Il fallimento di Fornero Giovanna d’Arco

(Il video è visualizzabile anche da YouTube)
Anche i media tradizionali da qualche giorno cominciano a riconoscere il fallimento del ministro del Welfare Fornero.
Il che è tutto dire.
Non è difficile, infatti, avvertire dell’ironia nei servizi giornalistici dedicati al ministro.
Dipenderà anche dal fatto che il soggetto ha manifestato fastidio per la categoria dei giornalisti accusandoli di prendere una parola sbagliata da tutto un suo discorso per farne delle polemiche di settimane.
Perciò s’è sentita anche autorizzata, in un convegno a porte aperte, di invitare gli stessi ad uscire dalla sala.
Datemi retta, finalmente..
Il soggetto è malato di protagonismo. Si crede la Giovanna d’Arco dei nostri tempi. E’ invasata, crede che la sua missione sia quella di riportare il mondo sulla “retta via”, una retta via dal punto di vista degli oppressori. Il punto di vista che ha sempre prevalso nel mondo in effetti, ma che nell’ultimo secolo appena trascorso era stato disconosciuto a tal punto da riconoscere ai lavoratori diritti e dignità. La qualcosa evidentemente alla ministra e al suo compare Monti non va giù: per loro la suddivisione in oppressori ed oppressi è giustissima. A loro fa comodo. Non ci rinunciano.
Il ministro ha fallito, per la sua stupidità, per la sua arroganza, per il suo credersi superiore ai suoi connazionali, per la sua ferma convinzione di appartenere alla razza degli Eletti.
Vergognati Fornero, tu insieme ai tuoi colleghi di governo, tutti.
E si vergognino anche i suoi sostenitori, nella politica e nella Società.

IL CRONISTA
Il fallimento della Fornero Giovanna d’Arco

Gaetano Rizza
autore del romanzo Nato negli anni Cinquanta

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Il libro parla di una vita vissuta tra vicende e vicissitudini dagli anni Cinquanta ad oggi. Inoltre parla dell’incontro dell’Autore con Roberto Vecchioni, dell’incontro con Dori Ghezzi per il patrocinio della Fondazione De André su alcuni concerti tributo organizzati e interpretati dal protagonista del libro, dei concerti stessi, di viaggi in moto in solitaria, di emozioni a 360°.

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6 risposte a Il fallimento di Fornero Giovanna d’Arco

  1. Gert dal Pozzo scrive:

    Proviamo ad immaginare che fine farebbe un ministro che si comporti nello stesso modo in Inghilterra o negli USA…

    Proviamo ad immaginare quali conseguenze avrebbe avuto in un Paese civile la scena del prefetto e del prete anti-camorra…

    Ma siamo in Italia, dove tutte le porcherie sono possibili.
    Magari con vanto, compiacimento e soddisfazione. Danno il senso di appartenenza alla Casta.

  2. IL CRONISTA scrive:

    Infatti Gert: un perfetto senso di schifo

  3. Maria GRAZIA scrive:

    Per me è una donna frustata in tutto. Soprattutto a casa sua.E questa sua frustazione l’ha sta facendo pagare a noi. L’è NA PORA DONA

  4. IL CRONISTA scrive:

    Per me è abituata ad essere così cretina anche a casa sua.

  5. Nauseato. scrive:

    Immagino che solo in questo Paese dove certi sogggetti continuano a votare certi soggetti che danno fiducia a certi soggetti possa accadere quanto accaduto senza una rivoluzione.
    Popolo di gomma.

  6. Nauseato. scrive:

    Ma possibile che quando ti parlano per trenta anni di soluzioni drammatiche prese in emergenza sempre a spese degli stessi per salvare sempre gli stessi altri,sempre per “responsabilità” di fronte a scenari drammatici che richiedono governi tecnici e nessuna discussione, ragazzo lasciaci lavorare, non si capisce che c’è qualcosa che non va e si abbocca senza nulla imparare dall’esperienza?
    Non si può essere in emergenza per trenta anni, non si può avere un terremoto al mese e tre alluvioni l’anno perché nessuno previene, non si può, come ora, assistere al 118 che avvisa che non ce la fa a intervenire perché le barelle sono occupate dai malati senza letto perché tagliato dalla “razionalizzazione” dei costi della Sanità, non si può, soprattutto perché per stare in questo Paese in continua emergenza e in questo enorme accampamento e ospedale da campo, paghiamo due terzi del nostro stipendio per contributi pensionistici, sanità: un terzo noi e un terzo il datore di lavoro. La spesa più alta del Mondo a carico degli italiani a fronte degli stipendi più bassi e del peggior stato sociale d’Europa. E, ogni volta, la colpa è nostra! Oltre al dannola beffa.
    Non sono regali, caramelle, elemosina, sono diritti, per chi conosca qualcosa di diritto; e di economia.

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