Quando restituire maltolto si chiama Bonus

Il Cronista Mannaro

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Quando restituire maltolto si chiama Bonus

Questa è l’epoca in cui può accadere tutto e il contrario di tutto.
I politici, lo sappiamo, a parte qualche singola mente illuminata del passato, si sono dati alla politica attratti dai guadagni che il ramo offre ai più furbi. Infatti cosa hanno fatto? Hanno unito la loro voglia di fare chiacchiere da bar facendo una briscola o uno scopone, a quella di poterlo fare essendo pagati profumatamente dai cittadini. Chiamali scemi.
Ma adesso siamo proprio al culmine di questo gioco, stiamo toccando davvero la punta massima del delirio: quando un presidente del consiglio che ha fatto a spallate e a gomitate tra quelli del suo stampo per diventare tale, sapendo comunque che la classe politica pappona e mangiona aveva portato i cittadini sul lastrico, s’è presentato dicendo il classico “Ghe pensi mi”. Tanto, pensa lui, ai cittadini si può fare di tutto e quelli mi votano pure, basta dire due stronzate, e se il giorno dopo mi tocca dire stronzate opposte a quelle del giorno prima, mi prendo pure i voti della parte politica opposta.
Ma dicevo: quando restituire il maltolto si chiama Bonus. Roba che neppure il mago Silvan…
Il governo Monti – Fornero e coalizzati tutti, dal Pd al Pdl hanno votato le leggi ammazza pensionati facendo diventare questi in buona parte esodati e comunque portando i cittadini italiani – per il 15% del numero totale – a vivere sotto la soglia di povertà. La consulta, come sappiamo, ha bocciato, a cose fatte, una delle loro leggi meschine, quella sulla mancata indicizzazione degli stipendi oltre i 1.400€. Ciò vuol dire che quella cosa lì, sporca, non si poteva fare e quindi si deve restituire il maltolto. Ok, cosa escogita il Macchiavelli de noantri? Colui che alle prime critiche del suo operato da parte dei giornali stranieri ebbe il coraggio, da perfetto buffone, di presentarsi a palazzo Chigi con un carretto dei gelati? Ebbene escogita di fare passare un debito di 18 miliardi nei confronti dei lavoratori per un Bonus nei confronti dei lavoratori. Ma come si può ben capire un Bonus è un Bonus e ci si deve accontentare della bontà di colui che te lo concede. Quindi il debito di 18 miliardi si trasforma in un Bonus di 2 miliardi perché di più non si può, fatto comunque, con la sua estrema generosità (vedi gli 80€ a chi già lavora e prevedibilmente vota Pd, cosa poi confermata dal successo elettorale di quel partito) a ridosso delle elezioni regionali.
Ma finché ce lo diciamo tra noi, io scrivo qualche post, quell’altro pure, i 5 stelle si lamentano, quelli che hanno votato a suo tempo leggi vergognose, compresa questa bocciata dalla consulta in un sussulto, si lamentano pure, cosa succede? Niente. E quelli continuano belli belli ad arricchirsi. Senza, peraltro, nemmeno prendersi un calcio in culo.

Gaetano Rizza



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