Vivere nella modestia e non nella ricchezza

ricchezza

La ricchezza è il male del mondo, perché non potendo vivere tutti da ricchi la maggior parte della popolazione mondiale è destinata alla povertà senza scampo.

La soluzione quindi è che nessuno debba percepire stipendi e pensioni più alti di 2.000€ al mese (al valore attuale dell’€) e tutto il surplus a questo limite, che è quello che ha permesso a molti di arricchirsi in modo indecente alle spalle dei cittadini ormai ridotti allo stremo, sia gestito dallo stato per investimenti, lavoro, assistenza, e previdenza.

Per un mondo in cui non ci sia povertà, né gente che viva vite da favola senza ormai essere coscienti del valore del denaro.

Questa è la soluzione, altrimenti iniziamo a costruire le ghigliottine per chi non la vuole capire.

Gaetano Rizza

Nato negli anni Cinquanta

Vivere nella modestia e non nella ricchezza

Gaetano Rizza
autore del romanzo Nato negli anni Cinquanta

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Il libro parla di una vita vissuta tra vicende e vicissitudini dagli anni Cinquanta ad oggi. Inoltre parla dell’incontro dell’Autore con Roberto Vecchioni, dell’incontro con Dori Ghezzi per il patrocinio della Fondazione De André su alcuni concerti tributo organizzati e interpretati dal protagonista del libro, dei concerti stessi, di viaggi in moto in solitaria, di emozioni a 360°.

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2 risposte a Vivere nella modestia e non nella ricchezza

  1. Massimo scrive:

    Allora ne devi preparare una per me. Non condivido nulla di quello che hai scritto. Porre un limite ai guadagni (parlo di guadagni legittimi, legati al proprio lavoro e professionalità, si intende) significa uccidere una comunità. Perchè se mancano gli stimoli per migliorarsi, per quale ragione dovrei lavorare più del minimo indispensabile ? Perchè dovrei lavorare di fantasia ? Perchè dovrei inventare, scoprire, studiare ? E allora non esisterebbe alcun surplus che, ed è la cosa peggiore che hai scritto, vorresti affidare allo stato. Sembra (e so che non è così) che tu viva su Marte e non abbia mai avuto a che fare con la burocrazia di stato. Allo stato bisogna togliere. Togliere finanziamenti. Togliere poteri. Togliere personale. Togliere facoltà. Questo stato non riesce ad amministrare una vera giustizia, non riesce a difenderci dal nemico esterno, non riesce a mantenere l’ordine pubblico, non riesce a farci rispettare nei rapporti con gli altri stati. Se non riesce ad assolvere ai suoi compiti di base, come potrebbe fare quel che tu auspichi ? Questo stato riesce solo a rpainare i nostri risparmi, espropriare le nostre case, taglieggiare i nostri redditi per disperdere tutto in milioni di rivoli di spesa inutile e improduttiva. Neanche una lira a questo stato. Meglio, molto meglio, qualche milionario (in euro) in più.

  2. IL CRONISTA scrive:

    Per te non la preparerò. Ne abbiamo già parlato in un mio post simile di qualche anno fa e la tua reazione è stata uguale. Il fatto è che non si ha più il vero valore dei soldi. Perché la differenza tra 1200€ (stipendi e pensioni minime) a 2000€ (stipendi e pensioni massime) c’è eccome, se si desse il vero valore ai soldi. Certo che se invece permettiamo che della gente si abbuffi letteralmente di soldi come il tizio nell’immagine qua sopra non ci saranno mai soldi a sufficienza per le più elementari esigenze dei cittadini. Lo stato? Solo qualche impiegato “vigile” che blocchi gli assegni sproporzionati riducendoli a 2000€ e il resto lo mandi nella cassa comune. Altrimenti teniamoci la povertà e l’inadeguatezza delle società a provvedere al benessere (modesto) di tutti i cittadini. e tenetevi anche i pensionati da 30000/100000,€ al mese e che si abbuffino pure. Se fossi presidente del consiglio io, il primo atto sarebbe di mettere il tetto a 10000€ come prima cosa e nel tempo portarlo ai 2000€. Per emergenza nazionale. Vedresti come le cose andrebbero meglio. Dimenticavo: e per chi sgarra, ghigliottina!

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