La mia politica è qualcosa in divenire

Votate-DCL’appartenere a una chiesa politicamente non è sempre cosa buona e giusta. Se è per quello, se vogliamo vedere, non lo è neppure l’appartenenza a una chiesa religiosa. Ogni chiesa politica, così come ogni religione, ha le sue verità e i suoi lati positivi così come ambedue hanno i lati negativi. Fatto sta cogliere, quindi, il meglio.

Per quanto riguarda la politica questo vale fino a quando si capisce che c’è ancora qualcosa di buono da cogliere, e quando non ce n’è più lasciare perdere. La coerenza in sé e per sé, non ha senso ed è dannosa. La coerenza di un uomo si vede alla fine della vita e non nelle scelte quotidiane.

Per quanto riguarda la religione io, da tempo, non mi definisco di religione cattolica (cristiana), bensì di filosofia cristiana, non disconoscendo quindi la religione ma facendola assurgere al rango di filosofia o, meglio, dandole il ruolo di metafora per comprendere la filosofia. Come una parabola serve per fare capire meglio e fissare un concetto, la religione ha la stessa funzione: rendere visibile alla maggior parte della gente, in maniera più semplice, l’unica verità della filosofia che, al contrario della religione che può essere interpretata in diversi modi, secondo gli usi e costumi dei popoli – è unica.

Quindi, mentre la verità della filosofia (a questo punto non più religione) è unica, la verità della politica è in continuo divenire.

Che senso ha sentire dire “Io ho sempre votato per quel partito e lo voterò sempre”? Io, per esempio, avevo sempre votato per un’area politica perché in teoria portatrice dei valori in cui credo. Ma si può continuare a votare un’area politica solo in base ai valori in cui si crede, quando questa poi tradisce quei valori e li riduce a meri specchi per le allodole? No! Penso proprio di no. Allora, considerando che, come ho già detto, la coerenza di una persona si vede alla fine della vita, non voto più per quell’area che mi ha preso in giro, ma continuo a votare per gli stessi valori che penso di intravvedere in un’altra area.

Morale: l’importante, in politica, è essere coerenti coi propri principi, non con quello che, dolosamente, ti si vuole dare ad intendere.

IL CRONISTA

La mia politica è qualcosa in divenire

Gaetano Rizza
autore del romanzo Nato negli anni Cinquanta

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4 risposte a La mia politica è qualcosa in divenire

  1. Gert dal Pozzo scrive:

    Seee, principi. E come no. Ai nostri politici devi parlare di tangenti, di poltrone. I principi non sanno neanche cosa siano.

    Io, che ho sempre votato per quello che mi sembrava il meno peggio, oggi ho le idee un pò confuse.

    Mi mancano gli elicotteri che hanno salvato gli americani quando avevano perso la guerra del Vietnam ed erano circondati dai vietkong a Saigon. Quelli, gli americani, per lo meno sono riusciti a mettersi in salvo scappando.
    Noi stiamo peggio. Siamo circondati da delinquenti, incapaci, corrotti, visionari, dilettanti, improvvisati e incompetenti che hanno deciso e continueranno a decidere le nostre vite.

    Non abbiamo armi per difenderci e non possiamo scappare per mancanza di elicotteri. Ci ammazzeranno tutti.

  2. Massimo scrive:

    Per quanto mi sforzi, in Grillo non riesco a vedere neppure l’ombra sbiadita dei nostri Valori … 🙂

  3. IL CRONISTA scrive:

    @Gert, certo,”Noi stiamo peggio. Siamo circondati da delinquenti, incapaci, corrotti, visionari, dilettanti, improvvisati e incompetenti che hanno deciso e continueranno a decidere le nostre vite…” per quello che noi non dobbiamo seguire quella gente che ci ha preso in giro mettendoci davanti degli specchietti per le allodole e dobbiamo continuare a inseguire i nostri principi dove appena li intravvediamo, seppur a fatica. Molta fatica

  4. IL CRONISTA scrive:

    @Massimo, spero comunque che non continui a vederli in gente come Minetti, Batman, Formigoni, Polverini, Carfagna, SantaCHE’ etc di cui il Pdl (e il Pd)è pieno al di là degli scandali che vengono fuori. Non riesco a crederci. Poi Grillo è solo un portavoce della mia rabbia contro la Casta di parassiti, e in quanto tale è senz’altro più vicino ai miei principi di quel partito di pseudo-destra che non pensa tanto al sociale quanto a mantenere guadagni spropositati, stipendi e pensioni d’oro per sé e per la loro cerchia. E chi se ne frega dei cittadini.. 😉

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