Dallo stretto è partito lo tsunami M5S

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Certo sarebbe stato più bello se avesse vinto Cancelleri, non c’è dubbio, ma questo desiderio apparteneva alla categoria dei sogni, e i sogni si sa hanno le ali.
Aldilà di ciò il risultato che il movimento ha ottenuto è grandioso.
Primo “partito” in Sicilia e terzi per quanto riguarda il candidato presidente della regione, dopo Crocetta e Musumeci.
Mi lascia un po’ d’amaro in bocca il fatto che i siciliani pur di votare per il loro candidato preferito, Crocetta, non abbiano avuto schifo nel considerare che con lui avrebbero votato anche l’accozzaglia Pd/Udc, dando modo a quei sepolcri imbiancati di Casini e Bersani di cantare vittoria pur sapendo che la loro vittoria non è una vittoria in quanto derivante da un Pdl fallito in tutti i sensi, primo fra tutti il rapporto con la gente che ha tradito per aver privilegiato il rapporto con la classe dirigente, parassita, pappona e ladra che vive spesso di ruberie sulle spalle dei lavoratori, anche dei più umili.
Ma va bene.
Si sa che il risultato del voto condizionerà la politica italiana tutta perchè gli incubi dei partiti si stanno trasformando in realtà, e dal mare dello stretto di Messina è appena partito uno tsunami che travolgerà tutta l’Italia.
Grillo da parte sua ha riconosciuto che il merito non è tutto suo e del M5S, ma soprattutto lo è della sporcizia della partitocrazia che ha lavorato per farli arrivare a questo traguardo.
Giusto! E’ così! Probabilmente gli unici a non accorgersi della sporcizia sono i siciliani che non si sono schifati di votare il candidato dell’Udc e del Pd e lo dico a prescindere dalla persona che può anche essere la miglior persona del mondo.
La rivoluzione, che molti pasionari e pasionarie del web gridano ogni giorno di volere fare, aggregandosi a chiunque altro teorico della rivoluzione e standosene comodamente seduti nella poltroncina davanti al computer a incitare in continuazione il classico “Armiamoci e partite!”, il M5S la sta facendo da un pezzo “a loro insaputa”.
Ma gli Italiani siamo, anzi, sono, così, e il detto “can che abbaia non morde” è frutto come sempre, della saggezza popolare.
Avanti M5S, lo tsunami è partito dallo stretto di Messina e spazzerà via, col tempo e la buona volontà, la sporcizia provocata dalla partitocrazia.

IL CRONISTA

p.s.
Inutile dire che visto la percentuale dei votanti in effetti ha vinto il partito del non voto, perchè è chiaro, e questo non va a vantaggio di nessun partito della partitocrazia, anzi! Attaccarsi a questo per invalidare il successo del M5S sarebbe solo atteggiamento infantile. Evitatemelo, grazie.

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6 risposte a Dallo stretto è partito lo tsunami M5S

  1. avolpe scrive:

    Hai ragione, gli stronzi e la merda hanno perso!!!!!!!!!!!!!!
    Ciao Gaetano, rappresenti sempre il mio gancio di traino.
    Sono Adriano, l’amico di Gian, o meglio il padrino di Mirko.

  2. Gert dal Pozzo scrive:

    Temo che sia arrivato troppo presto questo tsunami.
    Si farà una legge elettorale per permettere ai partiti di sopravvivere almeno altri 5 anni, magari tutti in coalizione come ora e magari con un altro Monti.
    Temo.

  3. Massimo scrive:

    Ho qualche dubbio che sia così … 🙂

  4. Il Cronista scrive:

    Ciao Adriano! Sempre lieto di vederti e di sapere che sei d’accordo con me. Grazie per il “gancio di traino”, mi lusinga.. ;))

  5. Il Cronista scrive:

    Gert, questo lo stiamo vedendo, ma anche come opposizione riusciranno a rompere le palle adeguatamente, spero.

  6. Il Cronista scrive:

    Massimo, la tua “resistenza” nel difendere quella gente, dal loro punto di vista è encomiabile 😉

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