Stanno perpetrando il mio omicidio politico: Matteotti o Berlusconi?

matteotti

(Versione video)

“Non si può stare al governo con chi sta perpetrando il mio omicidio politico”. Ma non è un Matteotti che dice questo, bensì così dice Berlusconi ai suoi fedelissimi e anche ai suoi meno fedeli che preferiscono la poltrona del potere piuttosto di continuare a sostenerlo a tutti i costi. Questo dimostra come il suo volere stare al governo col Pd non era un fatto di altruismo per il bene del popolo, bensì un bieco calcolo opportunistico per salvare, per usare un eufemismo, il suo culo, in quanto sperava che appoggiando il Pd al governo, lo stesso, non avrebbe mai potuto abbandonarlo al suo destino. Ma pare che i suoi calcoli non tornino in quanto il Pd, antiberlusconiano da sempre, in questo caso fa solo quello che deve fare, se lo farà: non mischierà le vicende giudiziarie di Berlusconi con le sorti del governo del quale, del resto, i ministri pidiellini gli hanno confermato la maggioranza.

Resta da dire che è squallido un uomo che cerca di soggiogare il popolo impietosendolo tramite i suoi potenti media. L’ho già detto: Berlusconi dalla politica ha preso tantissimo, e una volta che la ruota si mette a girare nel verso sfavorevole una persona deve accettarlo con dignità. Fa parte del gioco di chi si è giocato tutto, come lui. Ma pretendere dignità dal personaggio è davvero qualcosa d’impossibile, a quanto pare.

E poi, a proposito di omicidi politici, diciamocela tutta: Berlusconi non è un Matteotti.

IL CRONISTA

Gaetano Rizza
autore del romanzo Nato negli anni Cinquanta

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6 risposte a Stanno perpetrando il mio omicidio politico: Matteotti o Berlusconi?

  1. Massimo scrive:

    Berlusconi avrebbe ben potuto arricchirsi a dismisura se si fosse acquartierato sotto le bandiere comuniste che gli avrebbero garantito buona stampa e protezione. Ha invece scelto di scendere in campo, pagando molto più di quanto possa mai recuperare (i 500 milioni di euro, duemila miliardi di lire pagati a De Benedetti ne sono l’esempio più eclatante). Avrebbe potuto rifugiarsi all’estero, in Russia, alle Bermuda a godersi il suo denaro meritatamente guadagnato, invece resta in Italia. Il minimo che possa chiedere è di ottenere la solidarietà di chi lui ha beneficiato e di coloro con i quali collabora al governo. Ha perfettamente ragione il Cavaliere: se i comunisti voteranno per la sua decadenza viene meno l’aspetto personale di qualsiasi collaborazione governativa. Prima di un programma (e se ancora non siamo subissati di tasse è grazie all’ostruzionismo di Berlusconi) viene comunque l’aspetto della fiducia personale, venendo meno la quale non c’è più ragione valida per stare assieme.

  2. Gert dal Pozzo scrive:

    Veramente Matteotti l’hanno ucciso fisicamente; è tutt’altra cosa rispetto alla decadenza del Berlusca che magari fa la povera vittima del sistema.

    Comunque ora Silvio, se vuole, può cominciare a fare del vero bene all’Italia: che apra e renda pubblici i dossier che riguardano gli intrallazzi con la sinistra.

    Muoia Sansone con tutti i Filistei!

  3. IL CRONISTA scrive:

    @Massimo, non riesco a pensarla come te. Poi per quanto riguarda la buona stampa penso che anche se non a sinistra ma non se l’è fatta mancare. Poi 500 milioni di euro io ero rimasto che sarebbero 1000 miliardi di lire e non 2000, è successo qualcosa nel frattempo? 🙂 Al di là di questo, tirando la somma del dare e dell’avere, penso che con l’entrata in politica ci abbia guadagnato, se non in immagine (che si è voluto sputtanare a puttane) almeno nel portafoglio. 500 milioni sono poca cosa confrontati col potere acquisito e con le “partite di giro” che a quei livelli si mettono indubbiamente nel conto(tasse, non tasse..). Senza contare che il figlio di un bancario difficilmente avrebbe potuto arrivare ad avere certi capitali in un modo assolutamente limpido. Nessun altruismo nella sua partecipazione al governo. Solo bieco opportunismo sperando in un condono da parte dei piddini. Nella sua vicenda giudiziaria attuale i gradi di giudizio sono stati tre, impossinbile che tutti i giudici gli abbiano voluto fare una guerra personale, per quanto io abbia stima dei magistrati e degli avvocati come quella che posso avere per un venditore di auto usate (tra parentesi io, nella concessionaria per cui ho lavorato per anni, ho fatto pure quello 😉

  4. IL CRONISTA scrive:

    @Gert, ti ringrazio della precisazione, ma è stato fatto fuori, fisicamente, non certo per rubargli il portafogli. Quindi omicidio politico 😉

  5. Gert dal Pozzo scrive:

    Dai, la precisazione non era nei tuoi confronti, ma nei confronti di quel lamentoso di Berlusconi che se la tira, al solito, da povera vittima.
    Il senso era che per Matteotti certo che si può e si deve parlare di omicidio politico, mentre per Berlusconi non c’è nessun omicidio manco per niente.

    http://www.ilgiornale.it/news/interni/berlusconi-non-si-pu-collaborare-chi-commette-omicidio-966122.html

  6. IL CRONISTA scrive:

    Infatti Gert, nessun omicidio. Al massimo s’è suicidato con le sue stesse mani, con le puttane e coi tradimenti nei confronti dei cittadini comuni che hanno creduto in lui. Non ha capito che non basta essere anticomunista se non si sta anche e soprattutto coi lavoratori.

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