Vivere di ricchezza amministrando povertà procurataci

avvoltoi

Regolarmente ci sentiamo dire dai politici e dai tecnici che si sono autocandidati a salvare l’Italia, dimenticando che loro stessi l’hanno affossata, che il prossimo (sempre il prossimo) quadrimestre sarà quello buono per vedere un inizio della ripresa. Sentiamo il presidente del consiglio riferire con vibrante soddisfazione dei magnifici risultati raggiunti dal suo governo “stabile” (a detta del Wall Street Journal,  però,  di una stabilità che porta al cimitero) ed altri continui compiacimenti di questo tipo. Prima sentivamo il presidente del consiglio dell’epoca che raccontava di visioni di ristoranti pieni e di Jet pure, nella solita formula del “tutto va ben madama la marchesa” e noi (loro…) possiamo continuare a depredarvi stando sulle vostre spalle come e peggio degli avvoltoi pronti a cibarsi del vostro sangue e delle vostre carni smembrate.

Naturalmente questi ottimismi sono semplicemente falsi e servono solamente a far sì che loro, gli avvoltoi, riescano a difendere e mantenere ancora un po’ la loro rendita di posizione, prima che gli avvoltoi della banda opposta li scalzino per prendere il loro posto sulle nostre spalle e continuare nel loro orrido pasto.

Ma anche se in un futuro ci fossero dei minimi segnali veri di una certa ripresa, non fatevi prendere in giro come degli allocchi, perché questo è il loro scopo vero: prendervi in giro. A loro quei timidi segnali servirebbero solamente per giustificare ancora la loro permanenza lì e poter dire ” Avete visto? Il buon lavoro paga!”, mentre sappiamo che a pagare siamo sempre noi cittadini col sangue degli esodati, dei pensionati al minimo, dei lavoratori al minimo dello stipendio, di quelli che sono rimasti senza lavoro, delle madri di famiglia alle quali è stato loro spostato il traguardo della pensione, come ai loro mariti, sia che un lavoro lo abbiano, sia che il lavoro non ce l’abbiano più perché gli è stato tolto.

Non cascateci! Non fatevi prendere in giro e, peggio, non collaborate nei social e nella vita con questa brutta gente il cui scopo è vivere di ricchezza amministrando la povertà che ci hanno procurato. Non fatelo, non siate collaborazionisti del regime che ha affossato l’Italia. Questa gente se ne deve andare via comunque.

Viva i cittadini! Viva gli ultimi, perché non sanno rubare.

IL CRONISTA

Vivere di ricchezza amministrando povertà procurataci

Gaetano Rizza
autore del romanzo Nato negli anni Cinquanta

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Il libro parla di una vita vissuta tra vicende e vicissitudini dagli anni Cinquanta ad oggi. Inoltre parla dell’incontro dell’Autore con Roberto Vecchioni, dell’incontro con Dori Ghezzi per il patrocinio della Fondazione De André su alcuni concerti tributo organizzati e interpretati dal protagonista del libro, dei concerti stessi, di viaggi in moto in solitaria, di emozioni a 360°.

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2 risposte a Vivere di ricchezza amministrando povertà procurataci

  1. Gert dal Pozzo scrive:

    Va bene, non collaboro.

  2. IL CRONISTA scrive:

    Ok Gert! Ci conto! 😉

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