Il problema è che vota anche chi non capisce una mazza

lobotomiaIl problema è che vota anche chi non capisce una mazza. Ed è per questo che continui a trovare quelli che votano gli stessi partiti di sempre che hanno governato prima in una forma, poi in un’altra, ma sempre per dare addosso ai lavoratori e quasi mai per andar loro incontro. Infatti al governo attualmente ci sono gli stessi identici partiti che col governo precedente, per far quadrare il cerchio dell’Italia, hanno pensato bene, da perfetti apprendisti macellai, di tagliare braccia, gambe e teste degli Italiani… Come si dice: a buon peso. Tanto il culo non era il loro, nè dei loro figli, nè, in qualche maniera, dei loro solidali. E pur ritrovandosi con milioni e milioni di voti in meno si sono riassociati, dopo essersene detti di tutti i colori, e dopo essersi tirati gli stracci in faccia (ma solo opportunisticamente in tempo di elezioni), con la stessa composizione di prima… Ma questa volta, ancora, di nuovo, e sempre, per il bene dell’Italia…

E qua si torna al nocciolo: Il problema è che vota anche chi non capisce una mazza, chi ha la memoria evanescente, chi – per leggerezza, per opportunismo o per qualsiasi altra inspiegabile causa della stupidità umana – voterebbe chi si è preso anche il suo culo, senza neppure chiedergli il permesso.

Amen.

IL CRONISTA

Il problema è che vota anche chi non capisce una mazza

Gaetano Rizza
autore del romanzo Nato negli anni Cinquanta

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Il libro parla di una vita vissuta tra vicende e vicissitudini dagli anni Cinquanta ad oggi. Inoltre parla dell’incontro dell’Autore con Roberto Vecchioni, dell’incontro con Dori Ghezzi per il patrocinio della Fondazione De André su alcuni concerti tributo organizzati e interpretati dal protagonista del libro, dei concerti stessi, di viaggi in moto in solitaria, di emozioni a 360°.

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5 risposte a Il problema è che vota anche chi non capisce una mazza

  1. Gert dal Pozzo scrive:

    Finalmente un ragionamento di destra!

    Ho sempre pensato che la possibilità di votare non dovrebbe essere un diritto di tutti, ma un premio per meriti acquisiti.
    Ricordiamoci che il popolo al momento di scegliere, influenzato dalle pressioni dei ladroni, ha liberato Barabba ed ha mandato Gesù sulla croce.

    Probabilmente se tu dicessi queste cose in giro (al di fuori di questo blog frequentato solo da menti illuminate) direbbero che non sei democratico (grave insulto!) ma la democrazia quando alcune classi hanno privilegi potere e mezzi di informazione mentre altre classi devono solo subire ed essere condizionate, è una forma di potere ignobile.

    Banche, partiti, mafiosi, burocrati e giornalisti prezzolati da una parte, lavoratori e cittadini comuni dall’altra: con questa democrazia non c’è partita, vincono loro.

  2. Gert dal Pozzo scrive:

    Un’altra cosa, prima che mi scappi di mente.

    Chissà quanti hanno dato il voto ed eletto il compagno Scalfarotto che è pure gay. La prima cosa che ha fatto costui/costei è stata quella di chiedere (e… figuriamoci, anche ottenere) che gli insopportabili privilegi riservati alle mogli dei parlamentari venissero estesi anche ai loro compagni (compagni non in senso politico, ma in senso scopereccio).

    A fan culo la democrazia, se trovo uno che lo ha votato gli sputo in faccia.

  3. IL CRONISTA scrive:

    Condivido in parte quello che dici. Ma il criterio dei meriti acquisiti chi lo decide? E poi se questo è un ragionamento di destra vorrebbe dire che i berlusconiani (a oltranza nonostante le recenti esperienze di governo infami), sedicenti di destra – che individuano l’appartenenza a dx discutendo di matrimoni tra omosessuali o no, perchè quello parrebbe il fattore che distingue uno di destra da uno di sinistra, da uno nè di destra nè di sinistra – sono i più legittimati a votare e quindi a vincere le elezioni? Ma ti pare??? 😉

  4. Gert dal Pozzo scrive:

    I meriti li decideremo noi, se e quando dovesse venire il momento. Qualche esempio di quello che potrebbe essere:
    1) In età lavorativa devi essere in grado di mantenerti da solo, se non sei capace di mantenerti non puoi decidere pretendere di decidere per gli altri.
    2) Se dei un uomo e non hai reddito devi almeno aver fatto qualcosa per gli altri tipo il servizio militare o il volontariato civile; se non hai mai fatto niente non puoi pretendere di decidere per gli altri.
    3) Se sei stato condannato per fatti dolosi (ovvero se ti sei comportato come un delinquente) non puoi decidere per gli altri.
    4) Se sei una donna, in mancanza degli altri requisiti, devi almeno aver fatto le scuole medie. Mi spiace per te, me se sei profondamente ignorante non hai titolo per decidere per gli altri, visto che sei troppo influenzabile.
    5) Se sei un drogato non puoi votare perché sei un drogato.
    6)… e così via. Votare e decidere per gli altri deve essere un privilegio da conquistare, non un diritto.

    Quello che dici di Berlusca-destra-sinistra-elezioni, sinceramente non l’ho capito. Mi sembra comunque che consideri il PDL un partito di destra. Non lo è. Le istanze di destra sono: pragmatismo, liberalismo, laicismo, serietà. In Italia la destra non esiste. Esiste solo una marmellata di partiti che inciuciano tra di loro per fottere i cittadini inermi.

  5. IL CRONISTA scrive:

    “Mi sembra comunque che consideri il PDL un partito di destra”

    No caro Gert, hai letto male, ho scritto “Sedicenti di destra” il che significa che dicono di sè di essere di destra.

    Ottimo il tuo decalogo di chi dovrebbe avere il diritto al voto.

    Comunque le istanze della mia destra, oltre e più di quelle che hai elencato tu, sono: La destra è sociale (altrimenti è pappatoia come quella del Pdl). La destra ha come obbiettivo primario la centralita del cittadino nella società e non solo il cittadino delle classi più abbienti, anzi, un’attenzione maggiore dev’essere dedicata alle classi meno abbienti e – come il Buddhismo può comprendere anche il Cristianesimo – può comprendere le istanze di cui si è appropriata illecitamente la sinistra.

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