AirFrance non accetta reazioni ai licenziamenti

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AirFrance non accetta reazioni ai licenziamenti

Ieri abbiamo appreso da tutti i tg che cinque lavoratori dell’AirFrance ripresi dalle telecamere mentre obbligavano i dirigenti a scappare senza camicia sono stati arrestati. Ricordiamoci che questi cinque lavoratori erano solo quello che le telecamere hanno ripreso, ma chi avrebbe voluto strappare la camicia a quei dirigenti era una folla di dipendenti incazzati perché gli avevano appena annunciato che 3.000 di loro non avrebbero più avuto lavoro.
Quindi i fatti sono questi: ora sappiamo che quando il nostro dirigente milionario di turno verrà a dirci che licenzierà in tronco 3.000 dipendenti, noi non dovremo fare altro che prenderne atto, stringergli la mano augurandogli una buona giornata e tornare a casa, come se niente fosse, per dare la notizia alla moglie e ai figli che da domani in poi non si mangerà più e il padrone di casa potrà e dovrà cacciarvi fuori di casa per mancanza di pagamento della pigione o del mutuo. Semplice no? Che, diciamocela tutta, è un po’ quello che hanno fatto negli ultimi anni i sindacalisti (spesso milionari anch’essi): farci accettare la legge del padrone senza scomporsi più di tanto, perché scioperare costa, ai padroni.

Il mondo civile impone questo, la società si adegua, e la gente torna a morire di fame, torna al brigantaggio, al suicidio o al tiramm a campa’.

Complimenti società civile!

Io purtroppo la penso in un altro modo. Penso che la gente che si è fatta i milioni sul nostro culo, prima di annunciare bellamente che ci licenzia in massa, debba preoccuparsi non poco che il minimo che gli possa capitare sia, perlomeno, che gli venga strappata la camicia di dosso. Non è che con la scusa che siamo gente civile ormai ci si possa fare di tutto: dal licenziarci, all’abbassarci gli stipendi, ad aumentarci gli anni di lavoro, dal toglierci diritti acquisiti in secoli, mentre quelli belli belli poi si vanno a passare il week-end sui loro yacht di lusso o nelle ville a Portofino o St-Tropez.

Gaetano Rizza

Gaetano Rizza – Autore romanzo “Nato negli anni Cinquanta”.

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Gaetano Rizza
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2 risposte a AirFrance non accetta reazioni ai licenziamenti

  1. Massimo scrive:

    Perfettamente d’accordo. E’ ora di finirla di blaterare a vanvera sul “confronto civile”, quando una parte che non volesse trovare l’accordo, può semplicemente opporre una serie di “no” per prevalere e prevaricare.

  2. IL CRONISTA scrive:

    Mi pare di cogliere una velata polemica? Se la serie di “no” riguarda il non accettare 3.000 licenziamenti di gente che dovrà portare le famiglie a vivere sotto i ponti, mentre i loro padroni si fanno i week-end sugli yacht o nelle ville a Portofino e St-Tropez e quando sarà il momento si faranno liquidare a suon di milioni di euro, dire una serie di no mi sembra il minimo… Ma forse ho capito male il tuo commento.

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