Poveri fratelli d’Italia


(Il video è visualizzabile anche su YouTube)
Qualcuno di voi sa della mia insonnia, che mi porta a dormire male, per poche ore, e non sempre nelle ore preposte per la bisogna.
Ordunque a volte mi trovo ad accendere la tv nelle ore più impensate, spesso in piena notte o nelle prime ore dell’alba.
A volte di notte si trovano dei filmetti in bianco e nero degli anni cinquanta, spesso sono anche belli.
Generalmente quei film parlano di una realtà fatta di miseria economica e delle miserie umane che ne derivano da tale situazione. Come dire.. un po’ la situazione che ci ritroveremo sempre di più a rivivere: quella del dopoguerra italiano.
Gente povera, rimasta senza lavoro, disperata, costretta ad arrangiarsi anche con la delinquenza.
Gente con poche speranze di poter riscattare, un giorno, una vita decorosa fatta di un discreto lavoro, di una discreta casa, di abiti puliti e ordinati, di una famigliola tranquilla e ripettosa.
Una società, come avevo già scritto, nella quale si ritorna ad essere “Di nuovo ladri di biciclette” per forza di cose… Perché il lavoro manca sempre di più per molti e soprattutto per gli anziani, che vengono messi da parte impunemente, dai quali peraltro si pretende che lavorino per più anni per maturare il diritto a una pensione che con l’andare del tempo è sempre più misera per chi e se e quando la prenderà.
I governanti non si capisce se “ci sono o ci fanno” a non rendersi conto delle basi che stanno ponendo per favorire questo degrado. Ma non è possibile che non ne siano coscienti. Lo sanno ma, come i manager incapaci e costosissimi delle grandi aziende, a loro interessa fare quadrare i conti nel breve periodo per poi beccarsi delle liquidazioni da nababbi (indipendentemente dai risultati), e queste arrivano sempre sottoforma di soldi e/o sottoforma di cariche politiche e istituzionali.
Che rimane da dire in un quadro così sconfortante e senza futuro?…
… Poveri fratelli d’Italia, con le pezze al culo…

IL CRONISTA

Gaetano Rizza
autore del romanzo Nato negli anni Cinquanta

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Il libro parla di una vita vissuta tra vicende e vicissitudini dagli anni Cinquanta ad oggi. Inoltre parla dell’incontro dell’Autore con Roberto Vecchioni, dell’incontro con Dori Ghezzi per il patrocinio della Fondazione De André su alcuni concerti tributo organizzati e interpretati dal protagonista del libro, dei concerti stessi, di viaggi in moto in solitaria, di emozioni a 360°.

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4 risposte a Poveri fratelli d’Italia

  1. magda cussotto scrive:

    concordo su tutto e ho apprezzato l’analisi stringata ma ben fatta di quello che la società sta diventando. Aggiungerei che , nel dopoguerra c’era la speranza di rinascere , di costruire , di fare e di poter migliorare.
    Oggi no: oggi si vede e c’è solo il declino , l’impoverimento che cresce ddi giorno in giorno.Oggi stiamo ancora cadendo , non stiamo rialzandoci.Sarà perchè siamo ancora in guerra ?

  2. IL CRONISTA scrive:

    Ciao Magda, la ripresa che vogliono farci intendere che ci sarà, ammesso che ci possa essere ripresa quando il debito pubblico in questo anno è aumentato ancora di un bel po’ nonostante la cura Monti, non terrà conto della povera gente che è stata sacrificata, volutamente e schifosamente. Non terrà conto neppure che la gente non saprà che farsene di una ripresa che non la tocca e che la vede sempre più sacrificata.

  3. Gert dal Pozzo scrive:

    Meno soldi…
    Meno diritti…
    Meno aspettative…

    Lo so, andiamo proprio bene, meno male che c’è Monti.
    Ma non abbiamo la garanzia che quando Monti andrà via le cose continueranno così.

  4. IL CRONISTA scrive:

    Ciao Gert, ben tornato, lo sai che quando sento parlare di ripresa penso al debito pubblico aumentato ancora durante quest’anno di cura Monti e a quei poveretti che l’hanno presa in quel posto (io) e penso che non si può avere le facce marce fino a questo punto.

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