Dura lotta ai consumatori di gazzose


Mi ricordo fin da quando ero un bambino, anzi, soprattutto a quei tempi, che chiunque avesse bisogno di dissetarsi a causa del gran caldo o dopo aver fatto una fatica per aver trasportato qualche peso consistente, o comunque per godersi un momento di benessere provocato dalle bollicine fuoriuscite da quella bottiglietta insieme al suo liquido al sapore di limone, si gustava in santa pace una gazzosa.
Vabbè, poi sono arrivate anche le spume, la Coca Cola, le Schweppes.. Ma il gusto di bersi una bella gazzosa non è mai venuto meno.
E’ la bibita degli operai per eccellenza, di chi fatica al porto, di chi consuma energie fisiche, di chi lavora affaticando il proprio corpo..
Di chi a volte ha bisogno di fare un bel rutto salutare.
Niente a che fare col vizio, solo pura e semplice soddisfazione della sete.
Ma da adesso questa bibita, la più semplice bibita che conosciamo fin dagli anni della nostra antica gioventù, diventa qualcosa di meritevole delle attenzioni dei nostri governanti che, per tenere a bada lo spread, dopo aver lasciato senza stipendio e senza pensioni centinaia di migliaia di famiglie di Italiani, riducendoli alla disperazione e in molti casi al suicidio, non trovano di meglio che metterla all’indice: motivazione? Contenuto gassoso, frizzante.. Quindi? Meritevole di una sovratassa.. come l’alcool, come i beni di lusso, come gli yacht..
Ora, amici miei, sparuto gruppetto di lettori di questo blog, permettetemi un ultimo rito della bevuta di una gazzosa ancora per poco senza sovratassa..
Ecco, prendo una bottiglietta della lussuriosa bevanda dal frigo.. la stappo.. mi siedo.. la accosto lentamente alla bocca direttamente senza versarla prima nel bicchiere..
La gusto con grande piacere, il piacere della gente che sa dissetarsi anche senza bere un Martini ghiacciato..
Poso la bottiglietta sul tavolo..
Mi massaggio un attimo lo stomaco, mi preparo comprimendo un po’ la gola…
E attenzione perchè adesso partirà un bel rutto poderoso che i miei vicini si chiederanno se c’è il terremoto…
Alla faccia dei governanti incapaci, dei loro accoliti, della partitocrazia tutta!!!

IL CRONISTA

Gaetano Rizza
autore del romanzo Nato negli anni Cinquanta

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Il libro parla di una vita vissuta tra vicende e vicissitudini dagli anni Cinquanta ad oggi. Inoltre parla dell’incontro dell’Autore con Roberto Vecchioni, dell’incontro con Dori Ghezzi per il patrocinio della Fondazione De André su alcuni concerti tributo organizzati e interpretati dal protagonista del libro, dei concerti stessi, di viaggi in moto in solitaria, di emozioni a 360°.

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2 risposte a Dura lotta ai consumatori di gazzose

  1. Massimo scrive:

    Pur non amando il frizzante (anche il vino mi piace fermo) mi associo. E’ stupefacente vedere come i gabellieri siano produttivi di idee quando c’è da togliere denaro alla gente. Forse perchè così sperano di non dover affrontare il vero problema del debito pubblico che si chiama spesa e, massimamente, dipendenti pubblici (infatti provvedereanno per assumerne altri 20mila …).

  2. IL CRONISTA scrive:

    Già, Massimo, ma quelli li assumeranno per cavarsela con poco e mettere una pietra tombale sopra alle centinaia di migliaia di famiglie rimaste senza stipendio nè pensione che hanno ridotto sul lastrico..

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