Cosa può esserci di peggio di quello che abbiamo?


burundi

(Questo post si può ascoltare su YouTube e su Tiscali Politica)

A questo titolo si potrebbe tranquillamente rispondere con una parola: “NIENTE”. Ma siccome questo è un blog e non un semplice account Twitter, corre l’obbligo di circostanziare appena quel “NIENTE”.

Ed ecco qui, è notizia di oggi che la disoccupazione in Italia ha raggiunto il 13% in media e quasi il 43% se considerata solo quella giovanile. Renzi vuole stravolgere [come un Marchionne qualsiasi stravolge la Fiat (Fabbrica ITALIANA Autoveicoli TORINO) facendola diventare FCA con sede legale in Olanda e sede fiscale in Inghilterra] il parlamento, eliminandone un ramo, in modo da non avere più il contrappeso sulle decisioni della camera dei deputati, quando era molto più logico dimezzare, se non decimare, i parlamentari di entrambe le camere. A proposito di Renzi: il tipo, con la scusa piddina che si deve governare per tutta la legislatura senza ulteriori elezioni, anche dopo il fallimento di Bersani e quello di Letta, è andato a cimentarsi anche lui con l’albero della cuccagna Italia. Non si vede per quale motivo quando hanno cacciato Berlusconi non sia stata applicata la stessa regola che vale per i governi piddini: metterci un altro di cdx.  I pensionati, come i dipendenti, si sono visti applicare un’addizionale regionale Irpef nella “busta pensione”, ma essendo appunto una busta pensione e non una busta paga non vedranno gli 80€ promessi ai soli dipendenti a busta paga, secondo un’ormai famigerata logica renziana del due più due che non fa sempre quattro. Lasciamo pure correre le dichiarazioni  e le promesse solenni mai mantenute, tipo quella di #Enricostaisereno o quell’altra “non vado a presiedere il governo senza elezioni” (che ormai potrebbero riempire un’antologia oltre ad una enciclopedia) dell’incommensurabile Renzi soprannominato “Stai sereno” “a sua insaputa”.

Per il resto cosa dire? Cose che sappiamo già da tempo e che ci provocano un forte senso di nausea a ripeterle. I soliti papponi che si fanno eleggere per fare li cavolacci loro, che ci hanno portato a ridosso delle ultime nazioni in classifica: Cipro e Grecia per quanto riguarda l’occupazione, Ghana e Burundi per libertà di stampa, e più o meno a livelli di terzo mondo anche per quanto riguarda cultura, civiltà, vivibilità delle nostre città.

Quindi ripeto la domanda del titolo: “Cosa può esserci di peggio di quello che abbiamo?” Il Movimento cinque stelle? Ahahah! Ma state scherzando, vero? Anche con tutta la buona volontà e mettendo assieme anche tutti i più sfigati del Movimento non potrebbero mai arrivare a ciò. Per arrivare a simili risultati occorre essere marci dentro, e la classe partitocratica italiana lo è. Lei con tutti i sui lacchè e i suoi TROLL di sostegno.

Che schifo!

IL CRONISTA

Cosa può esserci di peggio di quello che abbiamo?

Gaetano Rizza
autore del romanzo Nato negli anni Cinquanta

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2 risposte a Cosa può esserci di peggio di quello che abbiamo?

  1. Gert dal Pozzo scrive:

    Io mi ricordo anche di quando Renzi alle primarie diceva “metà parlamentari a metà stipendio”… è chiaro che deve aver cambiato opinione, ma intanto le primarie le ha vinte.

    Per quanto riguarda gli 80 euro ripeto quello che quì avevo già detto: gli servono voti. Degli esodati, pensionati, autonomi, disoccupati ecc. non gliene frega niente, i pensionati nella maggioranza voteranno sempre PD e gli altri non lo voteranno mai. Deve salvare il salvabile evitando che anche i dipendenti smettano di votare il PD, e se quei 10 milioni di elettori che prendono gli 80 eurozzi si sentono gratificati Renzi acchiappa 10 milioni di voti. E li acchiappa con i soldi (e i sacrifici) degli esodati, pensionati, autonomi, disoccupati. Chiamalo scemo!

    Per tornare alla tua domanda di cosa ci sia di peggio… fammi pensare…boh… un nome a caso…la Boldrini?

  2. IL CRONISTA scrive:

    Analisi perfetta, Gert, compresa la Boldrini, ma stasera ho visto Servizio Pubblico e, nonostante non conti un cazzo, anche la Picierno fa anguscia, e purtroppo non la scopro solo ora.

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