Twitter che, vista l’informazione di regime, è stato l’unico strumento d’informazione istantanea che ha permesso loro di avere notizie all’attimo e di organizzare la cacciata dei loro governanti.
Sono comunque d’accordo che, in Italia, molti sono appagati dalla loro squadra del cuore e dai tortellini della Domenica. Ma vai su Twitter e ti accorgerai che c’è un mondo in fermento pronto a scoppiare da un momento all’altro. E non è detto che l’eventuale esplosione porti a qualcosa di buono, considerato che, come dicevo prima, tra gli scontenti di Monti c’è chi la vuole cotta e chi la vuole cruda. Come sempre 😉
IL CRONISTA

Gaetano Rizza
autore del romanzo Nato negli anni Cinquanta

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Il libro parla di una vita vissuta tra vicende e vicissitudini dagli anni Cinquanta ad oggi. Inoltre parla dell’incontro dell’Autore con Roberto Vecchioni, dell’incontro con Dori Ghezzi per il patrocinio della Fondazione De André su alcuni concerti tributo organizzati e interpretati dal protagonista del libro, dei concerti stessi, di viaggi in moto in solitaria, di emozioni a 360°.

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4 risposte a Impossibile rivoluzione stop. Chi la vuole cotta e chi cruda

  1. Gert dal Pozzo scrive:

    Per me cotta o cruda è lo stesso, basta che quelle merde se ne vadano.
    Se poi se ne vanno al cimitero è ancora meglio.

  2. IL CRONISTA scrive:

    .. e poi? Tornano Berlusconi, Bersani e Casini che sono stati i mandanti di questo governo? Arriva la sinistra estrema? Arriva Grillo? e lo spread?

  3. Gert dal Pozzo scrive:

    Veramente con “quelle merde” intendevo tutti quelli che sono attualmente in parlamento.
    Che arrivi pure Grillo, con l’estrema sinistra o estr. destra. Dov’è il problema?

    Lo spread? Prima di salire o scendere starà a vedere cosa fanno i nuovi, è ovvio.
    E se i nuovi fanno cose di buon senso scenderà. E se i nuovi fanno le solite cose… che vada a fan culo anche lo spread.
    Non è che possiamo farcelo menare a vita dallo spread…

  4. Giuseppe scrive:

    Ognuno è scontento per un motivo, tra i partiti. Tra le vittime passive, i “rappresentati” gli unici ad esserlo per tutti i motivi sono i lavoratori e i pensionati che si sono visti cadere addosso tutto il peso della manovra.
    Allungamento età pensionabile, dimezzamento dell’importo della pensione, calcolo col contributivo che per l’appunto la dimezza mentre in tutti gli altri Paesi lo Stato contribuisce all’importo della pensione, altrimenti uno lavora cinquanta anni e versa i relativi contributi e poi percepisce quanto prende un pensionato sociale che non abbia mai lavorato, pagamento degli ammortizzatori sociali con i versamenti contributivi pensionistici personali dei lavoratori, blocco della rivalutazione della pensione, blocco dello stipendio per gli statali, nuovo calcolo del Tfs – la liquidazione – degli statali più penalizzante come importo, differimento a trenta mesi per percepire la liquidazione per gli impiegati pubblici dal licenziamento o pensionamento, adeguamento alle aspettative di vita più allungamento età pensionabile più volte reiterato – o uno o l’altro, altrimenti si allunga due e più volte -, allungamento di cinque anni in più per andare in pensione per le statali – hanno una aspettativa di vita maggiore? -, dichiarazioni umilianti verso i lavoratori, considerati alla stregua di privilegiati detentori di privilegi e interessi particolari di categoria, invece di essere legittimi detentori di diritti spettanti per legge perché pagati con decenni di contributi che fanno già parte del proprio stipendio come salario differito. In più devono pagare l’Imu per una casa che magari è della Banca che ha elargito il mutuo che già si fatica a pagare, magari si ha un mutuo e si è divenuti disoccupati. Io avrei adeguato l’importo dell’IMU al reddito generale del proprietario come imposta progressiva e non percentuale e uguale per tutti, esonerando chi abbia un mutuo o sia disoccupato. Diciamolo: l’IMU, così, non è una patrimoniale ma una semplice ma esosissima tassa di proprietà.
    Tra i soggetti attivi della scontentezza, ovvero i partiti, rileviamo una lotta a difendere le lobbies che non hanno partecipato alla macellazione. Infatti i rappresentati come lobbies in Parlamento e al Governo, a parte le vittime citate, si sono salvate da ogni taglio o piccolo sforzo. Si sono salvate da una vera patrimoniale che avrebbe potuto colpire in modo progressivo la ricchezza. Sono usciti tutti indenni dalla macelleria scaricatasi interamente sulle fasce medie e basse della popolazione lavoratrice o pensionata. Addirittura le fondazioni bancarie sono state esonerate dall’Imu perché non ne ricavano reddito ma danno servizi. Ma io, pensionato, che ne ricavo reddito dalla casa che abito e che mi dissangua per il mutuo? Gli altri cantano vittoria e continuano ad essere intoccabili, grazie alle lobbies che li rappresentano in Parlamento e al Governo a colpi di decreti legge e di fiducia. Occorrerebbe una legge di iniziativa popolare che vieti il ricorso al decreto legge ed alla fiducia o, almeno, ne limiti il numero massimo, che sò, uno a legislazione. Ma in quel caso si farebbe un unico decretone a legislazione con dentro tutte le leggi e poi vai, la fiducia… Pagheranno i piglinculi e si salveranno i mettinculi, le due categorie che da sempre sono state attrici nella nostra cosiddetta democrazia.
    Voi in che categoria rientrate?

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