Criticare va bene, ma da quale pulpito?

pulpitoQuelli che criticano il M5S fanno bene, certo, anch’io lo faccio. Anzi, spesso, invece di dire “noi del M5S” preferisco dire “voi del M5S”, in fondo io non sono loro. Io li voto soltanto, e le prossime volte sono libero di votare qualsiasi altro partito. Mi sento molto meno responsabilizzato a comportarmi così. Anche se la mia responsabilità invece viene tutta fuori quando mi batto per i miei principi, orfani, che il M5S ha raccolto, e quindi mi batto anche per il movimento oltre che per me. Mi batto forse anche con più furore in quanto devo coprire il mio peccato originale: l’aver creduto ingenuamente ad un centro-destra italiano (tanto da averne scritto anche un libro) che, mentre faceva finta di occuparsi dei miei principi, si occupava invece di riempire le proprie tasche, le tasche degli amici, e le tasche degli amici degli amici, e conduceva vita lussuosa tra festini, bagordi e baccanali, a spese nostre, dei nostri anziani, dei nostri fratelli. Lo stesso centro-destra che poi, al momento del maggiore bisogno dei cittadini, li ha mollati per la strada e ha pensato bene di salvaguardare prima di tutto i suoi stessi privilegi assurdi e anche la possibilità di continuare a mettere le mani nelle nostre tasche per continuare a vivere in un orrido olimpo infernale tappezzato col nostro sudore e col sangue di chi, tra noi, non ce l’ha più fatta.

Intendiamoci, parlo del centro-destra perché io ci avevo sempre creduto, ma potrei parlare anche del versante opposto della politica, il centro-sinistra, del quale in più penso che sia falso, opportunista e mistificatore della realtà, oltre che demagogico e, purtroppo, non utopico. Dico purtroppo non utopico perché l’Utopia è nobile e necessaria, mentre la demagogia è meretrice. l’Utopia – per quanto  sia una contraddizione in termini – eleva l’uomo.

Ed è per questo, per questo mio peccato originale che ho confessato, che adesso ho paura, sono diffidente, nei confronti di tutti.

Meglio starsene lì, dal di fuori, a controllare, a criticare, a sperare.

Ma una cosa è controllare ed anche criticare per fare andare le cose il più possibile a tua misura, senza dimenticare le esigenze degli altri, altra cosa è criticare dalle vecchie posizioni della politica, senza rendersi conto che negli ultimi anni è cambiato tutto, ma proprio tutto, in un’Italia condotta da una classe politica pappona ad occupare gli ultimi posti nelle classifiche mondiali della civiltà.

Quindi, per favore, critichiamo pure il M5S, ma prima scendiamo dallo sporco pulpito dal quale, molti, continuano, inopinatamente a sparare sentenze su Cittadini di buona volontà, senza averne assolutamente il minimo titolo.

Grazie.

IL CRONISTA

Criticare va bene, ma da quale pulpito?

 

Gaetano Rizza
autore del romanzo Nato negli anni Cinquanta

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Il libro parla di una vita vissuta tra vicende e vicissitudini dagli anni Cinquanta ad oggi. Inoltre parla dell’incontro dell’Autore con Roberto Vecchioni, dell’incontro con Dori Ghezzi per il patrocinio della Fondazione De André su alcuni concerti tributo organizzati e interpretati dal protagonista del libro, dei concerti stessi, di viaggi in moto in solitaria, di emozioni a 360°.

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