A chi è servito l’euro?

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Sono contro una moneta unica che il giorno dopo essere stata adottata ci ha dimezzato il potere d’acquisto. Non paia esagerato quello che dico, vi spiego: se uno stipendio prima dell’euro era di due milioni di lire, con l’euro, l’indomani, è diventato mille euro che, ci era stato detto, avrebbero avuto lo stesso valore dei due milioni di lire, ma che invece così non è stato, da subito, perché quei mille euro hanno avuto il valore di un milione di lire.
Dimostrazione di quello che dico è che se un appartamento prima dell’euro costava duecento milioni di lire, con l’euro, l’indomani, è costato duecentomila euro che sono quindi quattrocento milioni delle vecchie lire. Ne consegue che, lasciando perdere quello che ci hanno raccontato per metterci la supposta, il rapporto tra stipendio e costo di una casa prima era di (in milioni) 2 = 200, adesso è di 2 = 400 (sempre in milioni). Risultato: lo stipendio vale la metà di prima o, se preferite, la casa si acquista col doppio del denaro che occorreva prima, ma sempre per effetto dell’entrata in vigore dell’euro.
Discorso assurdo? Non credo.
Inutile dire che di una moneta unica così noi Italiani ne facevamo volentieri a meno.
Ma gli interessi degli Italiani, nel rappoorto con l’euro, sono stati rappresentati dai vari Prodi e dai vari Monti (coi loro rispettivi governi di cui i componenti e i sostenitori ne condividono le responsabilità) dei quali è ormai più che lecito sospettare che non abbiano rappresentato i nostri interessi bensì i loro. Che questi siano interessi economici o di immagine o di potere o di lobby o di tutte queste cose insieme.
Tant’è che questi signori fanno parte di quella casta che si trova sempre – qualsiasi sia stato il risultato delle loro azioni – alla presidenza, all’amministrazione, alla consulenza, di qualche ente o istituto pubblico, privato, italiano, europeo, americano, cinese che sia, che gli elargisce stipendi da nababbi e liquidazioni proporzionate ai danni che hanno provocato nel corso del loro mandato, nel senso…
Quindi la domanda è: queste persone, questi, gruppi di persone, queste lobby, lavorano e tramano per gli interessi del popolo o solo per i loro sporchi interessi, come detto prima?
Perfino inutile la risposta.

IL CRONISTA
A chi è servito l’euro?

Gaetano Rizza
autore del romanzo Nato negli anni Cinquanta

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Il libro parla di una vita vissuta tra vicende e vicissitudini dagli anni Cinquanta ad oggi. Inoltre parla dell’incontro dell’Autore con Roberto Vecchioni, dell’incontro con Dori Ghezzi per il patrocinio della Fondazione De André su alcuni concerti tributo organizzati e interpretati dal protagonista del libro, dei concerti stessi, di viaggi in moto in solitaria, di emozioni a 360°.

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4 risposte a A chi è servito l’euro?

  1. Gert dal Pozzo scrive:

    Giusto. L’euro non ha colpe.

    Proviamo ad immaginare di trasferire il Parlamento a Berlino ed in cambio il Bundestag a Roma. Sono convinto che nel giro di sei mesi l’Italia rinascerebbe e i tedeschi si troverebbero nella merda fino agli occhi.

    La colpa della situazione in cui siamo è tutta della nostra classe dirigente fatta di castaili ladri incapaci e figli di puttana. Più sono in alto e peggio sono.

  2. Gert dal Pozzo scrive:

    p.s.: un po’ di colpa ce l’hanno anche gli italiani, che quando c’è da scegliere in politica sono troppo poco “choosy”…

  3. flagello scrive:

    Condivido le acute e fin troppo signorili osservazioni di Gert, il quale forse voleva dire “castaioli”, e non “castaili”.

  4. IL CRONISTA scrive:

    Caro Gert, non ho alcun dubbio che se gli Italiani fossero Tedeschi le cose andrebbero senz’alrto molto meglio. Ciò nn toglie che l’euro è stato concepito male ed anche in malafede contro il popolo.

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