Stanno lavorando per Berlusconi

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(Questo articolo si può ascoltare in video su YouTube).
Gli ultimi anni della politica italiana hanno provocato, e stanno provocando, un rigetto della partitocrazia.
Per quello che mi riguarda, il mio rigetto personale della partitocrazia e dei politici in genere, nonchè, nello specifico, del centro-destra in particolare (al quale avevo aderito da sempre), è avvenuto in più tappe che posso anche identificare per sommi capi: il libro La Casta di Stella e Rizzo, Il referendum schiavista di Marchionne, il tentativo del governo di centro-destra di eliminare l’art. 18 dello statuto dei lavoratori, la relativa, becera, barzelletta sull’art. 18 e le suore del ministro Sacconi, la mancanza di serietà istituzionale del capo della coalizione, etc, etc, etc.
Questo per quanto riguarda soprattutto la mia appartenenza politica. Appartenenza politica, va da sè, che denuncia da sola la mia contrarietà a priori al partito democratico, perchè in questo vedo gli stessi difetti del centro-destra con, unica differenza, la falsità nei rapporti coi lavoratori, in quanto sia il partito, che il sindacato, sempre (soprattutto ultimamente) si arrendono alla volontà di una classe dirigente e imprenditoriale dimostratasi, con tutta evidenza, cialtrona.
Ma intendiamoci, il mio essere contro il più grande partito che si definisce di sinistra e i suoi satelliti non è un essere contro una sinistra in generale. Perché, al contrario, apprezzo una sinistra demagogica, e addirittura mi fanno tenerezza le dichiarazioni del segretario del partito comunista dei lavoratori, Ferrando.
Qualcuno ogni tanto mi rinfaccia di essere stato un berlusconiano, ma l’ho votato una sola volta, nel 2006, quando An ormai cominciava a sfaldarsi. Poi ho continuato a sostenerlo oltre l’impossibile- pur non avendolo più votato – è anche vero, ma non era tanto un sostenere lui, quanto cercare di tenere in piedi un facile bersaglio oggetto del tiro all’orso da parte di una sinistra sempre forcaiola e mistificatrice, ma solo con i “nemici politici”.
Ma continuando sul rigetto della partitocrazia da parte del popolo, a dimostrazione di ciò ci sono tutti quelli che da anni non votano e la nascita e lo sviluppo di movimenti che prendono sempre più campo, vedi il Movimento 5 stelle.
Ma la partitocrazia pur accorgendosi del fenomeno, è rimasta ferma, non sa reagire, a parte il far nascere delle liste civetta per confondere i cittadini con le idee già confuse. Infatti l’unica cosa che sa fare è, ancora, anche in questa campagna elettorale, parlare di Berlusconi che a questo punto gli Italiani avrebbero già dimenticato se non fosse l’unico argomento del quale i nostri politicanti sanno, bene o male, parlare.
E berlusconi, naturalmente, ringrazia.

IL CRONISTA
Stanno lavorando per Berlusconi

Gaetano Rizza
autore del romanzo Nato negli anni Cinquanta

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2 risposte a Stanno lavorando per Berlusconi

  1. Gert dal Pozzo scrive:

    Sono d’accordo.
    Non l’ho mai votato, ma i suoi concorrenti me ne stanno facendo venire la voglia.

    Meno male che c’è il M5S… così continuerò a non votarlo.

  2. IL CRONISTA scrive:

    Infatti Gert! Ma se non ci fosse m5s a questo punto non voterei più neanche io. Perchè la consapevolezza delle loro mangerie e ruberie a discapito della povera gente è sempre presente in me.

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