Ti aspetterò all’Inferno

da un film degli anni Sessanta

Ieri notte, quasi all’alba di oggi, mi è capitato di vedere un film, su una rete del digitale terrestre, un film vecchio. A me piacciono molto i film vecchi, in bianco e nero. Vado matto per le storie interpretate da Jean Gabin e addirittura da Amedeo Nazzari, mi fanno rivivere un’epoca precedente alla mia, nella quale quelle storie accadevano veramente.

Insomma che era un film del 1960, il titolo è “Ti aspetterò all’Inferno”, del 1960 (ricordatevi bene questa data).

Il regista è Piero Regnoli, il protagonista, oltre a Massimo Serato è un attore di nome John Drew Barrymore, c’è anche una comparsata della bellissima, allora, Moira Orfei.

Non ci crederete, ma John Drew Barrymore, nelle prime scene, e solo nelle prime scene, ricorda molto da vicino, sia nella voce (del doppiatore), che nel volto, che nell’abbigliamento, che nel comportamento, compreso il sigaro in bocca, un certo protagonista di un film uscito nel 1964 poi diventato famosissimo: Per un pugno di dollari di Sergio Leone, interpretato da quel mostro di Clint Eastwood che ammiro da sempre. Il personaggio è lo stesso, lo giuro.

Mi chiedo: possibile mai che nel giro di due tre anni (considerato che Per un pugno di dollari se è uscito nel 1964 è stato realizzato almeno l’anno precedente) due registi si siano inventati lo stesso personaggio sia pur in contesti diversi, uno nella parte del cattivo, nel film del 1960 e uno nella parte del buono nel 1964. Difficile.

Ma visto che il grande Sergio Leone era già stato obbligato a riconoscere i diritti d’autore nel mondo asiatico a Akira Kurosawa che ne aveva denunciato il plagio del suo film La sfida del Samurai del 1961, come dire.. è lecito sospettare che abbia copiato il film Ti aspetterò all’Inferno nella somiglianza fisica e nei comportamenti del protagonista per creare il Clint Eastwood di Per un pugno di dollari e della trilogia che ne è seguita.

Se vi venisse voglia di cercare il film di cui vi ho parlato su YouTube, sappiate che l’ho già fatto io e che ho trovato un pezzo di due minuti in cui John Drew Barrymore fa una parte in cui non c’entra niente col grande Clint. Il pezzo nel quale è perfettamente simile è soprattutto all’inizio dell’avventura.

Gaetano Rizza (Nato negli anni Cinquanta)

Ti aspetterò all’Inferno

Gaetano Rizza
autore del romanzo Nato negli anni Cinquanta

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Il libro parla di una vita vissuta tra vicende e vicissitudini dagli anni Cinquanta ad oggi. Inoltre parla dell’incontro dell’Autore con Roberto Vecchioni, dell’incontro con Dori Ghezzi per il patrocinio della Fondazione De André su alcuni concerti tributo organizzati e interpretati dal protagonista del libro, dei concerti stessi, di viaggi in moto in solitaria, di emozioni a 360°.

Vedi il trailer qui

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2 risposte a Ti aspetterò all’Inferno

  1. Massimo scrive:

    Anch’io amo molto i film in bianco e nero, quelli di un tempo che non c’è più e che ho solo sfiorato. Recentemente ho trovato un dvd con un classico che mi ricordavo di aver visto da ragazzo: L’amaro sapore del potere con Henry Fonda e Cliff Robertson (e tanti altri). Assieme a Tempesta su Washington (ancora Henry Fonda e Cliff Robertson, poi Walter Pidgein, Peter Lawford e un monumentale Charles Laughton) me lo ricordavo trasmesso dalla Rai (quella vera, quella di Carosello) ed era (ed è) un film appassionante. Stanno, come si dice? Ridigitalizzando?, tutta una serie di film del genere e una vera miniera è Amazon. Scrivi un titolo e quasi sempre lo trovi. L’amaro sapore del potere non c’era. Ogni tanto digitavo il titolo e, puff, all’inizio di dicembre la nota: disponibile dal 20 gennaio … e l’ho preso.

  2. IL CRONISTA scrive:

    Ciao Massimo 🙂 Ti ringrazio di questo commento interessante e mi fa piacere sapere che abbiamo quasi gli stessi gusti. Io amo vedere i vecchi film italiani e francesi, anche qualche datato giallo inglese o americano. Non so perché, forse perché mi sembra che siano più realisti e senz’altro sono stati realizzati con mezzi meno sofisticati.

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