La Stronza sapeva

Riforme che non sono altro che il frutto di un'intera vita, da parte sua, lontana e inconsapevole di cosa significhi vivere con 500, 1000, 1.500 euro al mese. Consapevolezza che invece la maggior parte di noi cittadini non appartenenti a nessuna casta o a nessuna categoria di raccomandati, abbiamo.
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Ieri è scoppiata la bega che era stata trattenuta a stento già da mesi sul numero degli esodati.
I vertici dell’Inps hanno fatto sapere che sono quasi 400.000 e non 65.000 come risultato dai conteggi e dai maneggi della ministressa del lavoro.
Ricordiamo a chi legge che stiamo parlando della ministressa del lavoro che ha dichiarato senza nessun tipo di vergogna che gli esodati sono un costo per la riforma del lavoro da lei progettata.
La Stronza, bene o male, sapeva già che il numero non era quello comodo (tra virgolette) di 65.000.
La Stronza, quindi, ha reagito ai vertici dell’Inps dicendo che se l’Inps fosse un’azienda privata lei li avrebbe già licenziati a causa della diffusione della verà entità del numero degli esodati.
La ministressa non ha mancato di farci vedere quanto sia inadeguata una persona velenosa come lei in un posto di cotanta responsabilità,
La ministressa non ha mancato, come fa ormai da mesi – da subito – di mostrare quanto abbia in odio i lavoratori e i pensionati, tanto da aver sottaciuto fino a quando le è stato possibile, la verità sul numero delle famiglie che lei ha mandato al massacro consapevolmente portando avanti la sua riforma delle pensioni e quella del lavoro.
Riforme che non sono altro che il frutto di un’intera vita, da parte sua, lontana e inconsapevole di cosa significhi vivere con 500, 1000, 1.500 euro al mese. Consapevolezza che invece la maggior parte di noi cittadini non appartenenti a nessuna casta o a nessuna categoria di raccomandati, abbiamo.
Ma come disse Monti in uno dei suoi momenti di entusiasmo: In Italia non abbiamo ancora raggiunto il numero dei suicidi che ci sono in Grecia. Dimostrando, se ancora ce ne fosse bisogno, che i drammi di centinaia di migliaia di famiglie italiane, in fondo, per loro, non devono essere considerati che in quanto numeri.
IL CRONISTA

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