Tav: progresso e poverta? No, grazie!


Ascolta l’articolo su YouTube
L’uomo da sempre tende a progredire. Benissimo!
Ma è ripagato dal progresso? O meglio, quello che è comunemente considerato progresso, lo è davvero?
I lavoratori Egizi, ultimi nella classe sociale (non credo alla teoria che fossero operai specializzati), erano utilizzati per costruire delle opere grandiose e monumentali come le piramidi. Le piramidi erano progresso, non foss’altro per la perfezione con la quale venivano progettate e poi costruite, tanto che tutt’ora sono oggetto d’ammirazione. Mettevano alla prova gli studi e le conoscenze acquisite di quella civiltà. La loro realizzazione era un fondamento per lo sviluppo di altre conoscenze.
Ma i lavoratori di quel tempo che beneficio hanno ricevuto da quelle realizzazioni? Il solito pezzo di pane, la solita vita di stenti, le solite frustate sulla schiena, le solite angherie da parte delle caste superiori.
A cosa sono servite le piramidi? Al potere e alla glorificazione dei faraoni!

Oggi non si progettano più piramidi, ma grattacieli, ponti, linee ferroviarie per treni ad alta velocità (Tav). Benissimo!
Ai lavoratori si chiedono sacrifici economici perchè quelle opere sono molto costose. I faraoni invece sacrifici non ne fanno, o fanno solo finta di farne… A loro mille euro in più o mille euro in meno non cambiano la vita nè il tenore di vita.

Domanda: se il progresso è quello che fa stare bene le caste superiori a costo di sacrifici della classe dei lavoratori, che progresso è?
Se dopo quattromila anni i lavoratori hanno solo ottenuto di non essere più chiamati schiavi, ma non hanno smesso di esserlo, a cosa serve il progresso? Ma soprattutto a chi serve?
Se ai lavoratori a un certo punto gli si cominciano a togliere unilateralmente i diritti acquisiti in secoli di lotte per la dignità e per confermare la centralità dell’uomo (non inteso come direttore o padrone o politico, ma semplicemente inteso come uomo) a furia di contrattazione delle parti, a cosa serve il progresso? A cosa servono i ponti sugli stretti? A cosa servono i grattacieli? A cosa servono le ferrovie che fanno viaggiare i treni ad alta velocità?
Se servono per il potere, la glorificazione, il benessere esclusivo dei potenti e il loro confort, e non per il benessere dell’uomo, inteso come uomo – considerata anche la sua impossibilità economica per l’utilizzazione – se li possono tenere.
IL CRONISTA

Gaetano Rizza
autore del romanzo Nato negli anni Cinquanta

Scegli carrello e il formato (cartaceo o ebook):

Oppure anche nei seguenti store online:
laFeltrinelli
LibreriaUniversitaria
Amazon.it
CreateSpace
Mondadori Store
Ibs.it
HOEPLI.it
Bookrepublic
e in tutte le librerie online, sia nel formato cartaceo che nel formato ebook.

Il libro parla di una vita vissuta tra vicende e vicissitudini dagli anni Cinquanta ad oggi. Inoltre parla dell’incontro dell’Autore con Roberto Vecchioni, dell’incontro con Dori Ghezzi per il patrocinio della Fondazione De André su alcuni concerti tributo organizzati e interpretati dal protagonista del libro, dei concerti stessi, di viaggi in moto in solitaria, di emozioni a 360°.

Vedi il trailer qui

Gaetano Rizza – Facebook
Gaetano Rizza – Libri, Narrativa, Musica, Suggestioni
Gaetano Rizza – Twitter

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.


*