Bersani, Renzi, Alfano. A me che me ne cale?


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Uno dei primi commenti di Renzi al risultato delle primarie del Pd è stato: “Era scontato per me straperdere al ballottaggio”.
Infatti, dico io, allora perchè hai fatto tutto quel casino?
Comunque le primarie del Pd sono andate e hanno lasciato quel partito in una buona posizione nelle intenzioni di voto degli Italiani.
Onore al merito! Su queste cose ci sanno fare, è indubbio.
Non così si può dire del Pdl che ci sta facendo assistere alla sua disfatta completa: facciamo anche noi le primarie, no, non le facciamo, le facciamo ma ormai c’è poco tempo, Berlusconi non le vuole, Alfano le vuole, si candida Sgarbi (per dare credibilità al partito?), no non si candida, si candida la Mussolini, anzi no e cosi via.
Il fatto è che, le facciano o non le facciano, non le sanno organizzare, perchè per organizzare un evento del genere che coinvolga tutta l’Italia ci vuole un vero partito. Quello che è rimasto invece del Pdl sono solo i parlamentari entrati nelle scorse elezioni e le loro penose apparizioni a Porta a porta utilizzata come una riunione di condominio per decidere lì, in quella sede, se farle o no, o, meglio, per manifestare tutta la loro insipienza.
Ma a prescindere da questo la domanda invece è: “Che vada alla presidenza del consiglio Bersani, Renzi o Alfano, a noi che ce ne cale?”
Tutti hanno sostenuto il governo Monti/Fornero sperticandosi in complimenti nei confronti dei due personaggi.
Renzi nella campagna per le primarie ha osannato la Fornero (ed è stato punito). Gli altri fino a ieri lo hanno sostenuto anch’essi in modo convinto, oggi, in vista delle elezioni qualcuno lo ripudia.
Se non conoscessimo i vecchi e ritriti meccanismi della politica ci sarebbe da scandalizzarsi. Ma ci hanno abituato a non scandalizzarci più.
Che vada uno o l’altro a capo del governo, alla fine sono sempre loro: la casta. Quindi penseranno, come sempre, solo per sè. Perchè nessuno, statene certi, tornerà indietro sulle manovre effettuate da questo governo. Tutti loro, anzi, considerano la mattanza esercitata dai tecnici un toccasana per l’economia italiana ed europea.
Tutti faranno finta di eliminare prebende, contributi a parlamentari e consiglieri, e di diminuire il numero di questi, ma poi, di nascosto, di notte, in un ferragosto si riprenderanno tutto.
Perchè sono lì per questo, per i loro interessi, non per i nostri.
Non rimane, come già detto e ripetuto, che votare per l’unico movimento che è nato per essere contro tutto questo e lo dichiara apertamente.
Ma non si creda che lo si faccia a cuor leggero.
Il pressapochismo del M5S è evidente…
Tanta buona volontà è altrettanto vera.
Ripeto, quindi: “Diamo la spallata in una o due tornate a partitocrazia del magnamagna. Ma poi organizziamoci in qualcosa di serio; qualcosa di serio che stia con l’Uomo e non col vitello d’oro”.
Chissà che la fine del mondo così come concepito adesso, annunciata dai Maya, con la buona volontà di molti, non si realizzi davvero.
Noi proviamoci.
Attacchiamoci anche alle superstizioni…

IL CRONISTA
Bersani, Renzi, Alfano a me che me ne cale?

Gaetano Rizza
autore del romanzo Nato negli anni Cinquanta

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4 risposte a Bersani, Renzi, Alfano. A me che me ne cale?

  1. Gert dal Pozzo scrive:

    Forse Renzi poteva rimodernare la sinistra, poteva anche vincere seriamente le politiche intercettando buona parte dei voti dei destri delusi e di quelli che non vanno a votare in attesa di novità. I sinistri hanno perso un’occasione. Non si smentiscono mai.

    Gli italiani tendenzialmente sono di destra, solo che in Italia la destra non esiste. Berlusconi e Fini hanno massacrato ogni tipo di aspettativa e ci vorranno generazioni prima di vedere qualcosa di serio.

    Grillo bene che ci sia, ma non avrà mai i numeri per governare.

    Ci aspetta un altro Monti. Altri suicidi, altro governo delle banche, altra corruzione. Che palle!

    Comunque una considerazione: tutte le volte che abbiamo un’occasione per cambiare la sprechiamo. E se noi italiani ci meritassimo veramente tutto questo?

  2. IL CRONISTA scrive:

    Gert, io a prescindere dalle loro politiche, umanamente, e solo umanamente, preferisco Bersani perché Renzi è il ragazzino ambizioso come lui stesso ha capito di essere recepito. Sa parlare è vero, ma non c’è bisogno di altri che ci sanno fare con le parole. Ce ne sono già tanti. Gli Italiani sono di destra? Forse fino a ieri sì perché pensavamo che si potesse esserlo per poter conservare dei principi e nello stesso tempo stare anche con la parte debole della società, oltre che con la classe dirigente. Ma adesso siamo stati punti nella carne viva. La crisi ha scoperto le carte e s’è visto che la classe dirigente fa esclusivamente i propri interessi e alla classe debole lascia le briciole delle proprie rapine e della loro corsa alla ricchezza, quando briciole rimangono. Altrimenti ci possiamo impiccare. L’importante è che loro mantengano la possibilità di vivere, comodamente, alle nostre spalle.
    La destra tradendoci ha fallito, e Renzi pur dichiarandosi di sinistra ha fallito anche lui perchè propone le stesse ricette della dx anche se sotto elezioni un po’ addolcite, come del resto il Pdl. Ma in regime preelettorale le promesse dei dolcini non fanno testo.
    Naturalemente non salvo Bersani da questo andazzo, nè la Camusso.
    Alla soluzione, hai ragione tu, ci vorranno generazioni per arrivarci. Ma può essere solo quella di togliere, via via, dai piedi, l’egoismo che è l’unico motivo per cui oggi si entra in politica, a causa delle remunerazioni che si danno a questa gente facendole vivere nella ricchezza, mentre oggi abbiamo 46000 persone senza casa, decine di persone che si suicidano dalla disperazione, le banche che pignorano gli appartamenti e una massa enorme di persone a cui è stato tolto lo stipendio e non gli si vuol dare la pensione.

  3. Gert dal Pozzo scrive:

    Però bisogna ammettere che di ragazzini ambiziosi ne avremmo bisogno.
    Considera pure che Renzi voleva, oltre al resto, dimezzare stipendi e numero dei parlamentari. Tutti lo dicono, ma sono convinto che lui l’avrebbe fatto. L’avrebbe fatto solo per ambizione e per far vedere che lui è il più bravino? Beh! Ma chi se ne frega, l’importante è farle certe cose.

    Bersani umanamente ti può anche piacere, ma sei sicuro tu di piacere a lui? Me lo ricordo ministro di Prodi: con tutte le sue “famose lenzuolate” non ha neanche provato a sfiorare la casta (ed il libro di Rizzo e Stella era già uscito da tempo). Ha semplicemente massacrato tutte le categorie non sindacalizzate; nel periodo di Bersani gli autonomi e le partite IVA erano considerati additati e trattati come delinquenti. Bella roba Bersani!
    Bersani è quello che non voleva mollare sui rimborsi (ladrocini) elettorali e che poi fa cadere dall’alto il dimezzamento della truffa. Bersani è il più accanito sostenitore della scelta dei parlamentari da parte dei partiti e non dei cittadini. Tutte cose che Renzi voleva abolire.

    Te lo giuro, preferirei ancora Monti/Fornero ad un Bersani forte al governo. Preferisco la dittatura delle banche alla dittatura comunista. Bersani è il peggio del peggio. Parlo seriamente. Ciao.

  4. IL CRONISTA scrive:

    Infatti non salvo neppure Bersani, tranquillo, anche se ha l’aspetto del placido giocatore di scopa in qualche osteria emiliana.
    Se è per quello non salvo neppure Vendola, anche se le sue intenzioni sembrerebbero buone. Non salvo nessuno di coloro che hanno sguazzato come porci nella partitocrazia e che fanno solo finta di scandalizzarsi quando qualcuno di loro viene scoperto.

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