Grillo è poco, occorre l’esercito


Alla fine del mio post di ieri scrivevo che per la situazione italiana forse un Grillo è troppo poco.
Riprendo quindi il discorso da lì.
Proviamo a fare il punto.
La sinistra è quella che accusa la destra di aver portato l’Italia alla crisi quando invece negli ultimi vent’anni hanno governato loro per lo stesso numero di anni. Che si sia aggravata la crisi nell’ultimo periodo del governo Berlusconi è vero, ed è vero che lui ci abbia messo del suo per dare ai mercati internazionali un’immagine poco seria dell’Italia, ma è altrettanto e soprattutto vero che la sinistra non è stata a guardare per rovinare l’Italia e che la crisi non è un problema che colpisce solo l’Italia, ma colpisce tutti i Paesi europei e mondiali anche se non in egual misura.
Tanto per fare solo un esempio la sinistra col governo Prodi (l’armata Brancaleone che conteneva tutto e il contrario di tutto) aveva abolito lo “Scalone Maroni”, sistema graduale che serviva ad aumentare gli anni lavorativi per ottenere i requisiti per il diritto alla pensione considerata l’aspettativa di vita maggiore rispetto al passato.
La sinistra è anche quella che, insieme a Casini – piuttosto di attutire un’immagine negativa dell’Italia a livello internazionale, non foss’altro che per mera convenienza – trova da sempre la sua convenienza, invece, nello sputtanare il più possibile il proprio Paese quando al governo c’è il centro destra. Al punto di non capire – o forse proprio perchè lo capisce bene, e quindi ancor più colpevolmente – che così facendo ci porta sempre più sull’orlo del baratro.
Insomma siamo un popolo d’irresponsabili, da una parte e dall’altra.
La prova che tutto sommato si è in qualche modo consapevoli di questa generale irresponsabilità c’è stata mettendo in campo una squadra di governo di tecnici che avrebbero dovuto riequilibrare l’immagine politica ed economica del nostro Paese.
Il risultato però è stato fallimentare in quanto i tecnici individuati per questo “nobile” compito sono stati di parte.
E’ come, in un processo per omicidio, affidarsi soltanto ai periti pagati dall’assassino.
E così questi tecnici si sono comportati: portando solo prove a carico della casta che li ha assoldati ed agendo di conseguenza contro quelli che la casta ha deciso fossero i colpevoli del degrado italiano, i semplici cittadini, il lavoratori, i pensionati, le madri di famiglia.
Il processo non è valido, il processo è da rifare.
I periti di parte non servono, quando sono soltanto di una parte.
I sindacati sono assenti o addirittura conniventi con l’assassino.
La controparte in questa situazione la sta facendo soltanto un movimento messo su da un comico, Grillo, e composto esclusivamente da cittadini. Ma è continuamente deligittimato sia a causa della sua primordiaria organizzazione, sia a causa della demagogia che pure è evidente.
Per questo viene da pensare che in questo processo occorrerebbe una vera controparte.
E quale migliore controparte dell’esercito al servizio dei diritti dei cittadini?
Sono esagerato?
Non credo.

IL CRONISTA
Grillo è poco, occorre l’esercito

Gaetano Rizza
autore del romanzo Nato negli anni Cinquanta

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7 risposte a Grillo è poco, occorre l’esercito

  1. Gert dal Pozzo scrive:

    Wow! L’Esercito! Bellissima suggestione, mi piace!

    Però prima bisognerebbe fare qualcos’altro…
    Il comandante delle Forze Armate in Italia è Napolitano… uhm… no, ci ho ripensato. Non mi piace più.

    Forse bisognerebbe tirare a sorte un Supremo Dittatore. Se abbiamo un pò di culo il gioco è fatto. Per beccarci un altro politico dovremmo essere “troooppo sfigati”.

  2. Gert dal Pozzo scrive:

    A proposito di Esercito, se qualcuno volesse firmare…

    http://firmiamo.it/maro-in-india-

    Nota: sembra che anche in questo caso i cittadini italiani siano vittime degli interessi delle multinazionali: http://blog.quotidiano.net/bianchi/2012/11/04/maro-in-india-limbarazzo-di-delhi-e-del-governo/
    Ed anche per questo caso il comandante delle nostre Forze Armate non fa un cazzo.

  3. IL CRONISTA scrive:

    Gert, nell’ipotesi succitata il capo delle forze armate non sarebbe Napolitano, ma semplicemente un comitato della rivoluzione composto da esodati e da gente che per fare il ricongiungimento di 30anni di contributi versati all’Inpdap con quelli dell’Inps deve pagare trecentomila euro e robe del genere.
    Per quanto riguarda i Marò, prima di firmare o scioperare vorrei sapere bene come sono andate le cose e perchè dei pescatori indiani sono morti.

  4. Gert dal Pozzo scrive:

    “Per quanto riguarda i Marò, prima di firmare o scioperare vorrei sapere bene come sono andate le cose e perchè dei pescatori indiani sono morti.”

    Per saperlo bisognerebbe fare il processo. Gli indiani comunque hanno distrutto le prove a nostro favore (tipo lo scafo del peschereccio “saint antony”, affondato proprio per far sparire le prove che discolpano i nostri fucilieri.
    Ognuno è libero di credere a quello che vuole, ma sapere che i nostri ragazzi sono in mano a burocrati iperreligiosi che credono nelle tribù e nelle caste a me da fastidio. Preferisco credere ai nostri militari, sulla cui lealtà non ho mai avuto dubbi.

  5. IL CRONISTA scrive:

    Loro forse credeno nelle trbù e nelle caste, noi siamo governati dalle caste di parassiti e votiamo i fioriti. Intanto quei “trogloditi” ci stanno facendo il mazzo industrialmente, anche se con sistemi che piacciono tanto a Minchionne, ai quali si ispira

  6. tognof scrive:

    Concordo con il fatto che l’esercito dovrebbe stare dalla parte del popolo

  7. IL CRONISTA scrive:

    Certo Togno. deve difendere i diritti dei lavoratori e dei cittadini tutti.

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