Normale confessarsi con PiazzaPulita


Ieri abbiamo assistito, sempre su La7 (che strano) nella trasmissione della Gruber “Ottoemezzo”, all’inizio della tournée televisiva del consigliere regionale Favia (M5S), dopo lo sfogo “rubato”, contro Grillo e Casaleggio, da un giornalista della trasmissione televisiva PiazzaPulita.
Il consigliere già noto alle cronache per aver disatteso la regola di non partecipare a trasmissioni televisive, per giunta avendo pagato pure, come un qualsiasi politicante del Pd, quindi, continua in quello che ormai appare con ogni evidenza, un piano per il suo lancio a livello nazionale considerato che il suo mandato con il M5S è in scadenza essendo già al secondo e il movimento non ne cosente altri.
Quale migliore opportunità, per il consigliere e il suo progetto ambizioso, di mettersi in contrapposizione ai fondatori del movimento che oggi fa così paura a tutta partitocrazia che lo vede come i vampiri possono vedere l’aglio?
Quale migliore opportunità, per lui, di utilizzare slogan tipo il vomitevole: “Che fai, mi cacci?” di Finiana memoria?
Quale migliore opportunità, per richiamare su di sè l’interesse del pubblico grandefratelliano, che rivolgersi al fondadore del movimento, Grillo, con il motto del movimento stesso: “Uno conta per uno, anche per Grillo”? (Ma è proprio vero che tu, Favia, e Grillo che ha dato a te e a gente come te e me la possibilità di fare qualcosa di utile, siete uguali e contiate uno a testa?)
In ogni modo fu così che il consigliere, lancia in resta, inizia la sua tournèe televisiva con la Gruber e alle domande della giornalista IL POVERETTO RISPOSE: “Sono stato un ingenuo a fidarmi del giornalista perchè lui mi ha aggirato bene anche tecnicamante”, più o meno queste le parole utilizzate.
Infatti! Come non credere che un consigliere regionale, ormai avvezzo alla politica, quando decide di sfogare confidenzialmente i suoi malumori non lo fa con la moglie o con un amico, ma lo fa con un giornalista di una trasmissione d’inchiesta come Piazzapulita, ideata e condotta da un cero Corrado Formigli che quando lavorava per Santoro era un rompicoglioni per eccellenza e si faceva mandare a cagare da tutti i politici a cui ha sempre tentato di carpire dichiarazioni scottanti?
Già! Come non credergli?
Caro Favia, mi dispiace dirtelo, ma mi pare che tu ti sia avviato ad essere uno dei tanti parolai della vecchia partitocrazia che ormai molti di noi detestano.
Mi dispiace per te.

IL CRONISTA

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