Credono di aver già vinto la guerra


La strada è lunga per vincere la guerra.
Al momento abbiamo vinto una battaglia, una grande battaglia, d’accordo… ma la guerra deve ancora iniziare.
Le elezioni amministrative sono un duro colpo che abbiamo assestato alla partitocrazia. E’ servito per farli cagare addosso. Ma non basta.
Eppure nell’aria c’è un’atmosfera di sbracamento come se ormai fosse tutto fatto: i parassiti papponi già tutti a casa, il potere al cittadino per davvero e non per finta, e cosi via…
Così si pensa già a come se fosse il dopo, come se avessimo già vinto.
E allora si pensa anche di mettere da parte Grillo e il M5S che ci ha aperto la strada a colpi di machete, per costitutire gruppi e gruppetti, partiti e partitini, liste varie d’ogni tipo.
Non capiscono, ingenuamante o no, non l’ho ancora ben capito, che così facendo, non concludiamo niente. Lo spezzatimo di movimenti serve solo a chi sta attualmente al governo, perchè lo spezzatino di voti non vince mai.
Occorre un voto unico indirizzato bene, con forza, senza egoismi ed individualismi.
Non occorrono altri salvatori della patria.
C’è già un Movimento organizzato che col nostro aiuto ha sfondato la porta del Palazzo.
Adesso non dobbiamo disperderci in mille rivoli. Così non aiutiamo l’Italia e quindi i lavoratori e i pensionati, bensì diamo solo ossigeno alla Casta di merda che ci ha governato finora come se fossero regnanti e noi sudditi.
Tanto è vero che anche i partiti tradizionali, quelli che mangiano coi nostri soldi e col nostro sudore, creano liste su liste, per confondere l’elettore, per disperdere i voti dei cittadini.
E in questo modo loro salveranno il culo.
Avremo tempo dopo aver vinto di spezzettarci di nuovo anche in sessanta milioni di partiti, uno per ogni cittadino, ognuno coi propri principi e i propri ideali, da non condividere con nessun altro. Ognuno per sè, se vorrete.
Ma solo dopo aver vinto e dopo aver potuto correggere il primo punto della Costituzione Italiana:
L’ITALIA è UNA REPUBBLICA FONDATA SULLA DIGNITA’ DEI LAVORATORI.

IL CRONISTA

Gaetano Rizza
autore del romanzo Nato negli anni Cinquanta

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Il libro parla di una vita vissuta tra vicende e vicissitudini dagli anni Cinquanta ad oggi. Inoltre parla dell’incontro dell’Autore con Roberto Vecchioni, dell’incontro con Dori Ghezzi per il patrocinio della Fondazione De André su alcuni concerti tributo organizzati e interpretati dal protagonista del libro, dei concerti stessi, di viaggi in moto in solitaria, di emozioni a 360°.

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2 risposte a Credono di aver già vinto la guerra

  1. Gert dal Pozzo scrive:

    Secondo me per vincere veramente ci sarà da superare un ostacolo sottostimato dal M5S: il non avere un leader e, conseguentemente, non avere una chiara linea politica e comportamentale.

    In altri termini, già ora il M5S è formato da un gruppo di sconosciuti che ottengono il voto puntando sullo schifo che la gente, a ragion veduta, prova per i partiti tradizionali. La gente, entusiasticamente, li vota.

    Il problema è proprio lì: nell’entusiasmo. E’ una condizione che passa velocissimamente ed è peggio della moda da spiaggia femminile; roba che dura al massimo una stagione.

    Io ho votato Putti. Se fosse stato eletto sindaco e dopo una settimana me lo fossi trovato a fare il brillante in un servizio fotografico di “Chi”, ora sarei qui a vergognarmi.

    Meditiamo… per quello che riguarda me, ho l’impressione che tra poco comincerò a mandare affa anche i grillini.

    Grillo no, perchè lo stimo; in ogni caso mi fa ridere.

  2. Massimo scrive:

    Caro Gaetano, non credo proprio che Grillo e il suo movimento possano rappresentare il rinnovamento. Temo, anzi, che possano peggiorare la situazione che non richiede assemblearismo, ma solo una guida forte, determinata e soprattutto con una testa sola.

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